CD BABY: RISORSE UTILI PER IL MUSICISTA “FAI-DA-TE”

Il “DIY Musician” sarebbe l’artista indipendente “fai-da-te”, un percorso spesso indispensabile per farsi notare nel mercato della musica. Come sai, CD BABY è un distributore digitale nato per servire gli artisti indipendenti. Distribuisce, ma non promuove. Invece, offre una serie di risorse gratuite (o associate all’abbonamento) per il tuo marketing musicale. In questo articolo parliamo di alcuni strumenti che CD Baby mette a disposizione degli artisti indipendenti della musica.  

CD Baby: piccola storia

CD Baby, Inc. è un distributore online di musica indipendente che ospita oltre 650.000 artisti e distribuisce milioni di brani a oltre 100 piattaforme attraverso il mondo. L’azienda fu fondata nel 1998 a Woodstock, nello stato di New York, da Derek Sivers.

Alla fine degli anni ’90 non esistevano servizi come PayPal e creare un sito di e-commerce era ancora un lavoro da esperti informatici. Derek Sivers iniziò presto a imparare come creare un negozio online per vendere i suoi album. In poco tempo diventò  il punto di riferimento per altri musicisti indipendenti che volevano anche loro usare questo servizio., e per realtà come iTunes, Rhapsody, Yahoo Music, Napster e eMusic. E così Derek Sivers, che era partito dal vendere i suoi album e quelli dei suoi amici si ritrovò con un catalogo di migliaia di artisti.

Nel 2008 però Derek Sivers decise di vendere la sua società per 22 milioni di dollari a Disc Makers, che era un suo partner operativo da 7 anni. Una grossa parte dei proventi furono versati al Musician Charitable Remainder Unitrust, un fondo creato da Sivers a supporto dell’educazione musicale degli artisti della musica. 

Oggi, CD Baby opera da Portland, Oregon, e ha anche uffici a New York City e a Londra. Ai servizi di distribuzione digitale, CD Baby ha aggiunto altri servizi (monetizzazione Youtube, raccolta dei diritti degli artisti, ecc.). Nel 2020, ha però cessato le sue vendite al dettaglio di musica, in qualsiasi formato.

Promozione DIY (“fai da te”)

Se sei un musicista indipendente, sai che, andando con CD Baby o altri distributori digitali, non avrai la macchina di promozione interna che un’etichetta potrebbe avere. Detto ciò, CD Baby mette a tua disposizione vari strumenti per imparare a promuoversi e per migliorare il tuo marketing musicale: guide pdf, blog, podcast, conferenze, ecc. Chiaramente, e purtroppo, devi masticare l’inglese.

Le guide

Le guide di CD Baby si presentano sotto la forma di PDF didattici gratuiti che puoi scaricare e leggere tranquillamente ascoltando buona musica ad esempio. Sono fatte bene e sono una quindicina. Qui vedi alcuni esempi:

I blog

I blog sono tre per il momento: il primo è in inglese, il secondo in spagnolo, e il terzo in portoghese. Sono aggiornati quotidianamente con suggerimenti utili sul marketing digitale, con notizie sull’evoluzione del settore e molto altro ancora.

I podcast

CD Baby mette a disposizione centinaia di episodi, ai quali se ne aggiungono nuovi regolarmente. Trattano di tanti argomenti utili a chi vuole sviluppare la sua presenza online, vendere i suoi contenuti, ecc. Vari artisti condividono le proprie esperienze. 

Le conferenze

Ogni anno si svolge la Conferenza internazionale DIY Musician che si svolge a Austin in Texas. La prossima conferenza si terrà nel 2021 a fine agosto. Si tratta di un appuntamento su misura per artisti indipendenti e fai da te, un’immersione completa per fare nuovi incontri, aggiornarsi, acquisire nuovi contatti, ecc. 

Si svolge anche una conferenza in Europa organizzata in partenariato con il rinomato Berklee College of Music di Boston che ha a Valencia un magnifico campus situato nell’iconica Città delle Arti e delle Scienze dotato di tecnologia all’avanguardia.

Varie

Costruire una base di fan e promuovere le tue nuove uscite online è vitale per crescere e sopravvivere nell’industria musicale. CD Baby sta lavorando in partenariato con show.co e hearnow.com, ma anche con Bandzoogle che ti permette di costruire un sito web professionale con molte integrazioni. Il tutto è stato pensato per gli artisti della musica.

Distribuzione digitale

Il mondo della distribuzione digitale è in costante evoluzione. Non esiste un distributore “migliore” o “peggiore”. Devi guardare alla tua situazione personale, parlare con altri artisti, leggere articoli scritti da chi sa realmente, ecc. Non c’è un altro modo per farcela nel “New Music Business”. 

Qui alcuni link utili

https://aristake.com/digital-distribution-comparison
https://musicdistribution.guru/#chart
https://musicdistribution.guru/guides/


 

ALKANTARA FESTIVAL: INTERVISTA CON MARIO GULISANO

Con Mario Gulisano ci conosciamo ormai da diversi anni. Musicista, direttore artistico, organizzatore di spettacoli, oltre a suonare con Oi Dipnoi, cura importanti rassegne musicali a Catania con l’associazione Darshan. Abbiamo chiesto a Mario di parlarci oggi del festival estivo Alkantara Fest.

 

Ciao Mario, come definiresti il tuo festival?

Alkantara Festival  è forse uno degli unici festival folk e world al sud d’Italia costruito su un modello internazionale. Ha l’obiettivo di connettere la Sicilia al resto del mondo attraverso l’aggregazione di artisti internazionali, principalmente europei, con lo scopo di farli conoscere tra loro, favorendo così possibili sinergie e collaborazioni reciproche. Al contempo il pubblico locale e i turisti hanno l’occasione di assistere e partecipare attivamente a una manifestazione con caratteristiche comuni a molti altri festival dello stesso tipo nel mondo, ma in un posto meraviglioso come la Sicilia.

Quando si svolge il tuo festival? Quanti spettacoli presentate in media? Quali generi musicali accettate? Quale è il periodo di programmazione? Con quali criteri e su quale base scegliete gli artisti? 

Alkantara Fest, dopo ormai 16 edizioni, si è stabilizzato nel weekend tra la fine di luglio e l’inizio di agosto, periodo estivo ideale per clima e flussi turistici che attraversano l’isola. Presentiamo di solito tra gli 8 e i 10 concerti per edizione, a cui si aggiungono altri spettacoli per bambini, teatro musicale, animazione e poi altre attività come yoga ed escursioni nel territorio, in particolare sull’Etna.

Di solito invitiamo artisti che prediligono la musica acustica o elettroacustica. La provenienza è anche importante, poiché cerchiamo di coprire tutte le aree e le influenze musicali europee, dando spazio anche ai talenti siciliani. Il “nome famoso” non è importante, poiché abbiamo sperimentato negli anni che tanti sconosciuti e giovani gruppi che si affacciano, magari con un primo album, sulla scena world, avevano altrettanto talento di loro colleghi di gran lunga più famosi.

