VERSO WOMEX 2021

Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file è telechargement-1.pngWOMEX – L’Expo mondiale della World Music si svolgerà quest’anno a Porto. Dopo un’edizione 2020 online, siamo tutti fiduciosi che possa effettivamente succedere dal vivo. Qui alcune informazioni utili.


COSA

WOMEX – L’Expo mondiale della filiera della World Music si svolge ogni anno a fine ottobre in una città europea. Il programma di quattro giorni include:

  • fiera espositiva con decine di stand, 
  • incontri professionali e sessioni di networking,
  • programma di conferenze, di film, e più di 60 concerti (showcase festival)
  • cerimonia di apertura che mette in rilievo il paese di accoglienza
  • cerimonia di premiazione (migliore artista, etichetta, ecc.) per concludere l’evento.

Sono circa 5000 persona che si ritrovano per l’Expo ogni anno, tra personale, tecnici, artisti e operatori della filiera.

Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file è tradefair_womex19_by_yannis_psathas_540x360.jpg               Photo: Yannis Psathas

Le varie edizioni del WOMEX si sono tenute dal vivo. Solo nel 2020, come molti eventi, gli organizzatori sono stati costretti a organizzare l’evento online

DOVE

Dal 1995, le città ospitanti sono state: Berlino, Bruxelles, Marsiglia, Stoccolma, Rotterdam, Essen, Siviglia, Newcastle, Copenaghen, Salonicco, Cardiff, Santiago de Compostela, Budapest, Katowice, Las Palmas e Tampere.

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L’edizione 2021 si svolgerà a PORTO, una città che crede e investe nelle industrie creative e culturali, vanta una una lunga storia, offre molte attrazioni turistiche e un’eccitante vita notturna. Porto è anche una città della musica dove tutti i generi musicali sono di casa, dalla musica tradizionale a quella classica classica, dal rock e pop all’elettronica, dal jazz alle nuove musiche urbane.

Musica dal vivo, mostre, bar, caffè, ristoranti, musei, grandi e piccoli eventi hanno fatto di Porto una città che viene considerata oggi come una delle migliori destinazioni turistiche e culturali in Europa, rendendola un perfetto ospite per WOMEX 21.

La fiera espositiva sarà ospitata presso il Centro Congressi Alfandega, nel centro storico della città. I concerti serali, il programma dei film, le cerimonie di apertura e premiazione, ecc. si svolgeranno in varie club e teatri della città. Per maggiori dettagli vedi qui.

Per maggiori informazioni sulla città, visita Scopriporto

QUANDO

27-31 ottobre, 2021

TABELLA DI MARCIA

  • Aprile:  Apertura iscrizioni per i partecipanti (operatori, media, ecc.)
  • Giugno/Luglio:  Annunci dei vari programmi (risultati delle selezioni)
  • 25-27/10: Installazione stand 
  • 27/10: Registrazione e accesso allo spazio espositivo per gli operatori
  • 27/10: Cerimonia e concerto di apertura  Porto Refolk Express
  • 28-30/10:  Fiera: OrariMappa 
  • 28-30/10: Conferenze | Film  | Concerti  (i programmi saranno aggiornati a partire di giugno/luglio)
  • 31/10: Premiazione (Womex Awards) 

COME ARRIVARE

L’aeroporto Francisco Sá Carneiro si trova a 15 km dal centro città (20 min. di macchina), dista circa 3 ore in media dalle principali città dell’Unione Europea, e ha più di 110 destinazioni regolari coperte da 30 compagnie aeree. Chi viaggia con TAP, la compagnia ufficiale, ha diritto a 15% di sconto con il codice WOMEX.

Puoi raggiungere facilmente il centro città con la metropolitana. La linea E parte ogni 20 o 30 minuti, a seconda dell’ora e del giorno della settimana, e impiega circa 30 minuti per la stazione di Trindade (centro città). Il biglietto Andante necessario può essere acquistato presso le biglietterie automatiche nella stazione della metropolitana. Il biglietto occasionale (Z4) costa 2 € ed è valido per 1 ora e 15 minuti ed è anche ricaricabile. Si può anche comprare biglietti di 24  o 72 ore.

In aeroporto è disponibile anche una vasta gamma di navette che effettuano collegamenti con il centro città. In costo della corsa in taxi costa tra 20€/25€.

DOVE DORMIRE

Attraverso il partner di WOMEX in Porto, sono disponibili alcune offerte scontate. Vedi qui.

Chiaramente ci sono molte altre possibilità in città (AirBnB, Booking, ecc.).

PRESENZA ITALIANA

Negli anni precedenti, la presenza italiana è stata facilitata dalla Italian World Beat e Puglia Sounds

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Per la presente edizione, aspettiamo a molto breve maggiori informazioni da Italia Music Export – SIAE  (stand unitario – codice sconto).


WOMEX 2021


FAQ

COVID – Digital Green Certificate

Link utili

Sito ufficiale | Facebook | Instagram | YouTube | VirtualWomex


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Hai bisogno di un coach per prepararti al WOMEX e darti una mano durante l’edizione 2021? 

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IL PROGETTO TREMOLO DI COOPERAZIONE EUROPEA: NE PARLIAMO CON LUCA RECUPERO

Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file è unnamed.jpgLa cooperazione europea tra i vari attori della world/folk music, e più in generale della cultura, non è più un optional. Che si tratti di mobilità, di scambio di informazione e esperienza, di buone pratiche, ecc. la collaborazione tra varie categorie di attori porta in se un grande potenziale. Accanto a progetti ambiziosi come la European Folk Network, c’è chiaramente anche la necessità di implementare  progetti di piccole e medie dimensioni  come nel caso del progetto TREMOLO di cui parliamo oggi con Luca Recupero


In breve, ci puoi dire cos’è il progetto tremolo?

TREMOLO (acronimo musicofilo per Trans-European Music Organizations Linked Organically) è un progetto di cooperazione nato dall’incontro di tre associazioni che si occupano di musica in Italia, Ungheria e Serbia, e che grazie al contributo di Europa Creativa costruiscono un legame organico tra piccoli festival di musica tradizionale e world music, con l’obiettivo principale di favorire la circolazione internazionale di giovani musicisti, ma anche di valorizzare le tradizioni musicali delle zone rurali e periferiche in quanto patrimonio immateriale, e il contributo che queste possono dare alla creazione di una nuova e inclusiva identità culturale Europea.

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Chi sono i partner di progetto? Quali sono i loro rispettivi ruolo nel progetto?

I tre partner del progetto (che nasce nel 2018 ma viene approvato solo nel 2020) sono lAssociazione Musicale Etnea (AME), storica organizzazione concertistica di Catania, l’associazione CSIPERO “Future of Europe International Children and Youth Meeting” di Kecskemet in Ungheria, che fa da capofila, e il collettivo di giovani artisti Wemsical di Kanjiza in Serbia.

Ognuno dei tre partner cura da anni un piccolo ma significativo festival organizzato rispettivamente alla fine di giugno a Catania (Marranzano World Fest – MWF), a metà luglio a Kecskemet (Csipero Youth Festival) e a metà agosto ad Orom (Malom Fesztival).

Quali attività prevede il progetto? Quali sono i risultati attesi e come pensate di disseminarli?

