ÉTÉTRAD: NE PARLIAMO CON VENSO BONIFACE

 

etetrad2021Non c’è tradizione senza trasformazione, né futuro senza conoscenza, questo il motto di EtéTrad, entusiasmante e nutrita rassegna di musiche tradizionali del mondo in Valle d’Aosta, magari a partire da uno sguardo privilegiato sulle antiche e trobadoriche sonorità della parabolica dorsale franco-provenzale. In questa intervista ne parliamo con il direttore e polistrumentista Vincent Boniface (polifiatista, organettista) coraggioso erede di una valorosa stirpe di trovatori e ricercatori valdostani di Aymavilles.

Cosa ci puoi dire della genesi del festival, la background story, i protagonisti, le motivazioni?

Il festival nasce nel 1998 su iniziativa della famiglia Boniface ( Trouveur Valdotèn) che poi passerà il testimone all’Associazione Culturale Etétrad nel 2016 con il sottoscritto alla direzione artistica, Paolo Dall’Ara (Tre Martelli, Stygiens, Abnoba, Le Grand Orchestre des Alpes, Tradalp) alla presidenza, e Hélène Impérial nella veste di segretaria di produzione, oltre che in quelle di altri collaboratori affiatati.

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All’origine, l’idea era quella di creare un evento internazionale in Valle d’Aosta che poteva racchiudere al suo interno il meglio della produzione artistica internazionale con il concetto non di essere una vetrina della Valle d’Aosta ma piuttosto un luogo d’incontro tra la cultura alpina e il resto del mondo. Tanto è vero che il motto del festival è “Musica tradizionale del mondo in Valle d’Aosta”. Un altro obiettivo era anche quello di fare scoprire al pubblico la Valle D’Aosta e le sue bellezze.

Con il tempo, il festival è diventato una manifestazione composta da numerosi eventi divisi in concerti, balfolk, incontri con gli artisti, stage di danza, di musica d’insieme e di strumento, presentazioni di libri, mostre, ecc. 

Ricordiamo poi che il festival ha la particolarità di essere un festival ibrido nel senso che dopo i concerti e la parte dedicata all’ascolto (dalle ore 21:00) seguono le danze (dalle ore 00:00).

Quando si è svolta la prima edizione? Quali sono gli artisti nazionali e internazionali (alcuni nomi) che hanno partecipato? 

La prima edizione si è svolta nel 1998. Per quanto riguarda i nomi, sono tantissimi. Per l’edizione 2021 che si è svolta tra la città di Aosta e il comune di St.Nicolas possiamo ad esempio menzionare, a livello internazionale, Susana  Seivane e, a livello nazionale, i Tre Martelli, la più longeva folk band italiana, o ancora L’Orage o Riccardo Tesi con i suo progetto A Sud di Bella Ciao.

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Altrimenti in passato, ci sono stati artisti da molto lontano come i Monaci di Drepung (Tibet), Natalie MacMaster (Canada), gli Tsuumi Sound System (Finlandia) e vari progetti dall’Africa (Senegal, Mali, Burkina Faso)

Quante persone si muovono intorno alla rassegna e che tipo di audience?

Il festival si svolge su cinque giorni. Sei mila persona hanno partecipato all’edizione 2016 che era a ingresso gratuito. Dopodiché con l’ingresso a pagamento, il numero è diminuito ovviamente, ma parliamo sempre di una media di due mila persona.

Chiaramente con la pandemia, le cose sono cambiate, ma rimaniamo fiduciosi per la ripartenza. L’edizione 2020 è stata cancellata e quest’anno abbiamo ripreso le attività organizzando un’edizione transitoria ma sempre di alta qualità.

Quali sono i vostri partner principali, sia a livello organizzativo che economico? 

Tutta la parte organizzativa è a cura dell’associazione culturale Etétrad, del suo staff (io, Paolo, Hélène, Liliana, Rémy, Sandro, ecc.) e da un bel gruppo di circa quaranta volontari. Quest’anno ci ha anche dato una mano Francesco Battisti, organizzatore di Aosta Classica.

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Per la parte economica, i nostri partner sono gli assessorati, la presidenza del consiglio regionale, i comuni e vari sponsor privati, tra cui il principale è la Distillerie Saint-Roch.

Quali sono le sfide che stai incontrando nel programmare la rassegna?

La sfida più grande è sicuramente quella di una programmazione audace che da spazio a musiche che non sono mainstream e non hanno una radiofonia importante, ma che contribuiscono a fortificare un’identità plurale fatta di una moltitudine di linguaggi ed espressioni. Dov’è non c’è un processo creativo costante all’interno delle comunità, non c’è tradizione. Promuovere l’incontro, il dialogo tra persone e culture partecipa a questo processo d’innovazione che significa anche per noi apertura al mondo oltre le nostre montagne.

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In questo senso, cerchiamo sempre di proporre artisti molto “roots”, legati alla tradizione, pensiamo al duo Valla-Scurati di quest’anno che propone una linearità riguardo alle ricerche compiute da loro o alle testimonianze che hanno raccolto, fino a grandi progetti di sperimentazione, sull’elettronica come ad esempio con il Grand Bal Dub alcuni anni fa o anche il pop-rock di Susana Seivane o anche la fantastica esibizione dei Balkan Beat Box che fanno parte dei progetti più noti; L’Orage stesso che commistiona la tradizione musicale con la canzone d’autore. Sono realtà e espressioni diverse che convergono e contribuiscono all’identità della manifestazione.

Quale è stato l’impatto del covid-19 sulle vostre attività? Come avete risposto?  

Abbiamo dovuto sospendere l’edizione 2020 nostro malgrado. Nel 2021 abbiamo incontrato numerose difficoltà ma, alla fine, l’abbiamo fatta. La prima è stata quella di trovare la sede opportuna. Avevamo concluso un quinquennio con l’accogliente comune di Charvensod dove eravamo riusciti a creare un vero villaggio festival con l’annesso campeggio, la ristorazione, le degustazioni, il servizio bar, ecc.

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Quest’anno volevamo instaurare una collaborazione con il comune di Aymavilles dove il gruppo fondatore ha le proprie radici, ai piedi della Valle di Cogne, in un’area molto viva dal punto di vista della musica per via della tradizione della fisarmonica e dei tamburi, e dei canti dei coscritti, canti di lavoro. Non è stato possibile e dunque abbiamo optato per la città di Aosta risparmiando sui costi grazie a una collaborazione con alte manifestazioni estive.