Anzi, per noi è forse più importante che questa fama non ci sia, perché a volte vorremmo scoprirli e lanciarli questi talenti. Non è un caso infatti che alcuni artisti che hanno fatto parte del nostro programma, abbiano suonato per la prima volta in Italia proprio all’Alkantara Fest, come ad esempio Maarja Nuut , il gruppo Wor o i Kolonien.

Quindi noi incoraggiamo gli artisti, specie se giovani, ad inviarci le loro candidature. Ascoltiamo tutto e valutiamo in base a precisi criteri: innanzitutto originalità; poi aspetti economici, visto che non siamo un festival ricco; area di provenienza e rappresentatività/autenticità della proposta.

Quali sono le sfide nell’organizzare una manifestazione del genere? Quali sono i vostri partner principali, sia a livello organizzativo che economico?

Le difficoltà organizzative sono cambiate nel tempo. Una volta, quando il festival si svolgeva nelle piazze dei comuni etnei, dovevamo aspettare che le amministrazioni si decidessero, spesso all’ultimo momento, a darci la disponibilità, anche economica, per realizzare il festival. E spesso capitava che all’ultimo momento si tirassero indietro, facendo saltare gli appuntamenti anche qualche settimana prima, con voli e artisti prenotati da mesi. Da quando, stanchi di dipendere da queste dinamiche, abbiamo deciso di “metterci in proprio”, la situazione è cambiata radicalmente.

Adesso abbiamo uno spazio privato, di proprietà di due aziende agricole che sono partner del progetto, di cui disponiamo tutto l’anno. Si trova in una collocazione ideale, a metà strada tra l’Etna e il mare. Lì possiamo programmare con il dovuto anticipo senza dipendere da decisioni altrui, investire fondi in strutture che re-impiegheremo continuativamente nel tempo, consolidare i rapporti con il territorio, inventare nuove formule di coinvolgimento e partecipazione dal basso attraverso la musica, l’arte e la condivisione.

Sono queste le nostre sfide attuali, ma sono sfide creative, non distruttive, che possiamo affrontare grazie ai partner pubblici come la Regione Siciliana e il Ministero dei Beni Culturali che da un po’ di tempo ormai sostengono economicamente le attività, ma anche di privati, tra sponsor tecnici e organismi esteri, che ci offrono spazio e canali di comunicazione mondiali, come ad esempio il festival ungherese Babel Sound, JM International in Belgio, European Folk Network, Italiafestival e addirittura la radio indipendente di Melbourne in Australia, 3CR

Quale é stato l’impatto del covid-19 sulle vostre attività? Come avete risposto?

All’inizio come tutti, siamo stati travolti dalle notizie catastrofiche che arrivavano su più fronti. Proprio mentre stavamo definendo la programmazione, nel mese di marzo, tutto si è cominciato a bloccare nel mondo. Ovviamente, un festival come il nostro basato sulla circolazione degli artisti, si è dovuto fermare, proprio per capire come rispondere alle condizioni che ne frattempo stavano mutando sempre più.

Posso dire adesso, a cose fatte, che ho sempre nutrito una certa fiducia che le cose potessero migliorare in estate, e infatti quando sono cominciati ad arrivare i primi segnali di distensione e di riapertura, con qualche piccolo cambiamento al programma, abbiamo corretto un po’ il tiro, e ci siamo fidati ad imbarcarci in qualcosa che inizialmente ci sembrava a tratti rischiosa.

Però i fatti ci hanno dato ragione, anche perché la location in cui operiamo offre per sua natura sicurezza e distanziamento fisico, essendo in aperta campagna, e quindi tutte le attività si sono potute realizzare nel massimo rigore e rispetto delle regole. Anche il pubblico ci ha premiato. C’era parecchia fame di musica e di arte, dopo mesi di lock-down selvaggio. Molti ci hanno ringraziato per aver avuto coraggio, sia gli artisti che il pubblico. E ne siamo orgogliosi

Come vedi il futuro del festival?

Alkantara Fest è un organismo vivo e che vuole crescere. Ogni anno aggiungiamo pezzi, sviluppiamo collegamenti, aggreghiamo soggetti, potiamo i rami secchi, e ne facciamo spuntare di nuovi, più giovani, più rigogliosi e motivati a guardare in avanti. Daremo sempre più spazio a giovani, musicisti e volontari. Alkantara Fest nasce dalle tradizioni, ma è proiettato nel futuro


Guarda il video – Alkantara Fest 2020

MAPAMUNDI MUSICA: INTERVISTA CON ARACELI TZIGANE

Un anno fa incontravo Araceli Tzigane alla prima conferenza della European Folk Network. Siamo rimasti in contatto per scambiare informazioni,  idee e riflessioni. Sta facendo un bellissimo lavoro per la filiera della world music in Spagna, anche a livello internazionale Mundofonias e la Transglobal World Music Chart. Ci è sembrato utile presentarvi la sua esperienza con Mapamundi Mùsica.

Buongiorno Araceli. Ci puoi dire in breve cos’è Mapamundi Música?  

 Mapamundi Música è il marchio d’impresa di una società basata in Spagna di cui sono la titolare. Si occupa di management artistico, dell’organizzazione di eventi dal vivo e di altre attività correlate. La nostra scena di riferimento è quella delle musiche del mondo. 

Le attività di Mapamundi Música si sono sviluppate in modo organico nel corso degli anni. Quello che voglio dire è che non c’era un progetto imprenditoriale alla base. Ogni successo o risultato ottenuto è stato una piacevole sorpresa.

Sono fortunata perché mio lavoro con Mapamundi Música è allettante. Richiede impegno, ma mi piace tanto. Spero di non mai perderlo.  

Come e perché è nato Mapamundi Música?  

Tutto parte da una mia passione per le musiche del mondo. Da bambina, ho sempre avuto il bisogno di condividere con gli altri la musica che mi piaceva. Crescendo, ho realizzato che al di là del puro piacere, la musica dei popoli e le musiche del mondo aprono delle porte verso la conoscenza, aiutano a riflettere e portano alla scoperta di altre realtà.

Quando hai questo tipo di passione e cresci da solo (nel senso che da bambina o adolescente non avevo nessuno intorno a me, nella mia famiglia o tra i miei amici ad esempio, con gli stessi interessi o che lavorava nel settore culturale), prima o poi vai per la tua strada e sviluppi le tue progettualità.

Quando ho poi scoperto Internet è come se si erano aperte le porte del paradiso. Ho iniziato a diffondere musica tramite un sito web che si chiamava www.ethnobass.org. Nel 2000 ho creato una mailing list alla quale si sono registrati persone da tutto il mondo, tra cui anche personalità di riferimento del mondo della musica, come ad esempio membri della storica band belga Aksak Maboul che hanno creato l’etichetta indipendente Crammed Discs. Dopodiché, ho iniziato a scrivere articoli per una rivista e a fare radio.

In quali anni il progetto ha cominciato a prendere forma? 

