LA TUA MAILING LIST: DOPO LA TUA MUSICA (E L’INGLESE), UNA COSA IMPORTANTISSIMA

In questi giorni, sono spesso sulle piattaforme social. C’è tanto movimento. E’ bello perché i social media ti aiutano ad interagire con la tua comunità. Vedo vari artisti che fanno un lavoro fantastico di animazione.

Questo però non deve assolutamente impedirti di pensare a far crescere la tua mailing list, o lista di contatti. Grazie alla tua mailing list puoi entrare in contatto quando vuoi e da dove vuoi con i fan o follower che ti hanno rilasciato il loro indirizzo di posta elettronica e il proprio nome (questo è il minimo che ti serve – meglio se puoi anche ottenere il loro cognome, numero di telefono, e sapere in quale città/paese vivono).

La tua mailing list, a differenza di un profilo su una piattaforma social, è tua. Rappresenta, come dicono in inglese, il tuo “asset” più importante dopo la tua musica. Un “asset” è un entità di valore intangibile che fa crescere il tuo “business”.  Un video su Youtube che diventa virale non è un asset. Non porta niente nel tuo portafoglio. Può essere utile se usato in modo intelligente all’interno di una strategia di web-marketing pensata a 360 gradi – ma non è indispensabile.

La tua mailing list è importantissima. È come il motore di una macchina. Con la tua mailing list puoi inviare la tua newsletter, le tue offerte, i tuoi nuovi contenuti, ecc. direttamente nella casella postale dei tuoi contatti. E la casella postale rimane il luogo dove arrivano le notizie più importanti. La gente tiene alla sua casella postale. Anche per questo ti consiglio di non inviare messaggi spam, ma piuttosto di usare un servizio ad hoc come Mailchimp o altro.  Sono questi contatti che ti faranno guadagnare se riesci a curare in modo creativo e consistente la relazione con i tuoi contatti.

E non importa il numero di contatti. Anche con una lista di 500 contatti potresti dare sostenibilità al tuo progetto. Potrebbe essere un tuo obiettivo di fare spendere da 10 a 30 euro/anno, o di più, a ogni contatto. Non farebbe la differenza? Pensaci bene e inizia subito.


Qui di seguito troverai un link per una formazione online (gratuita fino a fine maggio) impostata come si deve. Dedicando 1 ora al giorno per 10 giorni, imparerai come muoverti. Non è un corso teorico. Dopo esserti registrato e averci partecipato, mandaci un commento. Buon lavoro.

EMAIL MARKETING (in italiano) Vai al link e registrati

 

3 EBOOK UTILI E GRATUITI PER IL TUO PROGETTO MUSICALE

 

blue ceramic teacup with saucer beside book
Photo by Engin Akyurt on Pexels.com

La settimana scorsa abbiamo indicato alcuni strumenti gratuiti che potrebbero essere utili per il tuo lavoro online. Questa settimana invece ti presentiamo 3 ebook che potrebbero anche loro esserti d’aiuto. Infatti, in questo periodo di Covid-19, non è un’idea sbagliata impiegare il tempo “sospeso” per rispolverare una bella abitudine, la lettura.

GUIDA PER MUSICISTI CONTABILI

Questa guida realizzata da Massimo Bonelli e Francesco Galassi è suddivisa in 13 articoli di approfondimento. Segue un ipotetico percorso di crescita di un progetto musicale, dalla definizione del progetto stesso e fino alla firma di un contratto discografico, per capire come oggi si possa fare realmente il mestiere del musicista professionista e cosa questo comporti.

  • Racconta aneddoti ed esperienze reali maturate negli anni
  • Sfata alcuni miti sul mondo della musica
  • Descrive le figure professionali del mercato musicale italiano
  • Consiglia il modo migliore per proporsi ad una etichetta discografica
  • Spiega come gestire l’aspetto economico

IL MANUALE DELL’ARTISTA

Questo manuale scritto da Giuliano Biasin (terza edizione) offre informazioni utili a chi vuole esibirsi da vivo. Il Manuale è diviso in due parti:

  • Nella prima viene spiegato in modo semplice, intuitivo e a volte volutamente ripetitivo tutto ciò che serve per esibirsi in regola
  • Nella seconda vengono dati dei suggerimenti utili su come promuovere la propria attività artistica, i propri spettacoli e su come proporsi ai locali o possibili clienti

MUSICA E MARKETING

Se vuoi che la tua musica arrivi al pubblico, questa guida introduttiva al marketing della musica realizzata da Alberto Quadri ti potrà essere molto utile. Non importa il tuo genere musicale.  