In generale, cerchiamo sempre di organizzare Etétrad in luoghi dove si respira la ruralità. Quest’anno è stato molto diverso a causa della situazione sanitaria generale. Qui siamo riusciti a rispettare tutte le condizioni di sicurezza allestendo un parterre di due cento posti a sedere. Abbiamo fatto un po’ fatica all’inizio, ma alla terza serata siamo riusciti ad avere il pieno.  

Quando si svolge la rassegna e come procedete per la programmazione?  Come gli artisti che hanno delle proposte vi possono contattare? Quando?

La rassegna si svolge fine agosto. Curo io personalmente la programmazione. I contatti con le band avvengono all’inizio dell’anno. Ho tendenza a programmare artisti di cui conosco l’impatto “Live” e dunque che ho visto dal vivo, o mi affido a progetti di cui la qualità è conclamata.

Chi mi vuole contattare può scrivere all’indirizzo email che troverà sul sito del festival. Preferisco stabilire un contatto diretto. Sono a disposizione tutto l’anno.

Sito ufficiale  | Pagina Facebook 

 


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MEDIMEX TORNA IN FORMA IBRIDA A SETTEMBRE

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Il MEDIMEX è uno degli showcase festival e incontri professionali per la musica che si svolge in Italia. Quest’anno ci aspetta un’edizione ibrida dal 15 al 19 agosto. L’evento non é specifico alla musica folk/world, anche se saranno presenti vari rappresentati della filiera, in particolare il 17. Come nel caso di molti showcase festival, oltre a darti l’opportunità d’incontrare operatori del settore, questo tipo di evento ti da anche la possibilità di aggiornarti sull’evoluzione del mercato e sulle novità. Qui, alcuni suggerimenti. 

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L’anno scorso Musicarium Base aveva, tra l’altro, organizzato una 4 ore di formazione online con Massimo Bonelli di ICompany sul tema Il musicista nell’era digitale: Mentalità, strumenti e strategie per costruire un percorso professionale nella musica attuale”. Non possiamo non consigliarti di rivedere il replay su Youtube. E’ pieno di spunti molto interessanti per costruire una strategia d’approccio al mercato della musica attuale.

Musicarium Base 2021

Quest’anno, le pillole formative sono organizzate intorno a più argomenti: discografia, fotografia, produzione, promozione, e contratti della musica.

>> Vedi il programma e metti in agenda

Musicarium Advanced 2021

Musicarium Advanced invece tratterà simili argomenti ma da un punto di vista più avanzato: ingegneria del sono, fotografia, comunicazione e promozione.

>> Vedi il programma e metti in agenda

Altri momenti formativi

MEDIMEX è ricco di momenti formativi e d’incontri con chi di mestiere lavora con e nella musica. Oltre a Musicarium, ci sono gli incontri d’autore, i talk, i workshop e le keynote. C’è anche il Sinc Lab.

Tra i temi che saranno trattati e che ritengono la nostra attenzione particolare:

  • Incontri d’autore: con Ligabue
  • Talk: Live e Streaming con i Negramari
  • Workshop: Come monetizzare la tua musica online con Annamaria Dirella e Alice Bertolio 
  • Sync Lab: prodotto da Node, offre l’opportunità di approfondire il mondo delle sincronizzazioni di musica all’interno di altri media (pubblicità, tv, cinema, videogames), un ramo sempre più importante nella carriera dei musicisti di oggi. (Riservato ai PRO, iscrizione prima dell’8 settembre)

Come partecipare

Per partecipare agli eventi in presenza è sempre necessario prenotarsi tramite la piattaforma(sarà attiva fine agosto). Così come è necessario prenotarsi agli eventi online, dopo esserti registrato secondo lo schema dei tre profili. In più è possibile seguire online alcuni eventi sulla pagina Facebook ufficiale del Medimex, oltre che sulla piattaforma. Come ad esempio gli Incontri d’Autore, gli showcase e alcuni Talk.

Sono tre i profili di registrazione: OPEN, PRO e EDU. Per gli eventi, OPEN ti verrà chiesto solo di inserire e-mail e password. Se scegli il profilo EDU o PRO, o entrambi, dovrai inserire altre informazioni (ragione sociale, partita IVA o codice fiscale). Puoi aggiornare, in qualunque momento, il tuo profilo (quindi, ad esempio, passare da OPEN a PRO) e arricchirlo con informazioni utili alle funzionalità di networking. Gli eventi, sulla piattaforma, sono visibili secondo il profilo scelto.

Sito ufficiale Medimex | Pagina Facebook Medimex 


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ANCHE L’ARTISTA HA BISOGNO DI UN MODELLO DI BUSINESS

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Ogni giorno incontro artisti con delle proposte musicali interessanti. Il problema inizia quando devono confrontarsi con il mercato. Non tutti hanno un’etichetta alle spalle o un addetto al marketing e alle vendite. Creare un Modello di Business che fa per te, una tabella di marcia per aiutarti ad organizzare le attività a supporto del tuo progetto musicale potrebbe esserti molto utile. 

Non si vive di musica

Potrebbe sembrare provocatorio, ma se ci pensi bene, nessuno vive di musica – solo di attività intorno alla musica. Infatti quello che si compra e si vende non è musica ma musica formattata o mediatizzata: un file mp3, un cd, un vinile, uno spettacolo, ecc. In altre parole, se la musica è l’ingrediente principale delle attività che producono valore economico, da sola non crea introiti. Per vivere della tua arte devi dunque sviluppare un’attività intorno alla tua musica. E par fare questo, se non vuoi perderti per strada, ti serve un modello di business per organizzarla in modo da generare guadagni

Cos’è il Business Model (o Modello di Business)?

Il Business Model è una tabella di marcia che descrive come generare flussi di cassa, con quali prodotti o servizi, in quale mercato di riferimento, con quali risorse, partner e canali distributivi. E’ uno strumento utile per molte cose, per collegare diversi gruppi di attività tra di loro, come produzione, diffusione, distribuzione, marketing e vendita ad esempio, per darti una visione d’insieme, per aiutarti a prendere decisioni, ecc. Sapere come e perché agire è importante quanto agire. L’ideazione, la progettazione, la programmazione, l’organizzazione, ecc. sono gruppi di attività importanti per ottenere risultati duratori.

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Esiste un Business Model universale?

Purtroppo non esiste un Business Model universale. Ogni “imprenditore” deve creare il suo Business Model in base alla propria attività, alla sua visione, missione, ai suoi valori e agli obiettivi e al pubblico che intende raggiungere. Alcune volte è anche consigliato di creare un Business Model per ogni sotto-attività della propria attività. Ad esempio,  il Business Model per attingere a fondi pubblici attraverso i bandi è diverso da quello per vendere la tua musica online o per vendere uno spettacolo. Il target, gli attori, i contenuti da creare, i passaggi da seguire sono diversi.