Nel 2006 ho avuto il piacere di poter collaborare al programma radiofonico Mapamundi di Juan Antonio Vázquez, che è poi stato rinomato Mundofonias nel 2009. Mettere assieme i nostri sforzi e le nostre forze ci ha permesso di far crescere la notorietà del programma e di acquisire maggiore visibilità. Da qui molti programmatori di spettacoli e responsabili di luogo di diffusione hanno cominciato a contattarci. Ai loro occhi eravamo diventati le persone le più affidabili in materia di world music per consigliarli su proposte valide. 

Avevo lo statuto di “lavoratore autonomo” con tutti i requisiti necessari per emettere fatture e gestire le questioni amministrative e fiscali. Però nel 2015, ho deciso di creare una società, Mapamundi Cultural SL. Conveniva meglio per come le attività si erano sviluppate. La sede è a Toledo nella comunità autonoma di Castilla-La Mancha. Questo è abbastanza significativo perché è la regione che ha esportato il carattere di Don Chisciotte in tutto il mondo. Ma oltre a ciò, la cultura locale è ancora abbastanza sconosciuta (e anche in Spagna l’immagine della regione è un po ‘distorta).

Immagino che il tuo lavoro si appoggia su certi valori? Cosa ci puoi dire al riguardo? 

Bisogna considerare due livelli. Per quanto riguarda quello filosofico-umanistico, sono importanti i valori come la generosità, l’apertura alla cultura altrui e la celebrazione della diversità umana. Per quello pratico, diciamo che il cliente è al centro della nostra attenzione. Qui i valori hanno a che vedere con la serietà, la diligenza e la professionalità, ma anche con lo spirito di collaborazione. Infatti sono i clienti a fornirci le condizioni per tradurre i nostri valori filosofici in qualcosa di concreto e tangibile. Da qui il nostro impegno nei loro confronti. Facciamo i loro bisogni nostri.  

Qui vorrei aprire una piccola parentesi. Infatti, come donna spagnola mi succede spesso di dover fare i conti con alcuni pregiudizi, come ad esempio la mancanza di puntualità o il fatto che preferiamo fare la festa piuttosto che prendere delle responsabilità. Io in realtà sono tutto il contrario. Mi piace lavorare con rigore e precisione, e chiedo la stessa cosa agli artisti con chi lavoro.

Se mi chiedi in che modo i valori umanistici diventano tangibili, la risposta è semplice: offrendo e fornendo ai nostri clienti proposte artistiche genuine e autentiche. 

A me non interessano i discorsi egocentrici come “la mia arte”, “il mio messaggio”, “quello che voglio esprimere”. Collaboro con artisti che lavorano per qualcosa di più grande di loro. 

In questo senso, mi trovo molto bene con il gruppo Vigüela, che ha un forte impegno con la tradizione e la musica della gente, una musica che è purtroppo abbastanza ignorata e spesso terribilmente corrotta da opere folkloristiche false. Vale lo stesso criterio per la mia collaborazione con Janusz Prusinowski che è un artista polacco. Ha dedicato la sua vita alla raccolta della musica tradizionale dai vecchi maestri in ambiente rurale e alla sua diffusione presso il pubblico giovane delle città. 

Questi artisti sono rispettosi delle diverse culture e molto aperti alla cooperazione e collaborazione. Accolgono spesso anche con entusiasmo l’idea di poter scambiare esperienze. Con loro, ad esempio, abbiamo lavorato su uno spettacolo realizzato in coproduzione, che è poi stato presentato in Spagna, Polonia e Repubblica Ceca. 

E per quanto riguarda i vostri servizi, cosa offrite?

Sul lato produzione, promozione e diffusione, abbiamo un catalogo di offerte di spettacoli e laboratori che è disponibile online sul nostro sito . Oltre  a queste proposte, siamo anche in grado di aiutare i programmatori a trovare artisti fuori dal catalogo. 

Fanno parte della nostra offerta la progettazione e il coordinamento di eventi e la selezione artistica. Nell’ambito di festival e fiere professionali, partecipiamo anche a speed meeting e momenti formativi indirizzati agli artisti. 

Più di recente ho anche iniziato a proporre servizi di marketing musicale ad altri artisti. Infatti, con 18 anni di esperienza radiofonica e 13 anni nella gestione di artisti, penso di avere delle idee abbastanza chiare su come aiutare un artista a presentare a potenziali clienti uno spettacolo o una nuova uscita. 

Produciamo anche una newsletter mensile. E’ un servizio gratuito all’attenzione di tutti gli operatori della filiera della world music. La newsletter è disponibile online sul nostro sito e viene mandata via email a chi si è iscritto alla nostra lista. L’obiettivo della newsletter è di mantenere aperto il canale di comunicazione con i nostri partner e stakeholder. Al centro, ci sono tutti gli “operatori invisibili” della filiera, quelli che non appaiono sui palchi. Gente come me o te. Pubblichiamo ad esempio interviste a direttori di festival e a  programmatori, ecc.

La newsletter è anche un mezzo di comunicazione per riflettere sulle nostre pratiche, per condividere informazioni, idee, esperienze, proposte, ecc. Va ricordato che chi opera nel settore della world music lavora spesso con “materiale sensibile”, e non puramente commerciale, una parte del quale fa anche parte di quello che l’UNESCO chiama patrimonio immateriale dell’umanità. Infine, la filiera della world music deve costantemente fare i conti con nuove sfide. Poter confrontarci è importante, in particolare in questi tempi di pandemia. 

Partendo proprio dalla pandemia, come vedi il futuro? 

Guardo al futuro in maniera positiva. Questa pandemia finirà. In questo periodo ne approfitto per imparare cose nuove e riflettere sul mio lavoro. Sono anche in contatto con molti altri colleghi. Abbiamo delle conversazioni profonde, non solo in rapporto al nostro lavoro e alla musica. Poi sto lavorando con Vigüela. Stiamo producendo il nuovo album (il nono). In questo momento, il line-up è robusto e potente. Pochi giorni fa abbiamo avuto un ospite di spicco, l’artista spagnolo Jorge Pardo. Abbiamo anche ricevuto di recente una bella sovvenzione per l’internazionalizzazione grazie a tutto il lavoro fatto in questi anni. Siamo una delle poche realtà culturali che lavora sull’export in regione. 

Chiaramente mi manca di vedere in persona i miei amici che vivono in altri luoghi, sia in Spagna che all’estero. La pandemia e il distanziamento sociale ci fanno molto soffrire, ma tutto finirà e ci troveremo più forti e uniti. 

Cosa vorresti aggiungere? 

Un invito a tutti gli artisti italiani!

Con Juan Antonio Vázquez collaboro al programma radiofonico Mundofonías. Lo produciamo insieme ed è trasmesso su 50 stazioni in 18 paesi. Ha due edizioni di un’ora ogni settimana. Il programma è l’erede del programma radiofonico Mapamundi, che è nato nel 2001. E’ una bella storia che va avanti da 20 anni!