 

 

Infine, ti potrebbe anche interessare questo libro di Thomas Brownlees – a solo 3,99 euro su Amazon: La tua band è una start up: Quando fare musica significa fare impresa


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10 STRUMENTI UTILI E GRATUITI PER FACILITARTI LA VITA ONLINE

Ci sono moltissimi strumenti che possono facilitare il tuo lavoro online. Qui troverai una prima selezione di strumenti gratuiti. Se t’interessano altri strumenti, scrivici con delle domande specifiche. Forse ti possiamo aiutare a trovare quelli che fanno per te.  Buon lavoro!

SEOTESTEROLINE

Seotesteronline analizza le tue pagine web e ti da suggerimenti utili su dove focalizzare la tua attenzione per risolvere il problemi SEO che rovinano il loro posizionamento.

MAILCHIMP

Mailchimp è una piattaforma all-in-one: dall’e-mail alle cartoline, dai siti Web alle automazioni, ecc. è lo strumento perfetto per iniziare, in particolare se devi creare una mailing list e delle campagne per promuovere la tua musica e i tuoi prodotti. Il piano gratuito ti permette di gestire fino a 2 000 contatti.

CANVA

Canva è uno strumento di progettazione grafica semplificato, fondato nel 2012. Utilizza un formato di drag ‘n drop della selezione e consente di accedere a fotografie, immagini vettoriali, grafica e caratteri. E’ comodissimo per  campagna social con bellissime grafiche!

BITLY

Bitly, o Bit.ly, è un servizio di URL shortening più famoso al mondo che ti permette di  accorciare i link. Trasforma URL lunghi e complessi in link di 14 caratteri che con il loro aspetto sintetico incoraggiano anche la condivisione. Bitly traccia i click ai link e mette a disposizione statistiche che possono tornare utili.

ILOVEPDF

iLovePDF è un servizio per lavorare con file PDF completamente gratuito e facile di usare che offre strumenti online senza installazione e completamente gratuiti per unire, divider, comprimere PDF, e convertire documenti Office e  immagini in PDF, e viceversa.

WETRANSFER

WeTransfer è un servizio gratuito per inviare file fino a 2GB gratuitamente. E’ facile da usare.

DICTATION

Dictation usa la magia del riconoscimento vocale per scrivere e-mail e documenti in Google Chrome. La dettatura trascrive accuratamente il tuo discorso in testo in tempo reale. Puoi aggiungere paragrafi, segni di punteggiatura e persino faccine usando i comandi vocali.

POSTPICKR

Con PostPickr dirigi i tuoi social da un unico ambiente e risparmi fino al 70% del tempo.

NAMECHECKR

Namecheckr controlla la disponibilità di un nome di dominio per il tuo sito web o di utente social su più reti.

FEEDLY

Feedly è un aggregatore di notizie disponibile attraverso piattaforma web consultabile con browser web e applicazioni per dispositivi iOS e Android.


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LIVE VIDEO STREAMING PER ARTISTI (Part.2)

Se ti sei chiesto come trasmettere in diretta live su più social, forse questi strumenti ti potrebbero tornare utili e semplificarti le cose.  Infatti, uno dei problemi maggiori di chi vuole trasmettere su più piattaforme social  è  che deve fare i conti con  diverse procedure, regole, dimensioni, ecc.  Non è comodissimo.

Chiedendo a uno dei miei figli che ha amici con maggiore esperienza di me nel campo, mi è sembrato di capire che le seguenti applicazioni  sono quelle più usate in questo momento:

Tra queste, Restream  ti permette di gestire fino a 30 piattaforme diverse. Non gestisce però il live su Instagram e  con la versione “free” ti laccia solo trasmettere sulla tua pagina personale di Facebook.  Invece con la versione a pagamento, puoi anche trasmettere sulle tue pagine e nei gruppi.