La direzione artistica di ogni festival sceglierà (tramite una OPEN CALL che sta per concludersi) un@ giovane artista o gruppo emergente proveniente alla propria regione, che abbia già iniziato a costruirsi una nicchia di pubblico a livello locale, e che possa utilmente mettere a frutto le esperienze internazionali che il progetto gli metterà a disposizione: tre ingaggi per concerti retribuiti nei tre festival organizzati dai partner, che saranno anche l’occasione per tre brevi residenze artistiche durante le quali le/i giovani musiciste/i dei tre gruppi potranno conoscersi, provare e lavorare insieme alla creazione di nuovi brani musicali e di uno spettacolo congiunto che sarà documentato, ripreso e portato in tour presso una rete allargata di partner associati in Francia, Germania e Polonia.

Visto che la pandemia riduce la mobilità transnazionale e esige speciali misure di sicurezza, come pensate regolarvi?

Naturalmente la pandemia sta mettendo a dura prova, tra mille altre cose, proprio la mobilità internazionale degli artisti, il che rende ancora più necessaria ed entusiasmante la scommessa che era già implicita in questo progetto. Grazie all’impegno comune delle tre associazioni speriamo di portare comunque a termine il programma di concerti e residenze previste dal progetto.

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La necessaria ed opportuna osservanza delle normative nazionali ed internazionali per il contrasto alla pandemia sta naturalmente incidendo sui costi del progetto (ad esempio per i tamponi regolari che potranno consentire ai gruppi selezionati di lavorare in sicurezza) e ci sta obbligando a modificare in parte il programma delle attività previste (come un ciclo di workshop e seminari di approfondimento sulle tecniche e i mestieri dell’industria musicale internazionale che purtroppo sembrano destinati a saltare).

Non siamo ancora sicuri che i festival in programma si potranno effettivamente svolgere in presenza di pubblico. In caso contrario saremo costretti a ricorrere alle trasmissioni in diretta streaming, che naturalmente rappresentano l’ultima spiaggia, ma consentirebbero comunque ai partner di portare avanti il progetto, ed ai giovani musicisti di viaggiare fisicamente attraverso l’Europa per incontrarsi e per dare vita a qualcosa di nuovo che sia il frutto di un lavoro comune.

Quali sono le prime attività che si svolgeranno in Italia/Sicilia?

Come già accennato, tra pochissimo c’è la scadenza per la candidatura di artisti e gruppi, e la selezione si concluderà il 15 maggio con l’annuncio dei gruppi e musicisti selezionati. Da quel momento ci saranno solo 6 settimane prima dei primi concerti e della prima residenza che sarà proprio in Sicilia, in occasione del Marranzano World Fest che stiamo organizzando a Catania e dintorni nell’ultimo fine settimana di giugno.

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Come siete riusciti a co-finanziare il progetto, visto che il contributo UE copre solo un massimo del 60% dei costi totali del progetto?

Noi a Catania possiamo godere dei contributi che l’AME riceve dal Ministero della Cultura e dalla Regione Siciliana per la propria attività concertistica, e speriamo di integrare con gli introiti dalla vendita di biglietti e abbonamenti per il MWF. Ognuno dei partner deve provvedere per una propria significativa quota di co-finanziamento. Naturalmente questo è un impegno reso molto più complesso dalla situazione pandemica, che incide in modo diverso in ogni paese. Qualora non sia possibile tenere i concerti in presenza, non escludiamo di lanciare una campagna internazionale di crowdfunding per garantire gli impegni finanziari e per sostenere il lavoro dei giovani musicisti.

Come il pubblico può seguirvi? 

E’ già online un primo nucleo del sito ufficiale www.tremoloproject.eu, che ospita tutte le informazioni necessarie e il modulo online per la partecipazione alla Tremolo Open Call for Musicians.

Sono stati da poco attivati anche pagine e profili social su InstaGram e Facebook per costruire e rafforzare una crescente “community” internazionale che sta nascendo dall’incontro tra i sostenitori e gli aficionados dei tre festival, delle musiche di tradizione orale e della musica folk e world in Europa.

SEGUITECI !!!

Faremo di tutto perché il progetto TREMOLO rappresenti una luce in fondo al tunnel nel quale la pandemia da COVID-19 ha costretto il mondo della musica dal vivo.

www.facebook.com/TremoloProject

www.instagram.com/tremolo.project

tremoloproject@gmail.com

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FOLKSTOCK: IL PRIMO MAGGIO DELLA WORLD/FOLK ITALIANA

Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file è folkstockad.jpgFOLKSTOCK 2021 – Annunciati i primi ospiti del “primo maggio” della folk e world music italiana. Una tre giorni organizzata da IT-Folk per celebrare la vitalità di una filiera culturale e produttiva che rappresenta l’anima e la diversità dei nostri territori 


Si fa sempre più ricco il programma dell’appuntamento organizzato da IT-FOLK per il fine settimana del 1 Maggio con una tre giorni dedicata alla Folk e World music italiana. 

Il coordinamento lancia i primi ospiti, annunciando tra gli altri di: Francesco “Fry” Moneti, Sud Sound System, Mascarimiri, I Beddi, il Parto delle Nuvole Pesanti, Antonio Petronio, Piero Brega, La Macina, I Lautari, Parafonè, Vincenzo Danise, Li Ucci Orchestra, Nuju, Mute Terre, Compagnia Aria Corte, Massimo Ferrante, E’Zezi, Stefano Saletti, Davide Campisi, Calabria Orchestra, QuartAumentata, Yo Yo Mundi, Francesco Loccisano e Marcello De Carolis e dall’Australia i SANTA TARANTA. Tanti altri artisti si stanno anche muovendo per partecipare. 

>> Leggi comunicato stampa del 28 aprile

Un altro grande annuncio svela il “testimonial”  dell’evento, il “summastro” OTELLO PROFAZIO già Premio Tenco alla carriera 2016 e grande esponente della canzone folk e popolare d’Italia. Con oltre 50 anni di carriera, parliamo di un cantastorie ipnotico, un mattatore del palcoscenico, attuale come non mai, ricercatore della tradizione ma anche cantautore a tutti gli effetti. Per essersi distinto nell’ambito della musica, Profazio ha anche ricevuto il Premio Internazionale Medaglia d’Oro Maison des Artistes. “Otello – affermano Giuseppe Marasco e Enrico Capuano (i due coordinatori dell’evento) – è davvero la ciliegina sulla torta,  un simbolo,  un patrimonio unico per tutti gli artisti di oggi”. 

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FOLKSTOCK, partito come evento inserito nella ricorrenza del PRIMO MAGGIO e simbolo di resilienza e di sensibilizzazione sui diritti dei lavoratori dello spettacolo, diventa oggi occasione importante per ribadire la necessità di sostegni per il mondo della cultura e dello spettacolo dal vivo e per tutti i suoi addetti, in particolare per le piccole realtà legate alla musica dei nostri territori e alla nostra cultura identitaria. 

FOLKStock riprende volutamente il nome di WOODSTOCK, il leggendario evento americano che, dopo oltre 50 anni, rimane un simbolo di pace, musica, avanguardia e resistenza culturale e sociale. 

FOLKStock prevede una tre giorni online dove la world & folk music italiana si da appuntamento attraverso un percorso geografico con tanti artisti che parleranno della loro esperienza e ci faranno ascoltare la loro musica. Un viaggio attraverso i festival folk, world, etno, folk-rock e simili di tutta Italia con uno sguardo anche all’Europa e al Mondo. 

Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file è logo.pngL’evento si svolgerà online sulla pagina facebook di “Musica Popolare Italiana”, il grande portale che promuove l’Italia attraverso la sua musica tradizionale.