Sempre con Juan e insieme a Ángel Romero di WorldmusicCentral abbiamo creato la Transglobal World Music Chart. Stiamo festeggiando il nostro anniversario: 5 anni. Artisti, etichette e promotori che hanno nuove uscite possono mandare il loro materiale che viene poi condiviso con i nostri 60 membri . Sono radio DJ, ma anche influencer, giornalisti, blogger, ecc. di varie parti del mondo.


 

PRE BABEL MUSIC XP

In vista di Babel Music XP che si svolgerà a marzo 2021 a Marsiglia, il Dock des Suds e Zone Franche stanno organizzando due giorni di conferenze, workshop, tavole rotonde e incontri per  fare il punto sulla situazione attuale del settore musicale e immaginare le soluzioni di domani. Le date sono il 26 e 27 novembre. L’evento è riservato agli operatori e professionisti del settore. La registrazione è gratuita!

BABEL MUSIC XP, promosso da Latinissimo e dalla rete Zone Franche, segna il grande ritorno al Dock des Suds di Marsiglia di un incontro dedicato al settore musicale e in particolare alle musiche del mondo.

Riunendo attori economici e culturali, BABEL MUSIC XP si presenta come un luogo di scambio e condivisione dove creare, attivare e si sviluppare nuove forme di collaborazione in un ecosistema alle prese con molteplici cambiamenti e grandi sfide.

Come già annunciato in un articolo precedente, l’evento si svolgerà in due fasi, con un primo appuntamento di tavole rotonde, conferenze e concerti il ​​26 e 27 novembre 2020, poi con BABEL MUSIC XP nella sua piena espressione dal 25 al 27 marzo 2021 con una fiera internazionale, incontri professionali e una trentina di showcase selezionati da una giuria indipendente.


PROGRAMMA

Giovedì 26 novembre
Percorso Collaborazioni, Aiuti & Reti
  • Workshop: INFORMAZIONI SUI SISTEMI DI SOSTEGNO AGLI ATTORI DEL SETTORE MUSICALE 

Percorso Responsabilità & Questioni sociali

  • Presentazione: DISUGUAGLIANZA, DISCRIMINAZIONE E VIOLENZA NEL SETTORE MUSICALE: STATO DELL’ ARTE, INIZIATIVE E SOLUZIONI
  • Tavola rotonda: EDUCAZIONE ARTISTICA E CULTURALE (EAC): L’OBIETTIVO 100% E L’IMPLEMENTAZIONE IN TEMPO DI COVID

Percorso Zone Franche

  • Tavola rotonda: NUOVE FORME DI COOPERAZIONE E SOLIDARITA’ PER LA RIPARTENZA 

Venerdì 27 novembre

Plenaria

  • BABEL MUSIC XP, UNA SFIDA PER IL TERRITORIO E LA FILIERA
  • STATO DELL’ARTE DEL SETTORE MUSICALE E PROSPETTIVE

Percorso Collaborazioni, Aiuti & Reti 

  • Presentazione: APPELLO DEGLI INDIPENDENTI, IMPEGNATI NEL PRESENTE E ATTORI DEL FUTURO

Percorso Prospettive & Sfide per i territori

  • Tavola rotonda: CITTA ‘DELLA CULTURA E DEL TURISMO, IMPATTO DELLA CRISI E RIPARTENZA POST-COVID – In collaborazione con il Comitato Regionale per il Turismo

Percorso Zone Franche 

  • Tavola rotonda: MOBILITA’ INTERNAZIONALE DEGLI ARTISTI- In collaborazione con Mobiculture

Percorso Nuovi Strumenti 

  • Podcast: INNOVAZIONE E TECNOLOGIA AL SERVIZIO DELLO SVILUPPO DEGLI ARTISTI IN AFRICA – In collaborazione con French Tech Aix-Marseille-Provence

Percorso Responsabilità & Questioni sociali

  • Presentazione: STUDIO SULL’IMPATTO ECONOMICO DEI FESTIVAL E SULLA MOBILITÀ DEL PUBBLICO – Presentazione a cura di COFEES e in collaborazione con Zéro Waste

Percorso Zone Franche 

  • Tavola rotonda: NUOVE AZIONI E POLITICHE PER LE MUSICHE TRADIZIONALI E DEL MONDO IN FRANCIA – Con il Ministero della Cultura e FAMDT

Percorso Prospettive & Sfide per i territori

Panorama mondiale: STATO DELL’ ARTE DELLA SITUAZIONE POST-COVID E PROSPETTIVE PER I MERCATI INTERNAZIONALI

Percorso Nuovi Strumenti

Sessione radio: IL CONTRIBUTO DEL DIGITALE, FONTE DI INNOVAZIONE PER LA CREAZIONE E LA DISTRIBUZIONE DELLA MUSICA?


Programma  | Relatori | Iscrizione Online (gratuito) | Informazioni pratiche | Misure sanitarie


 

 

VISA FOR MUSIC 2020: INTERVISTA AL DIRETTORE

Il Visa for Music ritorna per una settima edizione a Rabat in Marocco, dal 20 al 23 novembre. Gli organizzatori hanno deciso di mantenere il loro impegno malgrado il contesto della pandemia e offriranno un’edizione “simbolica” ma ricca di contenuti, con un focus più specifico sulla filiera musicale marocchina. Ne parliamo con Brahim El Mazned, il direttore e fondatore della manifestazione.

WML: Buongiorno Brahim, cosa ci puoi dire di questa edizione 2020 del Visa for Music?

Brahim El Mazned: Grazie agli artisti e operatori della musica e della cultura, ma anche a un pubblico fedele, Visa for Music è cresciuto nel tempo diventando uno degli maggiori showcase festival e incontri professionali del Marocco, del Mediterraneo e dell’Africa. La crisi che il mondo intero sta attraversando oggi costringe gli artisti e gli attori culturali a reinventarsi e a trovare nuove modalità di operare per poter sopravvivere alla tempesta. In questo contesto, anche noi abbiamo dovuto re-inventarci. Come molti altri organizzatori di eventi, non possiamo offrire un’edizione “normale” visto le restrizioni imposte dalla pandemia. Tuttavia, ci è sembrato importante mantenere i nostri impegni. Per questo abbiamo optato per un’edizione “sconfinata”, che si terrà dal 18 al 21 novembre 2020.

WML: “Edizione sconfinata” dunque. Ci puoi dire qualche cosa in più?

Le circostanze non ci consentono purtroppo di organizzare concerti dal vivo. Il festival offrirà comunque l’opportunità a una ventina di gruppi e artisti marocchini e residenti in Marocco di registrare delle pillole video che saranno poi diffuse online. Si terranno anche dei seminari, corsi di formazione e laboratori che saranno organizzati a Rabat, nello stretto rispetto delle misure sanitarie.

Visto che gli spostamenti internazionali sono diventati molto complicati, il focus di questa edizione sarà maggiormente sul Marocco, in particolare sulla promozione e sulla professionalizzazione delle imprese culturali e creative locali e nazionali.