Se hai voglia di sperimentare e di metterti alla prova, e se ottieni dei risultati, fammi sapere. La tua esperienza potrebbe fare oggetto di un articolo.

Aspetto il tuo feedback.


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LIVE VIDEO STREAMING PER ARTISTI (Part.1)

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In questi tempi di Covid-19 è diventato impossibile pensare ai concerti come fonte di guadagno. E’ dunque un ottimo momento per ripensare la sua strategia online. Il live streaming, sia per rimanere in contatto con la tua fan base, sia per incrementare la tua visibilità e forse anche monetizzare, potrebbe essere una soluzione.

Benvenuto nel selvaggio west della musica dal vivo su Internet. (vedi anche Part.2)

Grazie a Internet e al Live Video Streaming un numero crescente di artisti e creativi indipendenti riescono a guadagnare interagendo in tempo reale con spettatori di tutto il mondo a partire dalla propria camera da letto. La loro priorità non é quella di presentare prodotti finiti (tipo un vero e proprio concerto) ma piuttosto di relazionarsi in modo il più autentico possibile con i membri della loro comunità.

Tra i miei artisti, Luca Bassanese, usando Facebook Live, da un appuntamento quasi giornaliere per rimanere in contatto con i suoi fan e followers con un bel successo

Per creare un canale Web-TV personale e trasmettere in diretta le riprese con la propria webcam dal PC queste sono alcune piattaforme:

1) Facebook Live 

2) Instagram Live

3) Linkedin Live

4) Youtube Live

5) Twitch Music  

6) StreamUp 

Esistono altre piattaforme a pagamento come:

7) Wim TV  (versione di prova – 15 giorni)

8) IBM Video  Streaming (versione di prova- 30 giorni)

9) Dacast

10) Livestream

Se siete fluenti in inglese, ne troverete molte altre:  StageItGigee, Younow, Periscope

Una sintesi dei vari commenti raccolti sull’uso di queste piattaforme assomiglia a questo: “Fondamentalmente, è altrettanto difficile fare soldi online, ma con la giusta perseveranza e lo sforzo costante nel mantenere e far crescere la tua Community, le tue entrate cresceranno naturalmente. L’importante è mantenere un contatto costante con i tuoi fan e se possibile approfittarne per raccogliere almeno indirizzi di posta elettronica per fare crescere la tua mailing list in modo di poter rilanciarli con delle offerte e informazioni sulle tue attività attraverso la tua Newsletter”.

Molti utenti si trovano bene con Facebook Live e Instagram Live perché hanno la maggioranza dei loro fan e followers su queste piattaforme.


Un guida più completa in inglese la trovi qui. E’ opera di Cherie Hu che vive negli Stati Uniti. Va dunque contestualizzata. Ma è piena di spunti interessanti. 


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WORLD MUSIC: UN MONDO DI MUSICA

Quando parliamo di World Music ci riferiamo a una delle filiere della popular music con la sua storia, i suoi valori, i suoi attori, i suoi mercati e il suo pubblico. Parliamo anche di una comunità professionale internazionale viva e dinamica. Basta una visita al Womex, l’expo mondiale della world music, per farsi un’idea. 

La questione di cosa sia la World Music è, da sempre, controversa anche tra gli addetti ai lavori. Letteralmente è la «musica del mondo». Il termine è stato attribuito all’etnomusicologo Robert E. Brown che l’ha coniato nei primi anni ’60. 

A noi, piace pensare alla World Music come a un “brand madre” che permette di identificare il posizionamento di una varietà di attori e stili musicali che hanno in comune la contaminazione virtuosa, frutto dell’ incontro e del dialogo tra varie espressioni estetiche, artistiche e culturali di tutto il mondo che si ispirano alle tradizioni di una comunità o di un territorio

La World Music attuale è figlia dei movimenti di liberazione, della caduta del muro di Berlino, della fine dell’Apartheid, dell’affermazione dei cosiddetti paesi in via di sviluppo e di quello che si potrebbe chiamare la globalizzazione dal basso.  E’ figlia della seconda metà del secolo scorso e diffonde valori di tipo “smart“, “green“, “fair“, “slow“, “glocal“. Le sue produzioni sono spesso di tipo “indipendenti“. 