Siamo davvero felici – afferma Enrico Capuano – che un’importante realtà che punta alla valorizzazione e alla promozione non solo degli artisti e della musica dei territorio ma anche al valore identitario e attrattivo della provincia italiana, abbia accettato di collaborare in modo costruttivo e propositivo con tutti noi artisti attanagliati da questo momento davvero difficile”. IT-FOLK ringrazia per questo New Media Farm, società di editoria digitale specializzata nella promozione territoriale attraverso tematismi culturali. 

La nuova iniziativa arriva dopo altri successi del coordinamento IT-FOLK, come la partecipazione della nostra realtà a RAINBOWFREEDAY nel Gennaio 2021, l’uscita della compilation che ha segnalato oltre 30 artisti da tutta Italia e la conferma del buon lavoro svolto in questi anni con l’inserimento delle realtà folk/world all’interno del “tavolo permanente dello spettacolo” del MiC (Ministero della Cultura).

Per info  itfolk@libero.it 

 


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 RIVEDI LE PUNTATE DI FOLKSTOCK 2021

Presentazione con Enrico Capuano, Giuseppe Marasco e Otello Profazio

Puntata 1 (31 aprile) | Puntata 2 (1 maggio) | Puntata 3 (2 maggio)

LINEATRAD: NE PARLIAMO CON LORIS BOHM

Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file è immagine11.jpgNel mio lungo viaggio alla scoperta degli attori della filiera folk/world italiana, poche settimane fa mi sono soffermato su una rivista professionale che non conoscevo: Lineatrad. Così mi sono messo in contatto con il principale protagonista, Loris Böhm, direttore di Lineatrad Television, che mi ha gentilmente introdotto alla storia della rivista, la sua “filosofia”, il suo pubblico, ecc.


Cos’è Lineatrad? Com’è nato ? Quando è nato? Chi sono i protagonisti? 

Esiste una genesi e un percorso di maturazione. Nel 1985 è nata a Genova un’associazione chiamata Traditional Arranged di cui ero segretario e membro fondatore con scopo organizzare concerti di musica folk-celtica nel giro della federazione Folkitalia di Paolo Nuti.

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Con la morte di Paolo e la fine di Folkitalia, si sciolse anche Traditional Arranged, ma nel 2002 mi venne l’idea di creare la rivista “Traditional Arranged”, come completamento e in antagonismo alle storiche riviste Folk Bulletin (di cui ero stato membro della redazione a cavallo degli anni ’80 e ’90) e World Music.

Il progetto si è concluso nel 2004 a causa della difficoltà a distribuire in edicola a livello nazionale, e per gli elevati costi di gestione: la stampa in quadricromia su carta pregiata e la tiratura di sole 4.000 copie erano insufficienti per coprire le spese, il mondo poi si stava evolvendo verso una digitalizzazione su internet a cui non eravamo preparati.

A quel punto l’impresa a fini di lucro non aveva più senso per noi, e siamo ripartiti a gennaio 2012 in formato blog. Lineatrad è stata la naturale evoluzione in chiave moderna di quella rivista, ma a differenza di altri blog su internet, con una periodicità mensile e un formato elettronico sfogliabile di rivista con pagine pdf stampabili come se fosse una vera rivista cartacea.

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In perfetto stile Genova, anticipando di molti anni le “semplificazioni” del ponte Morandi, ci siamo ritagliati uno spazio editoriale privo di burocrazia, certificazioni, registrazioni e costi inutili e insostenibili per dar spazio alla trasparenza, correttezza di informazioni, velocità nella comunicazione, che sono alla base del nostro lavoro che naturalmente è senza fini di lucro e senza una vera contabilità.

Esistiamo solo con l’autofinanziamento di ogni collaboratore che crede nel progetto. Da subito l’iniziativa ha avuto successo tra gli appassionati, i musicisti e gli addetti ai lavori e Lineatrad è diventato il punto di riferimento “no-look” di chiunque operasse o semplicemente frequentasse il mondo della musica folk e derivata, calamitando l’attenzione del pubblico attraverso semplici e veloci iniziative editoriali.

Io sono il fondatore e i “perni” base sono Agostino Roncallo (già nell’associazione del 1985) e Giustino Soldano, mentre il mio vice è Tommaso Giuntella (giornalista RAI), che però non ha molto tempo da dedicarci per ovvi motivi. La nostra rete esterna di collaboratori e agenzie è piuttosto fitta e variabile a seconda delle disponibilità di ognuno. Questa formula funziona bene.

Cosa ci puoi dire della vostra linea editoriale? Scadenza? formato?

Partendo per logica partiamo dalla musica folk e tradizionale, esploriamo tutto quel meticcio (non mi piace parlare di musica contaminata), che crea sonorità moderne e gradevoli. Adesso siamo ad uscita mensile, ma l’anno scorso abbiamo sperimentato, per sfidare la pandemia, la cadenza quindicinale. Probabilmente eravamo l’unica rivista di musica folk al mondo con quella periodicità! Quando torneranno gli spettacoli dal vivo ritorneremo bisettimanali. Il formato è un 21×28 stampabile su foglio A4.

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Di grande rilevanza è il settore “video” di Lineatrad Television. Per colpa della pandemia e della conseguente massificazione dell’uso degli streaming su Fb, e della mancanza totale di eventi dal vivo, ci siamo fermati, ma nel palinsesto di lineatrad.eu sono fruibili 269 filmati tra concerti, interviste, audio-recensioni, servizi e notiziari.

Quale è il vostro pubblico target? 

La rivista si legge gratuitamente, per cui non abbiamo una formula di abbonamento, allora è molto difficile conoscere il numero preciso di lettori. Ci leggono da ogni parte del mondo, e abbiamo una mailing list di oltre cinquecento indirizzi di fedelissimi a cui si aggiungono tantissimi lettori occasionali, quantificabili a 10.000 circa per ogni numero di rivista.

Quali sono i contenuti più popolari?

In ordine di preferenza, i nostri lettori gradiscono le recensioni, i reportages dai festival (quando si fanno), e le interviste alle “folk-star”.

Quali sono i vostri partner?  In Italia? All’estero?

Abbiamo una formula di partenariato regolata da contratto di mutua assistenza per quanto riguarda i festival. Chiaramente in questo periodo minato dalla pandemia siamo più flessibili e comprendiamo le difficoltà che costringono gli organizzatori ad annullare o ritardare l’edizione annuale, ma attualmente sono dieci in attività e sei in attesa di ripartire. Per ora sono 10 in Italia, 4 in Francia, 1 in Scozia, 1 in Finlandia.

Nostri partner sono anche molte etichette discografiche, agenzie di spettacolo e promoter.

Quali sono le sfide maggiori nel portare avanti il vostro progetto? 

Sicuramente, in campo editoriale, garantire un’uscita quindicinale, è la sfida più attuabile.

Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file è immagine3.pngLa sfida più difficile è riuscire a tornare in pista con Lineatrad Television, a patto che finisca la tendenza dei musicisti di auto-promuoversi bypassando il nostro servizio. Dopotutto non ci sembra un’idea così assurda centralizzare il servizio di promozione su Lineatrad per usufruire di una rete globale di appassionati, considerando che ogni artista sul proprio canale Facebook o Youtube può contare solo sulla sua ristretta cerchia di amici. Basterebbe che ci affidassero il video di loro produzione, senza spese aggiuntive. 

Come siete finanziati?