Come faccio a creare il mio Business Model?

Esistono vari strumenti di Personal Business Design (Sviluppo professionale + Design Thinking + Marketing) per aiutarti a creare il tuo Business Model. I più popolari sono quelli sviluppati da Alex Osterwalder e Yves Pigneur (Business Model Canvas) e da Luigi Centenario (Personal Business Model Canvas). Sono strumenti che aiutano a sviluppare il mindset giusto per ragionare sulla propria strategia professionale creando un documento (il canvas) che racconta in tempo reale, e ti permette anche di visualizzare, la situazione che stai attraversando: come produci valore, come lo porti ai tuoi clienti e come guadagni sia in termini di soddisfazione personale che di ricavi economici.  I Business Model Canvas, e gli altri tools ad essi associati, sono potenti strumenti di analisi strategica.

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Come usare il Business Model Canvas?

Esistono corsi, dal vivo e online, vari libri e pubblicazioni. A World Music Lab – Italia stiamo studiando la possibilità di creare momenti formativi di introduzione alla creazione di Business Model per artisti della filiera world/folk. Se t’interessa, scrivici e ti terremo aggiornato/a.

 


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MONTELAGO CELTIC FESTIVAL: EDIZIONE SPECIALE 2021 ANNULATA

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Tra i festival di world/folk music popolari in Italia, il Montelago Celtic Festival rimane un fiore all’occhiello come distretto culturale evoluto dal basso. Qui non c’entra solo la musica, ma anche un’identità profonda e il senso di comunità, un forte attaccamento al territorio e ai valori dell’ambiente e di alcune tradizioni. Visto che l’edizione speciale 2021 prevista per il 7 agosto è stata cancellata all’ultimo momento, abbiamo deciso di parlare di questo festival che a noi piace tantissimo. Mi ricordo di averci fatto suonare i Finlandesi Tsuumi Sound System qualche anno fa. Una vera celebrazione!


Un pò di storia

Il Montelago Celtic Festival, già Montelago Celtic Night, nasce sull’altopiano di Montelago tra i comuni di Camerino, Serravalle e Sefro in provincia di Macerata, nel lontano 2003 da un idea di Maurizio Serafini e Luciano Monceri.

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Personalità di spicco nell’ambiente folk celtico italiano già da parecchi anni, decisero di creare una serata interamente dedicata a questo genere sulle orme dei grandi festival folk europei; nacque appunto come una sola notte di musica e intrattenimento che faceva convergere tutti gli appassionati del genere tra le montagne del Parco dei Sibillini per poi negli anni mutare in vero e proprio festival con più giornate dedicate alla cultura celtica a tutto tondo.

Quando si svolge il festival e a cosa si può aspettare un visitatore? 

Il Festival si svolge normalmente il primo week end di agosto con una programmazione che è andata via via sempre crescendo per garantire il maggior intrattenimento possibile. Parliamo di circa 30 concerti durante il week-end lungo (a partire dal giovedì) in cui si sono esibiti artisti del panorama folk di calibro mondiale quali Hevia, David Spillane, la Treacherous Orchestra e molti altri, ma troviamo anche stages, convegni, letture, il torneo di rugby e numerosissime attività parallele che fanno si che il ‘Popolo di Montelago‘ sia quanto mai più variegato e trasversale.

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Fiore all’occhiello da qualche anno a questa parte è l’European Celtic Contest, un vero e proprio concorso musicale che da l’opportunità a nuove formazioni di introdursi e farsi conoscere nel circuito; negli anni le domande di iscrizione sono lievitate fino ad arrivare a quest’ultima edizione in cui abbiamo riscontrato il nostro record, con quasi 40 gruppi che hanno chiesto di partecipare.

Michele Serafini, figlio di Maurizio, è diventato la colonna portante del festival da un paio di anni dopo aver vissuto l’organizzazione dell’evento sul campo per tantissimo tempo, intorno a lui oltre ai fondatori gravitano una miriade di persone perché organizzare un evento del genere in un altopiano, gestendo una mole di visitatori che arriva a oltre 20 mila persone, è davvero impegnativo. Menzione speciale va inoltre fatta ai tantissimi i volontari che si adoperano nei giorni del festival per far si che venga curato fino al minimo particolare.

Quale è il periodo di programmazione? Con quali criteri e su quale base sono scelti gli artisti/band?  

La programmazione dell’evento dura più o meno da gennaio ed ogni anno si cerca di aggiungere   o completare ulteriormente l’offerta d’intrattenimento.

I direttori artistici sono sempre sul pezzo per cercare di portare i migliori gruppi del settore, anche grazie ad un network di festival europei che si è formato da qualche anno, capitanato dal Celtic Connections di Glasgow.

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Le nuove idee sono comunque sempre ben accette e  qualsiasi artista/agenzia può contattare il festival attraverso i vari canali social e email.

Quali sono le maggiori sfide nell’organizzare una manifestazione del genere, quali sono i partner e come viene organizzato il tutto? 

Da sempre il festival è indipendente e totalmente self-made.

Le sfide sono molte perché si va praticamente a creare una mini città in un altopiano in mezzo a dei campi nelle montagne tra Umbria e Marche.

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A partire dalla logistica, all’elettricità, al fornire servizi igienici che vengono puntualmente puliti, a un sistema di docce che dia la possibilità alle persone di rinfrescarsi durante le calde giornate di agosto, alla coordinazione di tutto il personale e di tutti gli eventi. Una vera e propria macro-organizzazione che vede nei giorni del festival solo la punta dell’iceberg.

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Quale è stato l’impatto del covid-19 sulle vostre attività? Come avete risposto? 

L’impatto del Covid, come per tutte le manifestazioni dal vivo è stato importante ed altamente destabilizzante, come si può immaginare.

Il festival è da sempre fautore dell’idea che la musica deve essere condivisione ed è stato davvero difficile pensarne uno con i canoni del tanto agognato distanziamento sociale, cosi dopo aver cercato numerose soluzioni, l’anno passato, si è virato su una serata di musica allo Sferisterio di Macerata, che nonostante tutto mantenesse vivo lo spirito di Montelago.