Originariamente, la World Music era identificata con tutte quelle musiche estranee al repertorio colto occidentale. Nata con l’etnomusicologia che tramite il lavoro di ricerca e raccolta sul campo ha portato alla formazione di ampie collezioni di musiche del mondo, era dedicata agli studi accademici. Infatti, nel Novecento la linea di sviluppo della musica in Europa vede tra gli elementi dominanti la relazione tra fenomeni europei e non europei.

Il colonialismo e il post-colonialismo furono alla base delle massicce migrazioni e dei reinsediamenti culturali che nel corso del Novecento hanno dato vita a popolose comunità culturali nei grandi centri urbani dell’Europa e dell’America del Nord. Esse, ad esempio nelle capitali come Parigi, contribuirono alla formazione di un gusto ricettivo verso generi musicali propri, dal tango al fado e rebetiko, dal blues al jazz, dalle musiche caraibiche a quelle africane e spiritual. Anche sull’altra sponda dell’Atlantico, in città come New York, arrivano i suoni caldi del Sud con la rumba, il calypso e la bossa nova

Negli anni cinquanta, sessanta e settanta, la world music incontra poi la popular music  che si caratterizza per un susseguirsi di generi, stili e gusti musicali che vengono sempre più spesso associati a fattori sociali collettivi extra-musicali, quali un particolare stile di abbigliamento, una certa iconografia, talvolta un vero e proprio stile di vita. Infatti, a partire dal secondo dopoguerra, la musica è diventata un prodotto di consumo di massa, in particolare tra i giovani che trovano in essa, ma anche nel cinema e nel divertimento una propria dimensione separata rispetto all’universo dei genitori. Il fenomeno assume connotati differenziati da una nazione all’altra, ma la pop music di stampo anglosassone è quella che lo caratterizzerà maggiormente.

Negli anni sessanta del Novecento nasce un maggiore interesse per le culture extra-occidentali, che nel clima generale di protesta e autocritica contro lo status quo iniziano a rendere maggiormente nota la loro musica. Accanto agli idoli della pop music iniziano a fare strada nuovi artisti come Ravi Shankar, Miriam Makeba, Manu Dibango, Fela Kuti, The Wailers,  Les Ambassadeurs, Violeta Parra, Mercedes Sosa, Victor Jara, Inti-Illimani, Quilapayùn, Gaetano Veloso,  Maria Bethânia, Tom Zé, Chico Buarque, Gilberto Gil, e tanti altri. 

Ma più di tutto fu il successo planetario della musica reggae a dare un grande slancio alle musiche non occidentali alla fine degli anni sessanta e durante gli anni settanta.  

Ciò che accade poi è un progressivo superamento degli steccati e delle differenze in favore del proliferare di varie forme di ibridazione alle quali la musica di matrice extra-europea fornisce nuovi suggerimenti, impulsi e scenari. Artisti come Carlos Santana, John Mclaughlin, Don Cherry, Jasper Vant’Hof, Paco De Lucia, Alan Stivell, Paul Simon, Johnny Clegg e David Byrne fecero del crossover e della etno-fusion un proprio stile, contribuendo a creare una nuova estetica che permetterà a artisti del Sud del mondo come Youssou N’Dour, Salif Keita, Al Farka Toure, Toure kunda, Khaled, Papa Wemba, Mory Kante, Oumou Sangare, Nusrat Fateh Ali Khan, e tanti altri, di trovare un pubblico in Europa e America del Nord.

Negli anni ottanta arriva Peter Gabriel, ex cantante del gruppo inglese di progressive rock Genesis. Organizza a Shepton Mallet nel 1982 la prima edizione del Womad , un festival nato per celebrare l’arte, la diversità culturale e le musiche del mondo. Nel corso degli anni, il festival diventerà una vera istituzione della World Music mondiale, con varie edizioni in diversi paesi, dall’Inghilterra alla Nuova Zelanda, dal Cile alle Isole Canarie, dalla Sicilia alla Spagna. Il successo poi di grandi eventi come il Live Aid, Sun City e Amnesty International Human Rights Now! Tour, organizzati a sostegno di cause umanitarie e aperti alla partecipazione di artisti africani, contribuiranno anche loro negli anni ottanta del Novecento a popolarizzare la World Music. 