Siamo orgogliosi di affermare che siamo gli unici a poter contare solo sui nostri mezzi. Niente crowdfunding, niente sottoscrizioni, niente abbonamenti e niente offerte libere. Forse è un limite, ma è anche la nostra forza. Basta pensare a tutte quelle celebri testate giornalistiche musicali che vantavano un grosso giro di denaro, di dipendenti, fallite in questi ultimi anni.

Come vivete la crisi del Covid-19?

Viviamo con i problemi e i contrattempi in cui ogni nostro collaboratore potrebbe incorrere. Mentre la rivista prosegue senza intoppi, la televisione, come abbiamo detto, s’è fermata a causa del proliferare di streaming autogestiti sui social, e di videoconferenze a circuito locale che hanno vanificato il nostro lavoro. La gente non ha capito l’importanza e la praticità del nostro servizio.

Per il resto citerò un mio pensiero pubblicato sul sito:

“Noi non abbiamo nella nostra redazione giornalisti (o scrittori freelance) che ci lavorano a tempo pieno. Non li avremo mai. Abbiamo un gruppo di persone appassionate che hanno tanti altri impegni, lavorativi e familiari: queste persone ogni tanto si accendono quando possono contribuire a Lineatrad, e ogni tanto si spengono per cause esterne… esattamente come fanno le insegne pubblicitarie o gli alberi di Natale… e producono un caleidoscopio affascinante di luci che non ha fine, si rinnova in continuazione. Oggi tocca a voi che avete letto questo messaggio, decidere se sarete le prossime lampadine”.

Come vedete il futuro della musica world/folk italiana?

L’esperienza ci insegna che non saremo né noi, né altri media più griffati, a scrivere il futuro della musica world/folk italiana, sia essa positiva o negativa. In Italia funziona un meccanismo che purtroppo è impossibile disinnescare: ognuno cura esclusivamente il proprio orticello per i benefici che ne può trarre. L’ho sperimentato molte volte sulla mia pelle. Persone che stimavi, promuovevi, che ti mollano appena trovano qualcuno che li “spinge” maggiormente. La scarsa fidelizzazione è una regola globale che vale per tutti, a cui mi sono abituato, ma non condivido. Sono tra i pochi che avrebbe voluto credere nell’amicizia senza finalità recondite. 

Detto ciò, sono sicuro che, nel bene e nel male, il futuro sarà esattamente quello che i protagonisti desiderano, fatto salvo che per “protagonisti” intendo i lavoratori professionisti, non chi ci lavora per passione come me e Lineatrad.

Quali sono i vostri obiettivi per il 2021/22?

Avere coerenza con il passato, avere consapevolezza del presente, e dulcis in fundo, continuare a creare quelle diversità che ci distinguono da tutti gli altri organi di informazione. Aspettatevi delle sorprese!

Dove e come potenziali utenti possono trovare la rivista? È possibile registrarsi alla mailing list?

La rivista si trova su www.lineatrad.com, da sfogliare online oppure da scaricare in formato pdf per archiviarla e stamparla, tutto gratis naturalmente.

Esiste un format nella pagina “Contatti” per poter essere inseriti nella mailing list. Le comunicazioni comunque riguardano solo eventi straordinari.

Per quanto riguarda i video, invece, si possono vedere esclusivamente accedendo a www.lineatrad.eu nella pagina “Palinsesto“, gratis naturalmente. 

 


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EUROPEAN FOLK NETWORK: SPRING FORWARD #2

Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file è efn1.jpgIl 15 marzo scorso si è svolto il primo appuntamento primaverile online della European Folk Network. Erano una settantina i partecipanti che, durante le varie sessioni, sono stati aggiornati su vari argomenti: le varie tappe che hanno portato alla creazione della rete, i risultati della prima conferenza di novembre 2019, la condivisione e analisi dei dati della prima indagine di filiera a livello europeo, ecc.  Numerosi i nuovi aderenti che hanno poi avuto modo di presentarsi in piccoli gruppi.

 

EFN- Spring Forward #2

Con il secondo appuntamento degli EFN-Spring Forward Meetings che si svolgerà il 24 aprile, l’idea è quella di scambiare idee per delineare il futuro della rete e preparare il terzo appuntamento del 9 giugno dove verrà stilato il Manifesto della rete e saranno definite le linee guida del piano strategico triennale.  A novembre, se le condizioni lo permettono, si terrà poi la seconda conferenza europea della rete a Budapest.

Come per l’incontro precedente, la partecipazione è gratuita per tutti i soci che hanno pagato la quota annuale. Per i non soci, la quota di ammissione all’incontro è di € 10. Chi non ha la possibilità può pagare secondo le sue possibilità. Chi può pagare di più è chiaramente benvenuto a farlo. In questa fase di startup, la rete é ancora finanziata in gran parte dalle quote associative e contributi volontari dei soci.

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Per questo incontro, sono previsti i contributi di vari relatori di eccellenza che hanno dimostrato nel tempo il loro impegno nella protezione, valorizzazione e promozione delle arti tradizionali e della musica folk. Questi brevi interventi serviranno di ispirazione per i gruppi di lavoro tematici sul futuro della rete.


Ecco un riepilogo del programma:

SABATO 24 aprile 2021 alle ore 14.00 (15.00 CEST)Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file è missmusic.jpg

EFN vs FUTURO: CHI VOGLIAMO ESSERE E A CHE COSA VOGLIAMO PUNTARE

14.00 – 14.05 Benvenuto e introduzione – David Francis, Presidente EFN 

14.05 – 14.25 Il valore di fare rete e collaborare a progetti condivisi – Alistair Anderson (Regno Unito)

14.25 – 14.35 L’esperienza francese della Federazione nazionale delle associazioni di musica e danza tradizionale – Alban Cogrel (Francia), Presidente della FAMDT

14.35 – 14.45 Cosa ci insegna l’esperienza dei Balcani – Svetlana Spajic (Serbia)

14.45 – 14.55  Uno sguardo alla Norvegia e Scandinavia – Linda Dyrnes (Norvegia), FolkOrg

14.55 – 15.05 L’esperienza in Polonia – Janusz Prusinowski di Mazurkas of The World (Polonia)


15.05 – 15.15 Pausa


15.15 – 16.05 Lavori per gruppi tematici

16.05 – 16.35 Discussione su argomenti presentati dai gruppi di lavoro utili alla stesura del Manifesto

16.35 – 16.40 Riassunto e fine della riunione


16.45 – 17.15 Aperitivo informale – Brevi sessioni di networking in breakout room casuali


Vi aspettiamo numerosi!

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YOUTUBE: TASSE IN ARRIVO ANCHE PER TE?

Hai contenuti su YouTube? Allora non perderti queste informazioni per evitare di pagare delle tasse inutilmente. A partire dal primo giugno 2021 Google tratterrà le imposte sui proventi da royalties maturate dagli autori e dai titolari dei diritti per le opere presenti su YouTube. Se non monetizzi su YouTube, non ti riguarda da vicino, ma è sempre buono da sapere. 