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Anche quest’anno non è stato più facile. Si è scelto di fare le eliminatorie dell’European Celtic Contest durante tutti i sabati di giugno, con grande riscontro di pubblico e sempre in piena sicurezza per poi fare la vera e propria serata di Montelago il 7 agosto con con i 4 finalisti del concorso musicale. Purtroppo, l’evento è stato osteggiato in modo decisivo da parte delle autorità sanitarie e di ordine pubblico, ed è stato annullato.

Comunque una formula rimaneggiata sperando di tornare l’anno prossimo più grintosi che mai con un  edizione super del festival, come tutti lo vogliono e lo conoscono.

Sito ufficiale | Facebook | Youtube

 


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ABOUT

IN DEEP WITH ERIC E. VAN MONCKHOVEN (MUSIC4YOU)– by Araceli Tzigane, Mapamundi Mùsica

Eric is a Belgian settled in Sicily, founder of the agency Music4you. He is one of the regulars at Womex and other events, so you might have met him.

The last time we met was in Brussels at the meeting of the European Folk Network, last November. He is the kind of profile with whom I can feel more or less identified: an independent agent working from a country of the South of Europe facing many difficulties and surpassing them with courage.

He contacted me in July with the idea of translating some of the content from Mapamundi Música’s monthly newsletter into the Italian in his new initative: World Music Lab Italy. I welcomed the idea with open arms and the first one has been the interview with Olivier Rey from Babel Music XP, that you can read here in English and now also here in Italian.

I am very happy that Eric wanted to share this content to make it easier for the Italian community of world music. And I though his World Music Lab Italy deserves more attention too. So find here below a little interview about it.

Mapamundi Música – What is WorldMusicLab?
Eric Van Monckhoven – World Music Lab is a combination of two concepts: World Music & Business Lab. Many artists, including those involved with world music (world, folk, roots, trad, ethnic, etc.), do not see their activity as a business. They don’t easily understand that accepting to become an entrepreneur or making a living with their music shall not automatically transform them into greedy capitalists. Very few artists make a living being only “creators”.If you’re not sponsored by someone or some institution, you need to access the market, distribute your products and services and sell them to be able to pay your bill at the end of the months. This is an integral part of today’s musician job. You can always dream that a label or an agent shall make the work for you, but this will not happen easily, unless you already have some reputation. And when it happens, if you don’t know anything about contracts, sales, production, etc. you might go the wrong way..

“Many artists, including those involved with world music, do not see their activity as a business.”

The main idea behind World Music Lab is to help artists become their own bosses, get acquainted with the business side of their activity and be able to create a blueprint that works for them. For us this means “education and training”.World Music Lab is still a very small baby. We have to assess the artists’ needs, and also test and validate the idea and concept. It all starts with Italy because I’m based in Sicily.

Mapamundi Música –  Why did it start?
EVM – It started during the covid-19 crisis. In March, I was in lockdown and I saw that I could not go anywhere with my activity as a booking agent. I had to look into a new direction that was not too far from what I’m doing as an agent. By experience, I know that artists do not get proper training in “musician business”. Most of the time, they have good artistic proposals (not always), but they don’t know how to market and sell them. In the end, much of my job has to do with coaching the artists with whom I’m collaborating, give them a blueprint to develop their career, and help them get to the next level.

In Italy, very little is done in such a direction. Of course, I might be wrong because I’m not involved that much with the music sector in Italy. But it looks to me that music schools do not train artists in the music business. There are some master courses at the university level, etc. but the approach is very academic and it’s not for everyone. I’ve always been interested in capacity building and action-learning. Action-learning tackles problems through a process of first asking questions to clarify the exact nature of the problem, reflecting and identifying possible solutions, and only then taking action.

“Much of my job has to do with coaching the artists with whom I’m collaborating, give them a blueprint to develop their career, and help them get to the next level.”

Italy is a big country and there is no true effort to support music creators at large. Some music genres are supported, but when it comes to world music, much is left to the artists themselves and the private initiative. Nothing to compare with what happens in France or Scandinavia, to say something.The year 2017 saw the birth of Italian World Beat (IWB), a new brand and platform to promote the Italian world music sector, in particular at regional and international events like Babel Med Music, Womex, Visa for Music, etc. The idea came from two music professionals who put their own money, contacts, and experience in the project to bring under one roof artists, festivals, venues, labels, etc. representative of the sector. The result was amazing and highly welcome by the international world music community.

However, much work still needs to be done in Italy to strengthen the sector, especially at the “grassroots” level with the artists. World Music Lab-Italy can be seen as a startup project of IWB, even if we have not formalized it yet because of the situation of emergency imposed by the novel coronavirus. But we shall meet soon and see what steps can be taken together to put the project forward.

Mapamundi Música –  What are the services that you offer?
EVM – At this pre-startup stage, we are offering a basic information service through our blog/website (beta version) and facebook page. We also have a monthly newsletter and we have published two mini-guides: the first one deals with the use of VirtualWomex and the second one is introducing the artists to the European showcase festivals, which are good places to market themselves, grow their list of contacts, etc. All the information is available in Italian because the use of English is a real barrier for many Italians.

Mapamundi Música –  What are the future plans?
EVM – We hope to become a training provider for world music artists (both online and offline), with a specific focus on business and digital education, and internationalization (music export). This of course does not mean that we’ll need to create all the courses and learning paths ourselves. We’ll have to build working partnerships with various stakeholders. There are already a lot of valid contents available on the internet produced by artists and professionals on how musicians can run their own business and benefit from various income streams. Here again, the main issue is the language. Most of what is available is in English.

“We’ll have to build working partnerships with various stakeholders.”

But without looking so far, our future plan is to run some workshops in various Italian cities to discuss the project with the potential beneficiaries, scout their needs, collect their ideas, and check their interest. We had planned to run such workshops earlier this year but the covid crisis has forced us to slow down our enthusiasm. And while many things can be done online, I believe strongly in face-to-face meetings.

We are also working on a short introductory course that shall explore some important issues: how the music industry is changing in the digital age? What does that mean for independent artists? How to build a personal brand? How to find a niche and grow a fanbase? Based on the participation in the introductory course, artists could choose to enter a kind of startup acceleration program or more conventional blended education programs on specific topic (music marketing & promotion, production, etc.).

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Mapamundi Música –  Who are you and what else do you do (related to music)?
EVM – I’m originally from Belgium but I feel to be a citizen of the world. For almost 40 years I have helped local communities, social enterprises, non-profit organizations all over the world as an eco-social consultant and grant writer.

Besides that, I have always had a strong passion for music. But I’m not a musician. In every country I visited – in Africa, the Mediterranean, Finland, Canada, Brazil, Indonesia – I’ve been impressed by the diversity and richness of local cultural and musical traditions. I decided to bring my own contribution and started Music4You to promote some artists with whom I have a special feeling and affinity and find them gig opportunities. My motto is “Live Music with Roots”. Of course, this was before Covid-19.