Ad esempio, gli artisti marocchini selezionati per gli showcase, attraverso il bando pubblico lanciato lo scorso febbraio, saranno sostenuti nella produzione di videoclip. L’attività si svolgerà a Rabat con il supporto dei nostri tecnici. In questo particolare momento, i nostri artisti hanno bisogno più che mai di essere sostenuti. 

Per quanto riguarda i giovani professionisti della cultura e gli operatori della musica, abbiamo deciso di organizzare vari seminari formativi per aiutarli a riflettere sulle proprie pratiche e per contribuire al rafforzamento delle loro capacità. L’obiettivo ultimo è quello di facilitare il loro inserimento professionale e di favorire l’auto-imprenditorialità

Mercato professionale leader in Marocco, Africa e Medio Oriente, Visa For Music manterrà anche il suo impegno verso la comunità internazionale organizzando, durante i tre giorni della manifestazione, incontri e conferenze per  discutere il ruolo e il peso economico e sociale delle industrie culturali e creative. Gli incontri, ai quali parteciperanno operatori e relatori nazionali e internazionali, sia dal vivo che online, saranno trasmessi online per consentire la più ampia partecipazione possibile.

WMLab: Con quali criteri si è svolta la selezione?

Nella selezione degli artisti, emergenti e non, e dei relatori, Visa for Music attribuisce sempre una particolare importanza al rispetto delle pari opportunità nonché all’equilibrio tra le diverse estetiche musicali e  rappresentazioni territoriali. Quest’anno, gli artisti provengono da varie regioni del Marocco: Rabat , Skhirat, Témara, Casablanca, Oujda, Chefchaouen, Safi, Essaouira, Azilal, Kelaat Mgnouna, Boumalne Dades, Fnidq, Goulmim o anche Agadir.

WMLab: Puoi parlarci di ANYA?

ANYA è un’impresa culturale nata nel 2014 per portare avanti il Visa for Music. Nel corso degli anni, la struttura ha allargato le sue attività, ma il suo focus rimane sempre la filiera musicale. Attraverso le sue varie attività contribuisce al consolidamento delle industrie culturali e creative in Marocco coinvolgendo in prima persona gli artisti e cercando di servire la società nel suo insieme.

Nonostante il fatto che molti eventi organizzati da ANYA sono stati sospesi in questi ultimi mesi per colpa del novel coronavirus, grazie a un team creativo e pro-attivo, siamo riusciti a sviluppare nuove progettualità. Penso in particolare al progetto itinerante “The Mobile Scene” , che ha come missione di contribuire allo sviluppo e rafforzamento della filiera musicale in Marocco, e il cui concetto sarà presentato all’occasione di questa edizione del Visa for Music. Quando le condizioni sanitarie lo consentiranno, il progetto sarà messo a disposizione delle comunità locali, delle istituzioni e degli organizzatori di festival.

ANYA sta anche lavorando a un importante progetto editoriale legato alla musica. Entro fine anno, presenterà una nuova antologia sulla figura del poeta-cantore itineranteRrway (plurale rrways) che è una parte importante del patrimonio Amazigh perché ha consentito la diffusione della letteratura orale su di un vasto territorio.

Link utili:

Visa for Music: Sito Web | Facebook | Instagram | Twitter 

ANYA: Sito Web | Facebook |Linkedin | Twitter

VISA FOR MUSIC 2020 – L’anno della resilienza: Risultati 


Lo sapevi? E’ uscita la nostra mini-guida “Scopri il mondo degli showcase festival”. Gli showcase festival e incontri professionali ti offrono l’opportunità di dare maggiore visibilità al tuo progetto e contribuiscono a far crescere la tua lista di contatti. Puoi scaricare la guida gratuitamente seguendo questo link.

      

 

BABEL MUSIC XP 2021: INTERVISTA AL COORDINATORE

Articolo: traduzione intervista apparsa su Mapamundi Musica (agosto 2020) a cura di Araceli Tzigane

Babel Music XP è il nuovo appuntamento della world music mondiale a Marsiglia. Lo chiamiamo “nuovo” perché, nonostante abbia raccolto l’eredità di Babel Med Music, ha una nuova visione, un nuovo team e nuove ambizioni. Si svolgerà in due momenti: un incontro professionale dal 26 al 27 novembre e una fiera con concerti e festival di musica dal 25 al 27 marzo. Olivier Rey, del Dock des Sud, ha gentilmente risposto alle nostre domande.

Mapamundi Música: Cosa ha reso possibile questa rinascita?

Olivier Rey: Tanta energia e convinzione, un nuovo dialogo con i partner istituzionali e una nuova collaborazione con Zone Franche.

MM: Perché Babel Med Music si è fermato?

Olivier: Insieme a cambiamenti nel panorama politico, probabilmente c’è stata una mancanza di comprensione con il principale partner pubblico, la Regione Sud. Ne è risultato un taglio dei fondi dopo l’edizione del 2017. Penso che sia stata una brutta notizia per tutti. Infatti, nessuno si aspettava ad una decisione così drastica. Tanti sono rimasti sconvolti. 

Tuttavia, bisogna anche fare un minimo di autocritica. Forse l’evento non si era evoluto abbastanza. Nel 2005, Babel Med Music, come il Womex dall’altro, è stata una piattaforma importante per la promozione della world music mondiale. In 14 anni, abbiamo assistito ad un rafforzamento della filiera, sono nati altri incontri professionali, e anche la musica è cambiata, sia dal punto di vista creativo, degli strumenti, dei modelli di business, dei spettacoli dal vivo, dell’interazione tra artisti, operatori e pubblico. Babel Med Music è stato strumentale nel tenere sotto un unico tetto i vari componenti della filiera (e vogliamo continuare a mantenere la dimensione umana che si era creata), ma dobbiamo anche riprogettarci nel futuro tenendo conto dell’evoluzione dell’industria musicale e del contesto generale.

La nostra ambizione è quella di ritornare ad essere una piattaforma internazionale e una piazza per la promozione degli scambi musicali nel Mediterraneo. Vogliamo anche che l’impatto economico della filiera sia riconosciuto e valorizzarne alcuni aspetti sociali, come il ruolo delle donne, la responsabilità ambientale, ecc.

Devo dire che, oggi, le discussioni sono molto più placate con la Regione Sud, che ci sostiene in questa nuova direzione. Questo passaggio nelle relazioni con partner pubblico è stato fondamentale.

MM: Da Babel Med Music siete passati a Babel Music XP. C’è una ragione “trascendentale”? Qual è il significato di “XP”?

Olivier:  Guardare al futuro non significa dimenticare il passato. Andiamo orgogliosi dell’eredità lasciata da Babel Med Music che per molti operatori della filiera è anche legata alla sua location a Marsiglia. Però vogliamo proporre una nuova esperienza (“XP”), in sintonia con l’evoluzione e la diversità delle esperienze musicali.