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Google ha annunciato di recente di avere stretto un nuovo accordo con l’Internal Revenue Service, l’agenzia di riscossione tributi statunitense per trattare le imposte sui proventi da royalties maturate dagli autori e dai titolari dei diritti per le opere presenti su YouTube. In pratica, tutti i creator iscritti al YouTube Partner Program e con monetizzazione attiva al di fuori degli Stati Uniti, potrebbero pagare una tassa mensile del 24% su tutti i loro guadagni proveniente dalle visualizzazioni sul proprio canale se non aggiornano i loro dati fiscali tramite AdSense entro il prossimo 31 maggio

In pratica, se non comunichi i tuoi dati fiscali, rischi di pagare il 24% di tasse sui proventi da tutte le visualizzazioni sul tuo canale, anche se  tra queste ne hai solo pochissime negli Stati Uniti. Il discorso invece è diverso se hai comunicato i tuoi dati. Immaginiamo che su 1000 visualizzazioni 100 sono fatte negli Stati Uniti, e che tu abbia aggiornato tutti i tuoi dati online nel modulo AdSense. In questo caso, pagherai solo il 30% sui proventi dalle 100 visualizzazioni fatte negli Stati Uniti. Se invece esiste un accordo bilaterale tra il tuo paese e gli Stati Uniti potresti anche pagare di meno. Immaginiamo che tu abbia la residenza fiscale in Corea dove l’accordo con gli Stati Uniti fissa l’aliquota al 10%; in questo caso, pagherai  solo il 10% sui proventi delle 100 visualizzazioni fatte negli Stati Uniti – piuttosto che il 30%. 

Google specifica: “Ai sensi del Capitolo 3 del Codice tributario statunitense, Google predispone la raccolta dei dati fiscali di tutti i creator con monetizzazione attiva che operano al di fuori degli Stati Uniti per poi procedere, in determinate circostanze, a dedurre le imposte laddove i redditi siano generati da utenti residenti negli Stati Uniti. Tali entrate vengono generate da utenti negli Stati Uniti attraverso visualizzazioni di annunci, YouTube Premium, Superchat, Super Sticker e abbonamenti al canale.”

 

Per maggiori informazioni, guarda il video ufficiale e informati presso il tuo consulente fiscale:

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Linki utili:


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GLI SHOWCASE FESTIVAL IN ARRIVO: ANCHE PER TE

La pandemia sta cambiando il panorama dell’industria musicale – che sarà forse l’ultima a riprendersi. Tuttavia, gli artisti continuano a produrre musica e gli showcase festival, anche nelle loro forme digitali o ibride, ci danno nuovi appuntamenti. In quest’articolo parleremo degli principali showcase festival aperti a proposte world & folk che si terranno (se tutto va bene) in autunno.

Luca Bassanese & la Piccola Orchestra Popolare @ Paléo Festival, Nyon, 20/07/2018

MERCAT DE MUSICA VIVA (Vic, Spagna) 15-18 settembre, 2021

Il Mercat de Música Viva de Vic è un evento che attira ogni anno un numero crescente di artisti e operatori internazionali interessati alla musica dal vivo di alta qualità. La programmazione include tutti i generi musicali ed è indirizzata ad un largo pubblico. I palchi per i concerti, sia quelli gratuiti che quelli a pagamento, sono distribuiti in tutta la città che durante quattro giorni vibra ai suoni della musica spagnola, mediterranea e mondiale. All’interno della manifestazione viene organizzato MVLAB, che è un punto di incontro per direttori artistici, festival, istituzioni, compagnie private, promotori, agenzie, etichette e i vari operatori dell’industria musicale. Gli obiettivi principali sono facilitare lo sviluppo delle filiere, scambiare esperienze e know how, generare opportunità di business e contribuire all’innovazione e allo sviluppo professionale del settore. Il MVLAB si materializza in una fiera commerciale progettata per i professionisti, che comprende vetrine, seminari, conferenze e sessioni di networking. MMVV mette insieme un programma musicale specifico per i professionisti del settore con vetrine esclusive in cima al programma generale.


MAMA FESTIVAL (Parigi, Francia) 13-15 ottobre, 2021

Tre giorni nel cuore di Parigi per il principale mercato della musica francese che include un importante comparto dedicato alla World Music e serve di vetrina all’internazionale per nuove proposte. Una collaborazione tra Yourope, SACEM e l’Institut Français. Vede la partecipazione dei rappresentanti dei maggiori festival europei e internazionali, ma anche delle principali agenzie, produttori, ecc.


FIRA MEDITERRANIA (Manresa, Spagna) 14-17 ottobre, 2021

La Fira Mediterrània di Manresa (Catalogna-Spagna) è una fiera delle arti dello spettacolo radicata nella tradizione mediterranea. Ha due aree principali di interesse: la cultura popolare (basata su un dialogo tra la cultura tradizionale, regionale e l’innovazione creativa) e la world music. Si tiene ogni anno dal 1998 ed è diventata una cornice per i professionisti dello scambio che vendono e acquistano produzioni.

La maggior parte delle attività sono aperte al pubblico. Nonostante ciò, le attività rivolte esclusivamente ai professionisti del settore sono un caposaldo della Firà. Questi includono conferenze di settore, seminari, incontri di networking, gli showcase e concerti. Insieme a Firà Tarrega, Mercat de Música Viva de Vic, il Sismòfraf d’Olot, la Mostra d’Igualada e la Fira Trapezi, la Fira Mediterrània completa la mappa dei mercati delle arti e della musica che si svolgono in Catalogna.


SEOUL MUSIC WEEK (Seoul, Corea) Ottobre 2021

Il maggiore showcase festival per la promozione della musica coreana a livello globale. Presenta artisti della scena nazionale gugak, jazz, indie pop, folk e altre vibranti esibizioni musicali di musicisti e artisti stranieri (anche italiani).  Jung Hun Lee, il direttore, è anche l’ideatore di GloMMnet (Global Music Market Network), un’organizzazione senza scopo di lucro per il networking dei mercati musicali in tutto il mondo.


WOMEX (Porto, Portogallo) 27-31 ottobre, 2021

La Worldwide Music Expo è un progetto internazionale organizzato da Piranha Arts che ha la sua sede in Berlino e partecipa attivamente allo sviluppo della filiera della World Music a livello internazionale attraverso l’organizzazione di un expo mondiale che si tiene ogni anno in una città europea diversa. L’Expo accoglie una fiera intorno alla quale si svolgono numerosi conferenze, vetrine, concerti, sessioni di networking, proiezioni di film, e una grande premiazione (artista, etichetta, ecc. dell’anno). E’ un ottima opportunità per creare contatti a tutti livelli.

Nel corso degli anni, l’Expo si è svolta a: Berlino (1994, 1999, 2000), Bruxelles (1995), Marsiglia (1997), Stoccolma (1998), Rotterdam (2001), Essen (2002, 2004), Newcastle upon Tyne (2005) e Siviglia (2003, 2006, 2007, 2008), Copenaghen (2009, 2010, 2011), Salonicco (2012), Cardiff (2013), [2] Santiago de Compostela (2014 e di nuovo nel 2016), Budapest (2015), [ 3] Katowice (2017), Las Palmas de Gran Canaria (2018), Tampere (2019), Budapest (edizione digitale 2020). Nel 2021 si terrà a Porto, in Portogallo.


THE EUROPEAN FOLK NETWORK CONFERENCE (Budapest, Ungheria) Novembre 2021

La prima conferenza della European Folk Network si è tenuta nel novembre 2019 a Bruxelles. La rete coinvolge artisti e organizzazioni della filiera europea della folk music e delle arti tradizionali – anche nelle loro forme più attuali. La seconda conferenza si dovrebbe svolgere a Budapest nel mese di novembre 2021. In arresa, ma anche per preparare la conferenza, si svolgono vari incontri tematici online da marzo a giugno (Spring Forward). EFN è l’unica rete pan-europea a rappresentare la filiera della folk music.