Credits:

  • Portrait of Eric, provided by him
  • World Music Lab Italy logo, from the site at Facebook
  • Banner from the Facebook cover of Musci4you

APPUNTAMENTI ESTIVI IN SICILIA

Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file è venezia_sept08-151.jpgArriva l’estate e dopo 65 articoli, ci permettiamo una piccola pausa estiva. Saremo di ritorno dopo il 15 agosto con nuovi articoli, contenuti e risorse.

Intanto, per le news su eventi e progetti seguiteci sulla nostra pagina Facebook. Se vi servono servizi di consulenza o coaching, visitate il nostro sito web.

Per quanto riguarda gli appuntamenti dell’autunno (showcase festival, incontri professionali), visitate questo link. Sicuramente saremo al Womex che si svolgerà a fine ottobre a Porto e anche alla European Folk Network Conference che si terrà a Budapest a fine novembre. 

Potete sempre scriverci a: worldmusicalab.italia @ gmail.com

Saremo lieti di rispondervi.

A presto e buona ripresa!


APPUNTAMENTI ESTIVI IN SICILIA

Prima di lasciarvi, vi segnaliamo questi due importanti appuntamenti in Sicilia: 

Marranzano World Music Festival

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Sito ufficiale | Pagina Facebook

Alkantara Festival

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Sito ufficiale | Pagina Facebook | Video ufficiale

Leggi l‘intervista al direttore sul nostro blog. 


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RASSEGNA TOUSCOULEURS: NE PARLIAMO CON FABRIZIO VINCIGUERRA.

In Liguria, la rassegna Touscouleurs che si svolge ogni estate a Bordighera rimane un punto di riferimento per gli amanti di musica world/folk, e non solo. Ne parliamo con i suo direttore artistico, Fabrizio Vinciguerra. 

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Buongiorno Fabrizio. Cosa ci racconti di bello sulla vostra rassegna estiva? 

La rassegna Touscouleurs, che si svolge ogni estate a Bordighera, è nata nel 2008 con pochissimi mezzi. Infatti, nelle prime edizioni siamo riusciti a presentare dieci  spettacoli con  soli 13.000 euro di budget, anche grazie alla gentile collaborazione con artisti e fonici che conoscevamo personalmente e che avevano accettato di prendere i rischi insieme a noi. Ancora oggi, non saprei come ringraziarli. 

Con il tempo, la rassegna ha attratto un pubblico sempre più numerose di appassionati e curiosi, anche grazie all’Amministrazione comunale che ha creduto nel progetto. Per ragioni logistiche, abbiamo poi spostato lo spazio della manifestazione da una piazza nel centro storico a un luogo incantevole sotto un enorme ficus che regala alla rassegna una scenografia unica

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L’obiettivo della rassegna è quello di invitare il pubblico a intraprendere un viaggio nel mondo della diversità musicale rappresentata dalle molte tradizioni culturali e artistiche ch ispirano artisti di tutto il mondo.  Programmiamo musiche che potremmo inizialmente percepire come lontane, ma che sono invece facilmente raggiungibili e comprensibili grazie al linguaggio di matrice popolare che accomuna le diverse culture. Sono musiche che riescono quasi sempre ad avvicinare emotivamente un pubblico variegato senza distinzioni di fasce di età o di tipologia sociale.

In breve, attraverso un’offerta di qualità cerchiamo, nel nostro piccolo, di educare il pubblico alla non-discriminazione. La musica non ha confini e crea ponti tra le varie culture e tra le persone. 

Quando si svolge la rassegna e cosa proponete?

La rassegna si svolge durante il periodo tra metà luglio e metà agosto, con sei appuntamenti distribuiti nel periodo. Abbiamo un focus sulla cosiddetta World Music – ma non solo. Puntiamo a presentare progetti musicali e artistici originali con organici strumentali prevalentemente acustici e arrangiamenti che richiamano alla musica popolare.

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Quali sono gli artisti nazionali e internazionali (alcuni nomi) che hanno partecipato? 

Dalla musica indiana con Federico Sanesi a quella del Madagascar con i Toko Telo, a quella etiope con gli Atse Tewodros, dal sud Italia con il Canzoniere Grecanico Salentino, la Paranza del Geco, gli Agricantus alle note di cantautorato di Francesca Incudine, Luca Bassanese, L’Orage e Sandro Joyeux. Il flamenco con influenze jazz di Antonio Lizana, il progetto Xena Tango con Roberta Alloisio e Armando Corsi tra Genova e Buenos Aires, gli Tsuumi Sound System dalla Finlandia, gli Himmerland dalla Danimarca, Les Poules à Colin dal Quebec, i Gabacho Maroc con il loro gnawa-fusion-afrojazz, Flaco Biondini, gli Gnu Quartet, Filippo Gambetta, l’Orchestra Bailam e poi le  presenze eccezionali di Moni Ovadia nello spettacolo “Senza confini” e la poesia dell’accordeon di Richard Galliano.

Quante persone si muovono intorno alla rassegna?

La partecipazione media ai nostri concerti è di circa 300 o 400 persone a serata, con punte che vanno da 700 a 800 per alcuni spettacoli, come è ad esempio successo nel caso di Moni Ovadia e Richard Galliano. Il nostro più grosso problema è quello di non poter pubblicizzare troppo alcuni spettacoli con nomi importanti. I spettacoli sono gratuiti e la capienza è purtroppo limitata.

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Accogliamo un pubblico eterogeneo, dai residenti locali ai turisti di passaggio. Siamo in Liguria e Bordighera è una località turistica dove la gente ama trascorrere le vacanze. Nel corso degli anni, Touscouleurs ha dimostrato di essere un punto di attrazione in più nell’offerta complessiva di turismo. 

Come procedi per la programmazione?  

Inizio la programmazione a gennaio/febbraio quando ho un’indicazione di budget. Poi verso aprile ho quasi finalizzato il tutto e posso confermare il programma della stagione. Accolgo tutte le proposte con alcuni criteri: musica acustica di matrice popolare, originalità del progetto, elementi di “contaminazione”, nuova uscita recente, ecc. In genere ricevo le proposte e il materiale via mail e trovo in rete video o audio da ascoltare. La sfida è sempre quella di poter offrire la massima qualità compatibilmente con il nostro budget – che può variare da un anno all’altro. In breve, si cerca di spendere bene le risorse disponibili. 