Anche se etichette come Le Chant du Monde e Folkways  erano stati dei pionieri nel raccogliere e valorizzare interi cataloghi di Roots Music nel primo Novecento, il vero diffondersi della World Music a livello mondiale, sempre negli anni ottanta, fu opera di etichette come la Arc Music , la Crammed Discs , la  Luaka Bop , la Real World Records , la Putumayo , la World Music Network, di riviste specializzate come fRoots , Songlines , RootsWorld e Mondomix, e di reti e piattaforme dedicate come la World Music Central o il Womex . Non dimentichiamo poi il ruolo cruciale di un’emittente come BBC Radio 3 .

All’inizio del nuovo millennio, la World Music riceve nuovi impulsi: dalla Penisola Iberica con Manu Chao, Ojos de Brujo, Enya ; da Cuba con Buena Vista Social Club; dal Pacifico con Te Vaka; dalla Scandinavia con Varttina e Mari Boine; dal Capo Verde con Cesaria Evora; dal Brasile con Milton Nascimento; da Sahara con Tinariwen ; dall’Egitto con Natacha Atlas; dalla Mongolia con Yat-Kha; dal Quebec  con Le Vent du Nord; o dai Balcani con Emir Kusturica, Goran Bregovic, Taraf de Haidouks

Ancora oggi le musiche etniche, di contaminazione e di confine vivono uno sviluppo senza precedenti. Che si tratti di festival, concerti, etichette, pubblicazioni e riviste, siti web specializzati, agenzie di gestione e di prenotazione, conferenze professionali, premiazioni, reti tematiche, geografiche, radiofoniche, ecc. , ormai il comparto della World Music si è trasformato in una vera e propria filiera dell’industria musicalecon migliaia di attori, milioni di ascoltatori e un bel fatturato. Malgrado la globalizzazione, rimangono forti i valori associati ad un progetto sociale di nobilitazione della diversità culturale, di sperimentazione e valorizzazione delle identità multiple.

In questo panorama di cosmopolitismo glocal,  dove la musica si interroga sul senso della mancanza di confini e sulla possibilità di organizzare una cornice culturale tra passato e presente, tra tradizione e modernità,  è anche presente l’ItaliaEtichette, festival,  riviste, artisti e gruppi storici d’ispirazione etno-folk come la Compagnia Nuove Indye, Ethnosuoni, Folkest, Paleariza, World Music Magazine, Fabrizio de Andre, Mauro Pagani, il Canzioniere del Lazio, la Nuova Compagnia di Canto Popolare, i Re Niliu, Aktuala, Carnascialia, Malvasia, Ricardo Tesi e gli Agricantus hanno senz’altro contribuito a mettere l’Italia sulla mappa degli aficionados di musiche del mondo. Ma senza fermarsi al passato, la World Music italiana continua ancora oggi, con le sue influenze meridionali, alpine, celtiche, euro-mediterranee e balcaniche, ad avere i suoi punti di forza. 

Infatti, attraverso collaborazioni con realtà locali e internazionali, si sviluppa un’intensa attività di produzione, promozione e diffusione intorno a realtà come Puglia Sounds, la Italian World Beat, La Notte della Taranta, la rete It-Folk dei festival o testate editoriali come Lineatrad, Blogfoolk e Folk Bulletin. In breve, si muove un’intera comunità creativa che è molto apprezzata a livello internazionale. Essa produce anche casi di successo come ad esempio Il Canzoniere Grecanico Salentino che ha conquistato i Songlines Music Awards 2018, ovvero un premio che può essere paragonato a quello che vale un Oscar per il cinema.   

Benvenuti nel club!


Da leggere: L’invenzione della World MusicLa musica come geografia  | Da visitare: Biblioteca musicale di Naxos  | Da sapere: Tutto sulla nascita del termine World Music a fine discografico?

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