FOLKELARM (Oslo, Norvegia) 25-28 novembre, 2021

Folkelarm è la vetrina per la folk music di stampo nordico. Si svolge a Oslo ed è organizzata dalla rete nazionale Folkorg.no. Agli incontri professionali, partecipano molti operatori dai paesi nordici e baltici, ma anche dal Nord America e dal resto dell’Europa. Gli showcase sono riservati ad artisti e band dalla Norvegia, Svezia, Finlandia, Islanda e dalla Danimarca. Nel 2021, la selezione sarà più specificatamente norvegese.


VISA FOR MUSIC (Rabat, Marocco) 17-20 novembre, 2021

Dal 2015, Rabat in Marocco ospita uno degli più importanti saloni fieristici per la promozione della filiera musicale dei Paesi dell’Africa e del Medio-oriente. Ogni anno sono attesi delegati, artisti e operatori da tutto il mondo. Conferenze, incontri professionali, sessioni di networking, e, naturalmente, un nutrito programma di showcase si svolgono nel cuore della città. Ideatore e mente di Visa for Music è Brahim El Mazned, direttore generale presso Anya SARL.

L’edizione 2020, per colpa della pandemia, si è svolta online con un focus specifico sulla promozione di artisti del Marocco.


LES TRANS (Rennes, Francia) Dicembre

Dal 1979, Les Rencontres Trans Musicales (generalmente denominato Les Transmusicales de Rennes) è un festival musicale che dura 3 o 4 giorni. Si tiene ogni anno a dicembre e si svolge a Rennes, in Bretagna. Il festival, che è rinomato per rivelare “ le prossime grandi novità della musica”,  si propone come punto di riferimento per la nuova scena musica francese e internazionale con esibizioni dal vivo, conferenze e sessioni di networking panel.  Nel corso degli anni è diventato uno degli maggiori appuntamenti musicali in Europa con oltre 65.000 aficionados. Vari format del festival sono anche stati presentati in Cina, Norvegia, Repubblica Ceca e Russia. Forte e continua, invece, è la collaborazione di Les Trans con artisti, etichette, promotori e media di tutto il mondo. 


Alcuni altri appuntamenti internazionali che favoriscono anche i contatti e il networking tra operatori della filiera sono Oslo World (primi di novembre) e Mundial Montreal (fine novembre). 

Scarica la nostra guida agli showcase festival.

Vedi qui se sei eleggibile a qualche forma di sostegno da parte della Italia Music Export 


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MUZIEKPUBLIQUE: NE PARLIAMO CON IL FONDATORE

Molti anni fa ho avuto il piacere di conoscere a Bruxelles Peter Van Rompaye. Stava lavorando a un nuovo progetto per valorizzare e promuovere la diversità culturali e musicale. Con il passare del tempo, Muziekpublique è diventato il maggiore punto di riferimento per la musica folk e world nella capitale – e non solo. Parliamo con lui di questa bellissima esperienza.  

Cos’ è Muziekpublique? Di cosa vi occupate?

Muziekpublique è un’associazione bilingue (francese, fiammingo) senza scopo di lucro che mantiene vive e vivaci le tradizioni di musica e danza di tutto il mondo a Bruxelles attraverso un ambizioso programma di concerti e corsi, e l’accompagnamento professionale degli artisti

A Muziekpublique, artisti e pubblico s’incontrano in uno spirito di divertimento, scoperta e rispetto per la diversità culturale e musicale con quattro attività principali:

  • Concerti:

La programmazione di concerti con artisti belgi e internazionali costituisce il fulcro delle attività dell’associazione. Dal contemplativo al follemente festoso, i concerti si svolgono durante tutto l’anno. La maggior parte dei concerti si svolge in un teatro con 400 posti (Il Molière), nel quartiere Matonge – il quartiere africano di Bruxelles.

Tra gli artisti italiani che hanno suonato da noi trovi Riccardo Tesi & Banditaliana, Maria Mazzotta & Redi Hasa, Gianluigi Trovesi & Gianni Coscia, i fratelli Bottasso, Tenores di Bitti ‘Mialinu Pira’, Officina Zoe, Canzoniere Grecanico Salentino, Matilde Politi e Lucilla Galeazzi.

  • Festival

A fine agosto organizziamo il “Hide & Seek Festival” che presenta concerti di musica tradizionale e del mondo nella Bruxelles nascosta. A Maggio invece abbiamo il “Living Room Music Festival”, dove gli artisti suonano in case private secondo il concetto degli Home Concert.

  • Accademia di musica e danza

Nel corso degli anni abbiamo sviluppato un notevole programma di corsi, dove si possono imparare autentiche danze popolari da molti angoli d’Europa e a suonare una vasta gamma di strumenti tradizionali europei, africani e orientali.

  •  Etichetta e gestione artistica

Muziekpublique ha un approccio a 360 gradi, dalla produzione al management, dalla promozione alla distribuzione e alla vendita degli album. Lavoriamo con artisti locali o stranieri che vivono qui. Sono di casa artisti come Las Lloronas, Tamala, Refugees for Refugees, Voxtra, Vardan Hovanissian ed Emre Gültekin, e A Contrabanda. Li aiutiamo a sviluppare la loro carriera in Belgio e all’estero, registrando CD e promuovendo i loro concerti.

Ad oggi abbiamo prodotto 14 album che hanno ricevuto ottime recensioni (Songlines Top 10 of the Year, fRoots Playlist Choices, miglior album dell’anno presso la Transglobal World Music Charts, recensioni a 5 stelle presso la BBC Music Magazine, ecc.).

All’internazionale, i nostri artisti hanno girato più di venti paesi, dal Belgio alla Polonia, dall’Olanda alla Francia passando dal Regno Unito. Alcuni hanno anche suonato in India, Panama e Zanzibar).

Courtesy of Mathieu Golinvaux

Quando è nata la vostra associazione e come si sono sviluppate le vostre attività nel corso degli anni? 

Abbiamo iniziato le nostre attività nel 2002 con concerti e lezioni di musica, senza avere una sede fissa e con il contributo di soli volontari. Nel corso degli anni l’associazione si è rafforzata e ha acquisito un alto profilo professionale. Molti volontari continuano a darci una mano. Dal 2006 abbiamo una sede fissa presso il Teatro Molière a Ixelles (Bruxelles), che si trova nel quartiere africano. L’ottima acustica della sala ci ha permesso di sviluppare la nostra etichetta discografica registrando le nuove produzioni in loco. Usciamo con un nuovo album all’anno, ma sempre lavorando a 360 gradi con gli artisti.

Chi sono i vostri membri e partner? 

I nostri membri sono degli appassionati di world e folk music. Per lo più sono residenti in regione (Bruxelles), ma abbiamo anche persone che arrivano da tutto il Belgio, sia dalla parte francofona che da quella fiamminga. Poi abbiamo tutta la grande comunità internazionale che vive a Bruxelles, dagli expat al mondo dell’immigrazione. Uno dei nostri obiettivi è sempre quello di ampliare l’interesse per le musiche di tradizione –  ecco perché sperimentiamo concerti in luoghi e ambienti insoliti.

I nostri principali partner sono gli stessi artisti e musicisti. Sono il principale motore dell’associazione. Infatti, sono loro la principale ragione della nostra esistenza. Ci fanno scoprire altri artisti, ci consigliano e ci aiutano a sviluppare le nostre attività. Altri partner sono il consiglio comunale del Comune di Ixelles e le organizzazioni sociali e culturali locali, e altre strutture impegnate nel campo della musica popolare e del mondo.