Quali sono i vostri partner principali, sia a livello organizzativo che economico? 

Dal punto di vista organizzativo e logistico ho trovato una grande disponibilità presso l’Ufficio della Cultura del Comune di Bordighera: Luca Moreno di un’efficienza e passione straordinaria e nella preziosa collaborazione di Dario Grassano che si è sempre gentilmente prestato nel ruolo di bravo presentatore, e infine dalla grande professionalità di Enrica Corsi per alcuni aspetti organizzativi e di Stefano Delle Piane per l’audio e luci.

Dal punto di vista economico la rassegna si avvalga esclusivamente del supporto dell’Amministrazione comunale che fino ad ora è sempre stata puntuale nella volontà di finanziare la rassegna.

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Cerco anche di collaborare con altri festival in Italia. L’idea è quella di vedere se riusciamo a programmare almeno uno stesso artista internazionale in tournée in Italia in quel periodo per ammortizzare le spese di viaggio che incidono sempre molto sui costi dello spettacolo.

Nelle ultime due edizioni di Touscouleurs siamo riusciti a presentare in coproduzione con il Perinaldo Festival un concerto con nomi importanti. Grazie al cofinanziamento di due rassegne siamo riusciti a invitare artisti come Moni Ovadia e Richard Galliano che sicuramente hanno dato lustro alla rassegna.

Quali sono le sfide che stai incontrando nel programmare la rassegna?

Non è sempre facile collaborare con altri festival per una programmazione condivisa. C’è spesso molta incertezza sull’ufficialità degli effettivi stanziamenti di fondi destinati ai festival. Ci sono amministrazioni che a febbraio danno la sicurezza di poter  realizzare degli spettacoli  e invece c’è anche chi aspetta fine maggio per dare certezze. Questo rende difficile questo tipo di collaborazione, e più in generale una buona programmazione. 

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Se ci fosse più attenzione in questo senso, penso che si riuscirebbe ad abbattere i costi da circa 20%, lavorando meno e meglio dal punto di vista organizzativo. In Italia rimane purtroppo un’utopia riuscire ad agire tutti insieme in tempo utile. Nel nord Europa in autunno si finalizza la programmazione dell’estate successiva, mentre in Italia spesso si hanno certezze solamente due mesi prima dall’evento – quando tutto va bene. 

Quale è stato l’impatto del covid-19 sulle vostre attività? Come avete risposto?  

È  stato un disastro epocale con una totale incertezza sul da farsi e un taglio della spesa quasi totale sulla realizzazione degli eventi che ci ha portato alla cancellazione della rassegna. Speriamo meglio quest’anno e nel prossimo futuro. Non si può stare senza musica dal vivo. 

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CLASSIFICHE MUSICALI RADIOFONICHE E WORLD MUSIC: LA TRANSGLOBAL WORLD MUSIC CHART

 

Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file è eucd2938-the-best-of-transglobal-world-music-chart-2020-various-artists.jpgLe classifiche musicali radiofoniche hanno ancora oggi un ruolo promozionale di prima importanza. Per chi fa musica world/folk esistono alcune classifiche di riferimento come la Transglobal World Music Chart (TWMC) o la World Music Charts Europe (WMCE).  Chi segue queste classifiche lo fa per “tifare” il proprio artista preferito (fan), o per scoprire nuovi artisti da seguire (operatori, media). Oggi parliamo della TWMC. 

Che cos’è la Transglobal World Music Chart?

L’idea della Transglobal World Music Chart (TWMC) è nata nella primavera del 2015 da una riflessione tra Ángel Romero di World Music Central, Araceli Tzigane di Mapamundi Musica e di Juan Antonio Vázquez di Mundofonías.

Oggi, la TWMC è una piattaforma transnazionale di radio dj, giornalisti, blogger, youtuber, influencer appassionati di musica world/folk che produce ogni mese, e a fine anno, una classifica delle migliori nuove uscite. La classifica è molto seguita, in particolare dagli operatori della filiera, come ad esempio rappresentanti dei media o promotori alla ricerca di nuovi artisti da presentare al loro pubblico. 

La TWMC accetta materiali (EP o album) da ogni parte del mondo, cercando di dare spazio agli artisti in base alla qualità e originalità delle proprie produzioni piuttosto che alla popolarità o al numero di vendite. Può anche presentare il proprio materiale un artista indipendente senza etichetta. 

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Come funziona?

I membri della giuria, che sono una sessantina, classificano i loro album preferiti tra le ultime uscite di world/folk music ricevute attraverso la piattaforma (modulo online) o i propri canali di comunicazione. Gli album più votati rientrano nella classifica mensile. Chi viene classificato in prima posizione avrà poi l’opportunità di avere un titolo dell’album classificato inserito nella compilazione annuale che produce la piattaforma a fine anno. 

Si può mandare il materiale sotto forma di CD o di cartella digitale, seguendo  delle linee guida molto precise.  

Quale materiale viene considerato? 

I prerequisiti per presentare il materiale sono i seguenti: 

  • L’album (che può anche essere un EP) deve essere di qualità professionale e della durata minima di 25 minuti 
  •  I generi musicali prescelti sono quelli della folk, world, roots music. Nuove uscite di tipo rock, pop, jazz o hip-hop sono escluse a meno che non abbiano un contenuto significativo correlato ai generi sopraindicati. 
  • Il materiale deve essere di recente produzione e uscita sul mercato, o avere una nuova uscita imminente.

Sono ammessi tutti gli album che soddisfano questi requisiti, incluse le compilation o riproposizioni di materiale storico. 

Va usato il modulo disponibile online sul sito della piattaforma per sottomettere il materiale. La lingua di comunicazione è l’inglese, anche se il materiale va presentato in lingua originale. 


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TERZO APPUNTAMENTO DELLA EUROPEAN FOLK NETWORK: PRENOTA SUBITO IL TUO POSTO

Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file è missmusic.jpgIn tre articoli precedenti abbiamo parlato della neo-nascente European Folk Network per la promozione della musica folk e delle arti tradizionali in Europa. Il mercoledì 9 giugno si terrà online il terzo appuntamento primaverile per discutere del Manifesto della rete e del primo piano strategico. A novembre, pandemia permettendo, si svolgerà poi la seconda conferenza della rete a Budapest. Sono aperte le prenotazioni per l’incontro del 9 giugno, sia per i membri che per il pubblico interessato.


EFN Spring Forward #1 e #2

Il primo incontro online primaverile della European Folk Network ha visto il 15 marzo la partecipazione di circa 70 persone impegnate in vari paesi europei nella protezione, valorizzazione e promozione della musica e delle danze tradizionali, anche nelle loro forme più attuali e di contaminazione.