MM: Avete chiuso la call per gli artisti (showcase festival). L’evento manterrà la stessa linea artistica? Babel Med Music dava molto spazio a proposte provenienti da aree del mondo storicamente legate alla Francia. Ma non ignorava neanche il resto del mondo. L’offerta era molto variegata, da performance acustiche o d’ispirazione tradizionale a proposte di contaminazione con formati più elettrici. Questa scelta verrà mantenuta?

Olivier: Sì, dalla musica acustica a quella digitale, vogliamo proporre un’istantanea della world music attuale. Passato, presente e futuro delle musiche del mondo è il nostro credo….in linea con la direzione artistica precedente aperta a tutti suoni del mondo.

MM: Potrei sbagliare perché non ho partecipato a tutte le edizioni del Babel Med Music e non ho i numeri in mano, ma mi sembra che Babel Med Music rappresentava essenzialmente le produzioni e gli operatori del mercato francese. Babel Music XP darà maggiore spazio a produzioni e operatori esteri?

Olivier: Storicamente, le produzioni presentate al Babel Med Music erano per il 50% francesi. Oggi, accogliamo proposte da tutta l’Europa, dall’Argentina, dai Caraibi, dal Nord Africa, da tutta l’area del Mediterraneo, dall’Oceano Indiano e dall’Africa francofona. Stiamo cercando di allargare la nostra rete di “ambasciatori” in modo di poter accogliere maggiori produzioni locali da tutto il mondo. Dobbiamo maggiormente impegnarci in questa direzione. 

MM: Chi sono i membri della giuria per la selezione degli showcase?

Olivier: Sono direttori artistici, programmatori di festival, giornalisti e artisti. Pubblicheremo l’elenco questo autunno. L’unica cosa che posso dire oggi è che a guidare le danze è Gilles Peterson,  un eccezionale cacciatore di teste con un’esperienza di DJ, produttore discografico, fondatore di etichette, uomo di radio (BBC6), ecc.

MM: Cosa succederà nella pre-edizione a novembre? Se l’attuale situazione della pandemia non permettesse che andasse tutto come previsto, hai un piano B?

Olivier: L’appuntamento di novembre sarà molto legato alla situazione creata dalla crisi sanitaria. Vuole essere un’opportunità per riunire gli operatori del settore, un invito a confrontarsi per immaginare e progettare nuove collaborazioni in un contesto storico molto particolare. Non ci saranno stand: solo alcuni incontri professionali e qualche concerto. A marzo invece, saranno presenti tutti gli ingredienti che hanno caratterizzato il Babel Med Music: la fiera, gli stand, le agora, gli incontri tra operatori e una trentina  di concerti aperti sia ai partecipanti che al pubblico.

MM: Quali sono i prossimi passi e la tempistica ? Come fa la gente a registrarsi per novembre o per marzo? Quando sarà pubblicata la selezione ufficiale degli Showcase? Ecc.

Olivier: Maggiori informazioni saranno disponibili a partire da settembre. Per i risultati della selezione, direi di aspettare fino a novembre o ai primi di dicembre (1).

(1) Parlano dei “primi di gennaio” sul sito ufficiale


Lo sapevi? E’ uscita la nostra mini-guida “Scopri il mondo degli showcase festival”. Gli showcase festival e incontri professionali ti offrono l’opportunità di dare maggiore visibilità al tuo progetto e contribuiscono a far crescere la tua lista di contatti. Puoi scaricare la guida gratuitamente seguendo questo link.

     

 

PATREON: CROWDFUNDING CONTINUATIVO PER TALENTI CREATIVI

Fonte immagine: thestreet.com

Patreon è la piattaforma di crowdfunding utilizzata dai creatori e creativi, famosa per gli abbonamenti mensili e il supporto continuativo. In questi tempi difficili, Patreon può rappresentare una fonte di guadagno in più per artisti e freelance. Ecco come funziona.

COS’E’ PATREON

Per artisti e freelance che hanno una fan base abbastanza consistente o dedicata e che cercano una fonte complementare di reddito che ruoti intorno alle proprie passioni e competenze, piattaforme di micro-funding continuativo come Patreon  possono rappresentare una soluzione.

Lo scopo della piattaforma è quella di facilitare l’incontro  tra la domanda di sostegno economico da parte di chi crea e l’offerta di denaro da parte di chi vuole sostenere i “creatori” e “creativi” – youtuber, podcaster, influencer, artisti, musicisti, fumettisti, fotografi, ma anche organizzazioni non profit, esercizi locali, ecc.

In pratica, i “creatori” possono legare a sé i loro super-fan, che diventano in questo caso “patron”,  con abbonamenti mensili a fronte dei quali si impegnano a fornire dei contenuti originali ed esclusivi. In alternativa, possono anche chiedere pagamenti saltuari, specifici per un certo progetto. Da un set di brani esclusivi a una video-chat privata, da una raccolta di testi inediti a una sessione live in backstage con la band, da un album autografato a una serie di foto con l’artista. Massima libertà e fantasia nella scelta delle offerte a vantaggio dei propri sostenitori. L’importante è che si tratti di materiale esclusivo, percepito da chi lo riceverà come inedito e appunto riservato agli abbonati e sostenitori.

Nonostante la community sia più nutrita all’estero, anche Patreon sta raggiungendo una certa popolarità in Italia

La piattaforma è stata fondata nel 2013 dal musicista Jack Conte insieme al programmatore Sam Yam. Jack cercava di guadagnare abbastanza da poter vivere dei suoi video su YouTube. In meno di quattro anni dal lancio, il team di Patreon aveva raccolto e ridistribuito ai “creatori”  fondi per 100 milioni di dollari.

Con il tempo, la piattaforma si è anche dotata di strumenti per garantire servizi in esclusiva offerti dal creatore ai suoi “patron”. È stato ad esempio  integrato un sistema CRM (Customer Relationship Management), un’app per dispositivi mobili e la possibilità di effettuare dirette streaming.

COME USARE PATREON

La prima cosa da sapere è che Patreon in italiano non c’è (ancora) : sia il sito ufficiale che l’app sono in inglese. Tuttavia, una volta registrato, puoi anche creare un tuo profilo in italiano se decidi che il tuo target di sponsor sarà italiano, come vedi in questo esempio

Per iscriversi basta collegarsi al portale, inserire i propri dati o fare il logup con Facebook e scegliere tra 3 piani: Light, Pro e Premium. Le differenze consistono nelle commissioni da dare alla piattaforma, che vanno dal 5% al 12% sul guadagno mensile, nei servizi offerti e negli obiettivi che si intendono raggiungere. Percentuale e spese per le transazioni escluse, per i creatori l’uso della piattaforma è gratuito. Patreon fornisce anche suggerimenti utili su come mettere in piedi una vera e propria attività che può diventare remunerativa – con pazienza, impegno e creatività. 

Al momento dell’iscrizione, l’utente Patreon sceglie quanto far pagare la propria community, personalizza la propria pagina come se fosse un blog, inserisce i dettagli del progetto per cui chiede i fondi e illustra quali saranno i premi in base all’importo delle donazioni.