Da qui è nata una rete tra professionisti delle musiche di tradizione e del mondo, la Belgian World Music Network. Siamo inoltre soci di EFN – European Folk Network, e abbiamo aderito al Migrants Music Manifesto con altri partner europei della Germania, Francia, Italia e Spagna, ecc.

Come sostenete le vostre attività finanziariamente / economicamente?

Siamo orgogliosi di essere sostenuti sia dal governo francofono che da quello fiammingo – una cosa piuttosto eccezionale in Belgio. Il totale delle sovvenzioni statali rappresenta il 40% del nostro budget annuale. Il resto proviene dalle nostre attività: vendita di biglietti per i concerti, sottoscrizioni per la partecipazione ai corsi, vendita degli album, ecc. In media, le sovvenzioni coprono i nostri costi fissi (sala, materiale, squadra). Con il resto delle attività dobbiamo andare in pareggio.

Come avete risposto alla sfida imposta dalla crisi sanitaria ?

La nostra prima preoccupazione è stata, e rimane ancora oggi, quella di sostenere gli artisti. Siamo riusciti a ottenere delle borse di studio per i nostri insegnanti e ci siamo impegnati per sostenere gli artisti aiutandoli a trovare fonti di guadagno extra. 

Durante il primo lock down sono emerse molte idee un po’ folli, per molte delle quali non abbiamo purtroppo ricevuto le autorizzazioni necessari.

Siamo partiti con “Artist Calling” un’iniziativi dove potevi prenotare un concerto e ascoltarlo privatamente in diretta sullo smartphone. Abbiamo poi trasferito online un buona parte dei corsi e lezioni dell’accademia di musica, così come il nostro festival studentesco annuale “End of Season”. Siamo riusciti ad organizzare il Hide & Seek Festival, raddoppiando il numero di concerti con gli stessi artisti per gruppi ristretti di auditori.  

courtesy of Mathieu Golinvaux
Courtesy of Mathieu Golinvaux

Quest’anno trasformeremo il Living Room Music Festival in una serie di concerti nei giardini. Abbiamo investito in un sistema per fare delle riprese di qualità professionale in modo da poter trasmettere i concerti in streaming.

Come artisti italiani possono contattarvi? Quali sono i criteri di selezione per partecipare alla vostra programmazione? 

Non è facile rispondere alla domanda. In generale ci piacciono gli artisti che suonano strumenti acustici. Può essere molto tradizionale o più contemporaneo. La programmazione non è molto oggettiva, comunque. Programmiamo principalmente artisti in tour per ragioni economiche, ma anche ambientali. Ci viene difficile ospitare delle band con più di 8 persone, poiché dobbiamo essere in grado di raggiungere il pareggio con il nostro budget. Il nostro intento è comunque sempre quello di poter pagare gli artisti in modo decente.  

State cercando dei partner in Italia? Di che tipo? 

Oggi come oggi, non stiamo attivamente cercando nuovi partner. Però, siamo sempre interessati a collaborare con realtà che ci possono aiutare a distribuire la nostra musica e offrire opportunità di concerti dal vivo ai nostri artisti. Sarebbe fantastico avere dei partner di questo tipo in Italia. Ad ogni modo, uno dei criteri sarebbe una partnership sostenibile di lungo termine.

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ASSOCIAZIONE I ZIMBRA CULTURE: NE PARLIAMO CON CHIARA SAVELLI

Oggi parliamo con Chiara Savelli di I Zimbra Culture, un’associazione che opera a Napoli ed è nata dal sodalizio tra alcuni professionisti del settore musicale con competenze diverse e una passione comune: le arti e le culture musicali del mondo.

 

Quando e come è nato I Zimbra Culture? Quali sono state le vostre motivazioni? 

 I Zimbra è nata più di 10 anni fa a Napoli. Io sono da sempre appassionata di culture e musiche del mondo e soprattutto dei Talking Heads. Un loro famosissimo brano si intitola “I Zimbra” ed è quello che ha segnato l’inizio della World Music con l’apertura del rock alla contaminazione tra culture diverse e ad altri generi musicali. Proprio quello che mi affascinava da tempo. 

Nel 2008 sono entrata a far parte dello staff del Festival Ethnos, per il quale mi occupo ancora oggi della progettazione e del coordinamento organizzativo e grazie al quale ho conosciuto direttori artistici, festival, agenzie di booking, artisti del panorama della musica popolare italiana e della World Music internazionale. 

I primi passi I Zimbra li ha compiuti curando i progetti di un artista tunisino, Marzouk Mejri e stringendo accordi con alcune agenzie per un supporto nelle attività di booking. Già nel 2011, ai tempi della cosiddetta “Primavera Araba”, con Echo Art / Festival Musicale del Mediterraneo, abbiamo coprodotto uno spettacolo intitolato “Musica Al-Hurriya che coinvolgeva musicisti originari dell’Egitto, della Tunisia, del Marocco e dell’Algeria. Era un omaggio al movimento che all’epoca chiedeva diritti e democrazia anche in quei territori così storicamente oppressi.

Oggi I Zimbra Cutlure è un’associazione che riunisce alcuni professionisti del settore musicale con diverse competenze ma che condividono gli stessi valori, gli stessi obiettivi e un desiderio: creare a Napoli un’offerta culturale con concerti di folk e world music durante tutto l’anno –  e dunque che non si limiti temporalmente alle poche settimane che coprono i due festival importanti:  Ethnos e Sacro Sud.  

Quali sono i vostri servizi e le vostre attività? Come siete organizzati? Quale forma giuridica avete scelto?   

 I Zimbra è una associazione che promuove e supporta artisti che hanno progetti musicali di valorizzazione e di ricerca sulla tradizione soprattutto del Sud Italia. Lavoriamo assieme ai musicisti mettendo a disposizione il nostro network, creando opportunità di collaborazioni artistiche, organizzando tournée, fornendo servizi di booking, consulenza editoriale, discografica e al management. Inoltre, organizziamo concerti a Napoli e in Campania ma anche workshop con artisti internazionali, presentazioni di libri, house concerts ed eventi artistici per la promozione e la valorizzazione turistica del territorio.


Quali forme di partnership e collaborazioni avete sviluppato? a Napoli, in Italia e all’estero?

 Negli ultimi due anni, abbiamo organizzato qui a Napoli i concerti di vari artisti pugliesi. Maria Mazzotta, ad esempio, ha già collaborato con noi presentando il suo primo live italiano di “Amore Amaro”. In quest’occasione, tra l’altro, è nata una collaborazione artistica tra lei e gli Ars Nova che facevano già parte del nostro roster. Così, puntiamo sempre più a diventare un punto di riferimento a Napoli per artisti e agenzie della World Music anche se la pandemia, naturalmente, ha rallentato i nostri progetti.

Quali sono le sfide e come rispondete?

Oggi come oggi, la prima sfida da vincere è superare la pandemia. Non perdere l’entusiasmo che finora ci ha caratterizzato e che è stato alla base dei nostri successi. Per questo stiamo lavorando per farci trovare pronti per la riapertura, che auspichiamo quanto più vicina possibile, prendendo in esame dei bandi e delle opportunità di finanziamento per festival e spettacoli dal vivo. Inoltre, già stiamo progettando la nostra prossima rassegna. Abbiamo scoperto nuove location napoletane per i live. Sono spazi che hanno stupito anche noi che a Napoli ci viviamo. Da questo punto di vista, ci sentiamo molto fortunati ad operare in una città la cui bellezza non è stata scalfita nemmeno dal Covid.  