Si è tracciato il percorso implementato dalla prima conferenza di Bruxelles del mese di novembre 2019 che ha visto la realizzazione di una prima mappatura degli attori a livello europeo e l’attivazione della presenza online della rete attraverso l’attivazione della pagina e di un gruppo Facebook e la realizzazione del sito web.

Sono anche stati presentate la vision, mission e le prime linee guida di un percorso dinamico e aperto che vede crescere il numero di membri della rete. 

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Nel secondo incontro del mese di aprile sono intervenuti cinque relatori di vari paesi (Regno Unito, Francia, Polonia, Serbia, Norvegia) per condividere la loro visione e la loro esperienza. Gli interventi sono stati alla base di discussioni in vari gruppi sul futuro della rete e i risultati delle discussioni sono servite a delineare alcuni punti condivisi che saranno inseriti nel Manifesto e nel Piano strategico triennale che saranno al centro delle discussione del terzo appuntamento. 

Ritrova alcuni degli interventi del secondo incontro qui di seguito:  

Leggi i nostri precedenti articoli:

EUROPEAN FOLK NETWORK: SPRING FORWARD #2

PARTECIPA ANCHE TU IL 15 MARZO: EUROPEAN FOLK NETWORK – SPRING FORWARD#1

EUROPEAN FOLK NETWORK: APPUNTAMENTI PRIMAVERILI PER FARE RETE

I membri attuali di EFN (aprile 2021)

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  • VI.BE (fomerly Poppunt) (Belgium) Founding Member
  • English Folk Dance & Song Society (England) Founding Member
  • Trac Cymru (Wales) Founding Member
  • Melanie Scheys (Belgium) Founding Member
  • Trad Music Forum (Traditional Arts and Culture,Scotland) Founding Member
  • Folk Alliance International (USA, Canada & International) Founding Member
  • Nod Knowles (England) Founding Member
  • Tom Sherlock (Ireland) Founding Member
  • Geoff Cripps (Wales) Founding Member
  • Burnsong (Scotland) Founding Member
  • Mike Kamp (Germany) Founding Member
  • Chris Foster (Iceland) Founding Member
  • Feisean nan Gaidheal (Scotland) Founding Member
  • Chris Pentney/Sharper Than (England) Founding Member
  • Mapamundi Musica (Spain) Founding Member
  • WOMEX – Piranha Arts (Germany/International) Founding Member
  • alba KULTUR (Germany) Founding Member
  • Feis Rois (Scotland) Founding Member
  • Fragan (Belgium) Founding Member
  • Tempi (Denmark) Founding Member
  • Frank Reglin (Germany) Founding Member
  • Medigrecian (Greece) Founding Member
  • Muziekmozaiek (Belgium) Founding Member
  • English Folk Expo – EFEx (England) Founding Member
  • Hungarian Heritage House (Hungary) Founding Member
  • Musik over Praesto Fjord (Denmark) Founding Member
  • Francis Xavier Edwards (Ireland)  Founding Member
  • Finisterre (Italy)  Founding Member
  • FolkOrg (Norway)  Founding Member
  • World Music Forum NL (Netherlands) Founding Member
  • Muziekclub t’Ey (Belgium)
  • VZW Dranouter (Belgium)
  • Simon McKerrell (England)
  • Eric van Monckhoven (Italy)
  • Linkwadraat (Belgium)
  • Hangveto (Hungary)
  • Jo Freya (England)
  • Cigdem Aslan (England)
  • Jan Przadka (Poland)
  • Christian Pliefke (Germany)
  • Kenneth Day (Sweden)
  • Lauska (Latvia)
  • Creative Scotland (Scotland)
  • Associação Cultural Xarabanda (Madeira, Portugal)
  • Stoneyport (Scotland)
  • Henning Kuepper (Germany)
  • Jonathan Pearson/Islander (Ireland)
  • Anja Hovelmann (Germany)
  • Global Music Centre GMC (Finland)
  • Andrew Lambert (Ireland)
  • Halsway Manor (England)
  • The Celtic Art Gallery vzw (Belgium)
  • WOMUSK (Slovakia)
  • Ake Lundstrom (Sweden)
  • Jeroen Geerinck (Belgium)
  • Anna-Wendy Stevenson (Scotland)
  • Ward Dhoore (Belgium)
  • Ian A Anderson (England)
  • Hartwin Dhoore (Estonia)
  • Johanna Sauramaki (Finland)
  • Michele Manzotti (Italy)
  • Toernee Mondial (Belgium)
  • Andrew Cronshaw (England)
  • Nataliya Myazina/Russian World Music Awards (Russia)
  • Compagnie Macke-Bornauw (Belgium)
  • Mark Mulholland (France)
  • Folk Holidays Festival (Czech Republic)
  • Gudrun Walther (Germany)
  • RFoD – Riksforbundet for Folkmusik och Dans (Sweden)
  • Elena Leibbrand (Belgium)
  • Live Music Now Scotland (Scotland)
  • ‘t Smiske vzw (Belgium)
  • Muziekpublique (Belgium)
  • Folk Roskilde Lirum Larum (Denmark)
  • ALT PRODUCTions (Hungary)
  • Fira Mediterranea de Manresa (Catalonia)
  • Trad Ireland/Traid Eireann  (Ireland)
  • Marieke Van Ransbeeck (Belgium)
  • Sveriges Spelmans Riksforbund (Sweden)
  • Francis de Souza (Netherlands)
  • World Music Association of Serbia (Serbia)
  • Birnam CD Ltd  (Scotland)
  • Eric Sahlstrom Institutet  (Sweden)
  • CEMPER (Belgium)
  • Svavar Knutur Kristinsson (Iceland)
  • Colin Gillen (Ireland)
  • PROFOLK (Germany)
  • Angharad Jenkins (Wales)
  • Deschreve Music (Belgium)
  • Second to the Left (Denmark)
  • Darshan Associazione Culturale (Italy)
  • Liza Austin Strange (England)
  • Erling Olsen (Denmark)
  • LAG Folk Schleswig-Holstein (Germany)
  • Band On The Wall (England)
  • Bundesverband fur Deutsche Tanze (Germany)
  • Ciro De Rosa (Italy)
  • Piero Cremaschi (Italy)
  • FAMDT (France)
  • Valerio Corzani (Italy)
  • Le Nouveau Pavillon/Eurofonik (France)
  • Mazurkas of the World Association (Poland)
  • Kaustinen Folk Festival (Finland)
  • Ros Rigby (England)
  • Associazione Culturale Folkgiornale (Italy)
  • Martin Woodhead (England)
  • Niafunken SRL (Italy)
  • Saro Tribastone (Italy)
  • Italian World Beat (Italy)
  • Lorraine Carpenter (England)
  • Wales Arts International (Wales)
  • Mair Tomos Ifans (Wales)
  • Showcase Scotland Expo (Scotland)
  • Eisteddfod Genedlaethol Cymru (Wales)
  • Vincent Caruana (Malta)
  • Brian O hEadhra (Scotland)