Per creare un canale basta cliccare su Create a Patreon in alto a destra sul sito, mentre per supportare qualcuno basta andare sulla pagina del creatore che ci interessa e cliccare su Become a Patron.

Per saperne di più su come creare un account, leggi qui

CONCLUSIONI

Patreon può diventare una delle varie fonti complementari di reddito per gli artisti indipendenti che:

  • hanno già creato una fan base di “veri fan”  – che possono reindirizzare verso la propria pagina su Patreon, 
  • hanno dei servizi e prodotti da offrire.

Chi vuole usare Patreon in una lingua diversa dall’inglese, dovrebbe idealmente essere già conosciuto su altre piattaforme per reindirizzare i suoi follower al proprio account Patreon. Infatti è difficile che gli account con pochi abbonati vengano trovati dai potenziali sponsor. 

Grazie ai ricavi Patreon, i creativi possono monetizzare e allo stesso tempo sviluppare rapporti più stretti con i loro sostenitori. Come in altri casi, va definita una strategia specifica.  


Lo sapevi? E’ uscita la nostra mini-guida “Scopri il mondo degli showcase festival”. Gli showcase festival e incontri professionali ti offrono l’opportunità di dare maggiore visibilità al tuo progetto e contribuiscono a far crescere la tua lista di contatti. Puoi scaricare la guida gratuitamente seguendo questo link.

     

 

WOMEX 2020: EDIZIONE DIGITALE

Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file è womex-digitale.pngNonostante l’edizione 2020 di WOMEX – l’Expo Mondiale della filiera della World Music non si svolgerà dal vivo, o solo in parte (Budapest Ritmo),  gli organizzatori, insieme al partner locale Hangvető, hanno lavorato duramente per mettere insieme un programma che consente a tutti i WOMEXicans di riunirsi digitalmente. Questa offerta digitale fornisce uno spazio virtuale che consentirà di interagire con gli operatori del settore, di ascoltare musica di qualità e di mantenere vivo i contatti.

Il costo di registrazione è di 79 euro e ti puoi registrare qui online.

Cosa è incluso nell’iscrizione a WOMEX EDIZIONE DIGITALE 2020?

 Per la quota di € 79, i delegati digitali avranno accesso a:

  1. tutti i contenuti online di WOMEX 20
  2. accesso per 365 giorni a virtualWOMEX con opportunità regolari di fare rete e interagire con la comunità e utilizzare i contenuti caricati tutto l’anno
  3. comunicazione diretta con tutti i delegati e operatori registrati per l’edizione digitale

In pratica potrai partecipare: 

Panel interattivi online, sessioni di mentoring, riunioni di rete e presentazioni. Relatori da tutto il mondo affrontano gli argomenti più urgenti della scena musicale globale.

Concerti degli artisti selezionati dalla giuria in live streaming e interviste agli artisti.

Una selezione di 21 film e documentari che esplora la produzione audiovisiva della filiera della World Music mondiale e interviste con i registi.

I WOMEX Awards riconoscono e onorano gli artisti e professionisti d’eccezione della filiera. Potrai partecipare in live-streaming alla cerimonia di premiazione (migliore artista, etichetta, ecc. dell’anno).  

  • e a BUDAPEST RITMO

Il partner locale, Hangvető, sta organizzando il programma BUDAPEST RITMO con un focus dedicato ai Balcani e all’Ungheria. Sarà trasmesso in live-streaming virtualWOMEX, offrendo ai delegati digitali l’opportunità di conoscere la scena locale e immergersi nella cultura della regione.  

VARIE & EVENTUALI

Stand virtuale

Per un prezzo aggiuntivo di 49 €, Potrai anche partecipare come espositore virtuale acquistando uno stand video. Il supporto video integrato ti consente di parlare con i delegati digitali con facilità e offre a tutti i visitatori del profilo della tua azienda l’opportunità di interagire direttamente con te.

Sostenitore: oro & argento

Puoi sostenere WOMEX  con 50 o 100 euro e ottenere un posizionamento di rilievo  maggiore visibilità e menzioni speciali.


Scarica qui la nostra mini-guida in italiano al VirtualWOMEX

FACEBOOK: NUOVE LINEE GUIDA SULLA MUSICA NEI VIDEO

In questi giorni ci sono arrivate varie domande da parte di artisti relativamente alle nuove linee guida di Facebook sull’uso della musica nei video in live streaming. Infatti circolano da più settimane notizie che sono all’origine di una certa confusione. Perché non siamo esperti in materia, riproduciamo un articolo di Rockol.it apparso il 12 agosto scorso sull’argomento che porta alcuni chiarimenti importanti e utili.

“Su Facebook, a questo indirizzo, è possibile consultare la versione aggiornata delle condizioni d’uso e le normative applicabili all’utente del social network di Mark Zuckerberg. Le nuove condizioni entreranno i vigore a partire dal prossimo 1 ottobre e tra queste vi sono anche le linee guida sulla musica, che – come si può leggere nella descrizione riportata sulla piattaforma – “descrivono le normative applicate in caso di pubblicazione o condivisione da parte dell’utente di contenuti con musica su Facebook”. Consultando le condizioni valide in caso di “pubblicazione o condivisione di video o altri contenuti contenenti musica su qualsiasi dei Prodotti Facebook” (che, si legge sul sito del social network, includono – tra le altre cose – Facebook stesso, compresi l’app mobile e il browser nell’app, Messenger e Instagram), è possibile scoprire che la piattaforma di Zuckerberg sta adottando misure per limitare la possibilità degli utenti di condividere attraverso le proprie pagine social video per “creare un’esperienza di ascolto musicale per se stessi o per gli altri”, anche per mezzo di dirette.

Le linee guida sulla musica, si legge su Facebook, si basano sul concetto per cui “le persone utilizzano i nostri prodotti per condividere contenuti con familiari e amici”. Dopo aver segnalato che “l’uso della musica per scopi commerciali o non personali è proibito a meno che tu non abbia ottenuto le licenze appropriate”, le condizioni d’uso del social network di Mark Zuckerberg informano che “non è possibile utilizzare video sui nostri Prodotti per creare un’esperienza di ascolto musicale”. Nonostante non venga specificato cosa si intende con “esperienza di ascolto musicale” e ciò che potrebbe costituire tale situazione, dalle linee guida sulla musica si apprende che:


“Vogliamo che tu possa divertirti con i video postati da familiari e amici. Tuttavia, se utilizzi i video sui nostri Prodotti per creare un’esperienza di ascolto musicale per te o per altri, i tuoi video saranno bloccati e la tua pagina, profilo o gruppo potrebbero essere cancellati. Questo include le dirette video”.


 

Le nuove norme, è bene specificarlo, non impediranno agli artisti di pubblicare sulle proprie pagine Facebook ufficiali i propri lavori, o di tenere esibizioni in diretta streaming: “Le linee guida per la musica nei termini di servizio di Facebook sono in vigore dal 2018, e da allora non sono mai state aggiornate”, ha spiegato un portavoce della società di Menlo Park al New Musical Express, “Le abbiamo stilate per bilanciare il nostro impegno a supportare l’espressione musicale sulle nostre piattaforme con la garanzia di mantenere i nostri accordi con i titolari dei diritti, che rimangono invariati”.