 Come risponde il pubblico?  

 Ai nostri concerti e alle nostre rassegne abbiamo avuto sempre una risposta incredibile da parte del pubblico. Una risposta che ha confermato la nostra convinzione di quanto anche qui a Napoli ci sia bisogno di un certo tipo di offerta culturale.

Quali sono le soddisfazioni? 

Essere riusciti ad organizzare la prima edizione di I Zimbra Music Fest nel cuore di Napoli e nel bel mezzo di una pandemia. A pensarci ora mi sembra incredibile! La rassegna è’ stata inserita nella programmazione degli eventi culturali del Comune di Napoli. E si è sviluppata con quattro progetti artistici in altrettanti live. Quattro progetti musicali in equilibrio tra l’eredità della tradizione napoletana e l’urgenza di una modernità dalla natura meticcia: fatta di contaminazioni culturali, di commistioni di generi e di lingue, di suoni digitali. 

Ascoltare Raiz cantare “Nun te scurdà” a San Domenico Maggiore è stata un’emozione unica: è riuscito a riscaldare i cuori di tutti, la scorsa estate, dopo che eravamo già provati da mesi di restrizioni e sacrifici. Non meno soddisfacente, poi, per noi, è stato vedere nove tra i migliori musicisti di Napoli per la prima volta insieme per il live di Il Tesoro di San Gennaro, un progetto sperimentale in cui i brani della tradizione musicale napoletana sono rielaborati in chiave elettronica.  E il concerto degli Ars Nova Napoli, infine: è stata una grande festa della musica popolare perché hanno invitato sul palco a suonare con loro alcuni tra i maggiori interpreti della musica popolare del Sud Italia come Assurd e la cantante siciliana Matilde Politi.  

Quali sono i prossimi passi?

A maggio, se la situazione pandemica lo consentirà, con l’agenzia di booking Zero Nove Nove abbiamo già pianificato una data. Si tratta di un live per la presentazione a Napoli del nuovo disco della Cantiga de la Serena. Speriamo di poterne programmare altri per l’estate. Nel frattempo, siamo già proiettati verso la prossima edizione di I Zimbra Music Fest e ci stiamo preparando per le fiere autunnali Womex e Visa for Music per cominciare a sviluppare collaborazioni anche all’estero. 

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PARTECIPA ANCHE TU IL 15 MARZO: EUROPEAN FOLK NETWORK – SPRING FORWARD#1

Avere le giuste relazioni è la chiave di ogni impresa. Valle anche nel mondo della musica. Stabilire e sviluppare relazioni si chiama networking. Per il successo del tuo progetto musicale ti serve creare e intrattenere relazioni a vari livelli: con il tuo pubblico, con i professionisti del settore e con i media. Se pensi poi a sviluppare il tuo progetto all’estero, ti servono contatti e relazioni nei territori nei quali ritieni ci sia un interesse potenziale per la tua musica. In Europa sta nascendo la European Folk Network o rete europea per la musiche tradizionali – anche quelle attuali. Ti potrebbe forse interessare.


European Folk Network: 3 appuntamenti primaverili per fare rete

In un articolo precedente abbiamo presentato in breve la neo-nascente rete European Folk Network e introdotto il programma generale degli tre appuntamenti online primaverili. Lo scopo di questi incontri online è quello di presentare il lavoro svolto in questi due primi anni, di darsi una chiara identità e di produrre un documento unitario condiviso (Manifesto). Questi vari passaggi sono anche propedeutici all’organizzazione della seconda conferenza europea che si terrà appena l’andamento della pandemia lo permetterà.

EFN: Spring Forward #1 

Il primo appuntamento si terrà il 15 marzo pomeriggio su Zoom, durante il quale si svolgeranno di seguito cinque sessioni con una piccola interruzione alle 16.10:

>>Qui con le ore italiane


European Folk Network: Il PRESENTE: Chi siamo – A che punto siamo 
  • Dalle 15.00 alle 15.40: Presentazione della rete e dei risultati della prima conferenza (Nov. 2019) a cura di David Francis, Presidente, e di Nod Knowless, Segretario
  • Dalle 15.40 alle 16.10: Introduzione agli appuntamenti primaverili
  • Dalle ​16.30 alle 16.50: Assemblea generale dei soci
  • Dalle 16.50 alle 17.10: Presentazione della prima indagine europea a cura di Simon McKerrell, ricercatore, Università di Newcastle
  • Dalle 17.10 alle 17.30: Discussione con i partecipanti – Risposte alle domande. 
  • Dalle 17.30 alle 18.15: Aperitivo e socializzazione online.

Per partecipare, bisogna registrarsi seguendo questo link. Verrà poi inviato il link per la riunione Zoom.

La partecipazione è gratuita per i soci della rete. Per i non-soci, la partecipazione per i 3 incontri è di 40 euro. Per chi però non può, c’è anche un’opzione “paghi quello che puoi”.  

EFN: Spring Forward #2 e #3

  • Giorno 24 Aprile, dalle 15:00 alle 18:15 – EFN: IL FUTURO: Cosa vogliamo essere –  Dove vogliamo arrivare
  • Giorno 9 Giugno, dalle 15:00 alle 18:1500 – EFN:  Co-produzione del MANIFESTO della rete
EUROPEAN FOLK MUSIC: Alcuni numeri

>>Puoi partecipare alla prossima indagine compilando il form online

Tra maggio e ottobre 2020 l’European Folk Network (EFN) ha condotto una prima indagine volta a identificare le varie realtà che operano a livello europeo nel campo delle musiche tradizionali e del mondo. L’indagine ha coinvolto 173 rispondenti di 30 paesi. Dai risultati si è evidenziato il seguente:

 

  • Il 95% degli intervistati lavora con musica tradizionale o folk, il 30% con la danza e il 15% con la narrativa (o storytelling).
  • Il 63% degli intervistati lavora con le proprie tradizioni nazionali e il 36% lavora anche con le tradizioni provenienti da altre parti del mondo.
  • Gli intervistati sono impegnati in una vasta gamma di attività e molti ne svolgono più di una.
  • Una grande maggioranza è impegnata nell’organizzazione di spettacoli dal vivo (concerti, festival) e in attività educative, che coinvolgono anche i giovani e le comunità locali.
  • Nell’anno precedente all’indagine, i 173 intervistati avevano organizzati 5.778 concerti (con una media di 55 concerti/anno) e oltre 8.500 workshop. Il numero di festival era di 387. Alcuni degli rispondenti organizzano anche degli showcase (125 concerti).
  • In termini di pubblico, i rispondenti raggiungono una medi di 2 milioni di persone all’anno in totale, con oltre 38.000 partecipanti a progetti comunitari e 22.632 partecipanti a workshop/seminari/corsi residenziali.
  • Gli intervistati traggono il loro reddito da un’ampia gamma di fonti, ma principalmente dalla vendita di biglietti per spettacoli dal vivo e da finanziamenti pubblici (nazionali e regionali).
  • Le organizzazioni che hanno risposto lavorano con un pubblico che include tutte le fasce d’età in Europa. Il 68% lavora con giovani sotto i 25 anni.
  • I 173 intervistati danno occupazione a circa 813 lavori salariati e a un numero equivalente, se non superiore, di volontari. 

Seguiranno altre indagini, attraverso progetti di cooperazione tra università. Questi risultati verranno presentati il 15 marzo da Simon McKerrell, ricercatore (Università di Newcastle) durante il primo appuntamento primaverile EFN Spring Forward.


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