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LE BAL RITAL: LA WORLD MUSIC ITALIANA A PARIGI

Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file è dsc_0174.jpgQualche anno fa, grazie a Luca Bassanese e al suo brano “La Ballata dell’Emigrante” ho conosciuto i fratelli Semeraro. In questa breve intervista parliamo con Francesco  di come emigranti italiani a Parigi e in Francia vivono la loro cultura e musica. 


Chi siete e come dalla Puglia vi siete ritrovati a Parigi? Parlateci  del vostro percorso?

Siamo due gemelli pugliesi, suonatori di musica tradizionale. Abbiamo sviluppato questa passione in famiglia e fra la gente dei nostri paesi e non avremmo mai pensato che, un giorno, sarebbe diventata la nostra vita.

Dopo aver svolto degli studi di cinema a Bologna le nostre strade si dividono: io, Francesco, decido di fare un’esperienza a Parigi, una città che da un qualche tempo mi incuriosiva e mi affascinava. Mi sono ritrovato da un giorno all’altro, a suonare nei caffè di Menilmontant con altri suonatori calabresi e riparare fisarmoniche in un atelier di Montreuil. Giovanni mi ha raggiunto un paio d’anni dopo.

Nasce il nostro gruppo Télamuré Tarantella Roots, con il calabrese Francesco Rosa a completare il trio.

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Durante gli anni i nostri interessi ci hanno spinto a creare nuovi progetti e avviare varie collaborazioni, tra i quali:

  • Le Bal Rital, un evento dedicato alla musica e alla cultura popolare italiana;
  • la Fanfare Poilue, una sorta di banda di bassa musica in stile calabrese;
  • Orchestrina Fratelli Semeraro, un quintetto di canzone italiana ispirata alla musica dei night club degli anni 50
  • e per finire Disco Rital, una dj-set informale in cui ci divertiamo a condividere la nostra collezione di vinili italiani ritrovati esclusivamente nella banlieue parigina.

Per gestire il tutto, abbiamo creato un’associazione culturale legalmente registrata in Francia: Caravane Ritale.

Come è la situazione in Francia per la musica folk/world italiana? Esiste una domanda per questa musica ? In quale tipologia di circuiti? 

In Francia la musica folk Italiana, a differenza di altri stili di “musique du monde” molto diffusi e che negli anni hanno creato delle vie e proprie tendenze ( la musica balkan, il  forrò brasiliano, la cumbia etc.) é ancora poco conosciuta, ed in ogni caso in modo abbastanza superficiale.

Sicuramente una delle difficoltà consiste nella sua estrema molteplicità di stili derivante dalla frammentazione culturale tipica delle nostre regioni, il che la rende ostica ad un pubblico poco specializzato. Forse è per questo motivo che la richiesta resta spesso relegata a circuiti di musica “trad” e ai festivals più “illuminati”  di musique du monde. 

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Bisogna dire che in Francia, fortunatamente, la cultura é ancora molto valorizzata a differenza  di altri paesi , tra i quali il nostro. Ciò ha reso possibile una proliferazione di eventi musicali organizzati dalle collettività locali ed associazioni culturali molto attive.

Siete all’origine del Bal Rital? Com’è nato il progetto? Come si è sviluppato nel tempo? Quali artisti avete ospitati? Come si finanzia il progetto? Quali sono (state) le sfide maggiori?

Io e Giovanni siamo gli ideatori e gli organizzatori de “Le Bal Rital”, un evento dedicato alla musica, alla cultura ed alla cucina popolare italiana. 

Il progetto è nato dalla nostra passione per la “festa” intesa come momento aggregativo di una comunità, in cui il pubblico possa sentirsi partecipe e non semplice spettatore di quello che avviene, come in una festa di paese. 

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L’evento nasce a Montreuil, alle porte di Parigi, secondo modalità nostrane: prima si  cucina per tutti, aiutati dai nostri instancabili amici, e, posati mestoli e padelle s’impugnano i strumenti e si suona fino a notte fonda in un’atmosfera festiva e conviviale. 

Nel tempo abbiamo iniziato a condividere questi momenti con altri artisti, residenti in Francia o invitati direttamente dall’Italia. La cucina, organizzata in modo associativo, ci ha permesso di autofinanziare il progetto mentre l’interesse crescente per il concetto ci ha permesso di sperimentare luoghi culto della musica world a Parigi, come il Cabaret Sauvage, e sale riconosciute per la loro programmazione di qualità, come la Marbrerie di Montreuil nella quale attualmente si svolge Le Bal Rital.

Vi state preparando per la ripartenza con un nuovo progetto “La Follia”? Cosa potete dirci al riguardo? A che punto siete con la campagna di crowdfunding?

La nostra ultima sfida è La Follia, e forse non è un caso che si chiami proprio così’! Da tempo c’era nell’aria la volontà di dare un luogo fisico alle nostre passioni ed alla voglia di condividerle con gli altri.

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Quando si è presentata l’occasione di insediarsi in una casa a Montreuil, in una delle stradine più antiche e popolari della città, dotata di  spazi ridotti ma interessanti in cui poter creare “qualcosa” ( tra cui una terrazza sulla stradina pedonale ed un piccolo cortile segreto) non ci abbiamo pensato due volte: nasce La Follia, intesa come prolungamento ideale della nostra cucina di casa in cui abitualmente condividiamo momenti di musica e convivialità con i nostri amici.

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Abbiamo quindi lanciato una campagna di crowdfunding per finanziare parte del nostro progetto, ed in particolare l’allestimento degli spazi all’aperto, dando la possibilità a chiunque di poter contribuire scegliendo come ricompensa alcune proposte culinarie de La Follia ed ovviamente le nostre proposte artistiche.  

Abbiamo già superato il 50% della somma e siamo convinti che, grazie al vostro aiuto, riusciremo a portarla a buon fine!

Iscriviti al gruppo Facebook Le Bal Rital – Segui La Caravane Ritale su Facebook


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