 

Il provvedimento, in questo senso, è perfettamente coerente con i piani della piattaforma – anticipati da indiscrezioni di stampa risalenti alla metà dello scorso luglio – in materia di distribuzione di contenuti video: entro la fine di quest’anno Facebook potrebbe rendere operativa una nuova funzione – dedicata solo agli utenti titolari di una pagina artista ufficiale – in grado di attivare sulle pagine stesse una sezione video destinata a ospitare contenuti prodotti dai titolati della stessa – e, di conseguenza, dei diritti relativi alle opere ivi inserite. Dato per assodato che le trattative del social network per chiudere i contratti di licenza con i principali interlocutori internazionali siano andate a buon fine, un cambiamento del genere implicherebbe non solo maggiori opportunità di monetizzazione da parte dei titolari dei diritti – in questo caso, artisti ed editori – ma anche un riposizionamento di Facebook sul mercato della raccolta pubblicitaria, a oggi principale finanziatrice della filiera musicale sulle piattaforme digitali.

 

Viceversa, le nuove disposizioni rivolte agli utenti privati andrebbero a correggere quello che fino a oggi era considerato un vulnus delle principali piattaforme social, ovvero l’utilizzo di musica coperta d’autore nei contenuti video UGC: come osservato in un recente rapporto stilato dalla startup Pex, il 77% del totale delle visualizzazioni video su Facebook sono totalizzate da clip contenenti almeno 10 secondi di musica registrata. La corsa alla chiusura di accordi di licenza con i titolati dei diritti, in un contesto del genere, non sono contribuirebbe ad ampliare i volume d’affarsi di creativi e collecting, ma anche a distendere i rapporti tra big tech e industria discografica, ancora oggi caratterizzati da qualche tensione in merito alla ripartizione della ricchezza generata dalla distribuzione sulle piattaforme social e media sharing di opere protette da copyright.”

 

Leggi l’articolo completo qui. 


Lo sapevi? E’ uscita la nostra mini-guida “Scopri il mondo degli showcase festival”. La puoi scaricare gratuitamente seguendo questo link.

     

 

TEORIA DEI 1000 VERI FAN E CROWDFUNDING

Per vivere della tua musica, anche se non sei un artista affermato, non ti serve “andare virale”, non ti servono milioni di like, di follower, di visualizzazioni, condivisioni o un sito che esploda di visitatori. In breve, a meno che tu non venda anche panini, non ti serve una folla affamata e non ti serve un ufficio stampa. Ti serve offrire contenuti di qualità, avere una buona storia e saperla raccontare, inviare messaggi ragionati, aprire una conversazione reale con le persone a cui piace la tua musica. E ti serve una Tribù di fan appassionati per sostenerti.

LA TEORIA DEI MILLE VERI FAN

Da quando Kevin Kelly della rivista Wired pubblicò nel 2008 uno dei suoi pezzi più fortunati “1,000 true fans”, il traguardo dei 1000 (veri) fan è diventato l’obiettivo di molti artisti per liberarsi dall’ossessione della top ten a tutti i costi. Il ragionamento di Kelly era semplice e lineare: per evitare di navigare come una barca in mezzo all’oceano in preda al vento e alla onde, datti una meta da raggiungere. L’ipotesi di Kelly era la seguente. Se un vero fan spende in media 100 dollari/anno a favore del suo artista preferito, moltiplicando per mille si arriva a un totale strabiliante di 100 mila dollari.

Immagina ora che anche tu riesca a creare una fan base pronta ad investire su di te in modo continuativo – comprando la tua musica, la tua merce, ecc. Non ti cambierebbe la vita?

CROWDFUNDING E FINANZIAMENTO DAL BASSO

La teoria di Kelly è stata ripresa dalle piattaforme di crowdfunding per dimostrare l’importanza dei piccoli sostenitori che possono fare la differenza quando si parla di autofinanziamento. Infatti, avviare un’attività o dar vita a un proprio progetto professionale o personale, come ad esempio produrre un album o un video clip professionale, richiede una certa disponibilità economica.

Per definizione, il crowdfunding’ , dall’inglese ‘crowd’ (folla) e ‘funding’ (finanziamento), è un finanziamento collettivo che consente a chi ha idee o necessità di sostenerle raccogliendo i fondi necessari da una moltitudine di persone online.

Esistono varie tipologie di crowdfunding, da quelle usate per sostenere progetti personali, a quelle aziendali o del terzo settore. Il crowdfunding personale è molto in voga tra gli artisti e i creativi. Usando i loro contatti, mandano traffico verso la piattaforma che hanno scelto per raccogliere fondi a sostegno di un progetto specifico. In base al proprio contributo economico, il vero fan (o donatore) potrà scegliere tra varie ricompense. 

PIAZZA BASSANESE

Come sai, la teoria e la pratica sono cose diverse. Non è banale sottolineare che per fare funzionare l’equazione di Kelly 1000 veri fan x 100$ = 100 000 $ il totale dei tuoi fan dovrà essere molto superiore a 1000. Parliamo di decine di migliaia di fan occasionali. Infatti, non tutti i fan sono uguali. Tra chi mette un “like” sulla tua pagina Facebook e chi è pronto a comprare tutto quello che produci, ci sono delle differenze.

Detto questo, il modello rimane valido. Basta giocare con le variabili: numero di fan, somma da raccogliere, frequenza dell’acquisto o della donazione, valore della ricompensa, ecc. L’importante è avere un obiettivo economico chiaro e raggiungibile, una fan base solida (anche se piccola) e la voglia di interagire con chi ti segue e potrebbe mettersi in gioco per sostenerti.  

Dall’inizio della crisi sanitaria a marzo, il cantautore Luca Bassanese è ad esempio riuscito a passare da 30 000 a più di 80 000 follower su Facebook in pochi mesi, e anche a raccogliere più di 10 000 euro (con un obiettivo iniziale di 5 000 euro) da 183 sostenitori o “veri fan” per la produzione del suo nuovo album “Piazza Bassanese”. Ha infatti trasformato la sua pagina in una vera piazza, dove ogni giorno incontra in diretta live stream il suo pubblico, che poi rimanda alla sua pagina su Produzioni dal basso

CONCLUSIONI

Grazie a Internet, il Crowdfunding è diventato una nuova via percorribile per il
finanziamento di un progetto, qualsiasi sia la sua entità o destinazione. Requisiti
necessari e sufficienti per iniziare una campagna sono: una fan base da mobilitare, un progetto da finanziare, una storia accattivante da raccontare, dei contenuti da offrire, una call to action, ovvero un invito rivolto agli utenti di compiere l’azione di donazione, passione/costanza/determinazione. 


Nei prossimi articoli, parleremo dei “fan” e anche di Patreon, una piattaforma di micro-crowdfunding molto in voga tra artisti e creativi. 

      

 

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