L’ISOLA CHE C’E’

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Un’indagine recente che ha coinvolto più di mille artisti della musica in varie parti del mondo conferma che il problema maggiore per il 71,6% degli intervistati è quello del marketing, ovvero di farsi conoscere e riconoscere. Non è un problema che riguarda solo gli artisti. Infatti,  un’altra indagine tra un campione di micro, piccole e medie imprese indica che la voce “marketing” sembra spesso finire in fondo alla liste delle priorità. Da qui l’idea di World Music Lab-Italy di proporre un percorso di alfabetizzazione per artisti che vogliono sviluppare una strategia d’impresa (e non solo di marketing) che possa aiutarli a fare la differenza. 

L’Isola che c’è: Perché?

Tra molti operatori dell’industria musicale esiste il seguente sentimento: poiché spesso sono confusi, non hanno un piano, un metodo, un modello di business, molti artisti della musica fanno fatica a portare avanti la loro attività con successo. E assistiamo a un grande spreco di talenti

Chi scrive non è musicista, ma sa per esperienza che portare avanti un progetto musicale non è una passeggiata. Assomiglia molto di più a una maratona. E non si parte per una maratona impreparato/a – ancora meno oggi che ieri.

Per venticinque anni ho scritto e gestito progetti internazionali di cooperazione sociale, prima di dedicarmi all’accompagnamento di artisti della cosiddetta World Music, in particolare aiutandoli nella promozione e il marketing all’internazionale delle loro proposte di spettacoli dal vivo. 

Per essere efficace, un progetto di marketing e comunicazione si appoggia su un modello di business che evidenzia come l’artista intende, per un specifico prodotto o servizio (una nuova uscita, un concerto, un tour, ecc.), rispondere ad alcune domande chiave: perché, cosa, a chi, come, con quali risorse e con quali risultati attesi.

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Utilizzando uno strumento come il Business Model Canvas non ci vuole tanto per definire delle ipotesi che verranno poi testate e migliorate. 

Nel suo libro “La musica attuale: Come costruire la tua carriera musicale nell’era digitale” (2020), che è adatto in particolare per chi sta muovendo i primi passi nel mondo della musica, ma non solo, Massimo Bonelli definisce così la missione dell’artista:

“Un artista è un brand in cerca di pubblico. Ha bisogno di una strategia per conquistare l’attenzione e superare il primo e più complicato step della sua esistenza: passare dall’anonimato a un primo significativo seguito.”

Il concetto è molto semplice e si basa su un’analisi più che realistica del mercato musicale attuale. Oggi come oggi, nessuno vive della musica, ma solo di attività che girano intorno alla musica – dalla vendita di un brano o di un album, a quella di uno spettacolo, da redditi per i diritti d’autore a quelli per l’uso della musica nei film, ecc. 

Più di un pubblico, l’artista ha bisogno di trovare degli investitori (i “superfan”, che siano cittadini semplici, operatori economici, organizzazioni di settore, ecc.). Tra i potenziali sostenitori del tuo progetto musicale ci sono quelli che fanno questo di mestiere come lo Stato o le fondazioni private. C’è poi chi lo fa perché ne può ricavare un profitto o vantaggio competitivo come una casa discografica o una società musicale. Infine c’è la tua community, un gruppo di persone interessate a quello che sei, fai, comunichi e  rappresenti. 

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Se le banche prestano solo soldi a chi li ha già, le etichette, agenzie, società musicali, ecc. si muovono solo se porti una “prova di concetto o fattibilità”. Parliamo delle tue prime uscite e rappresentazioni dal vivo, dei tuoi contenuti, della tua rassegna stampa, della tua presenza online, ma anche della tua community o numero di follower, fan, clienti, ascoltatori, ecc. 

Sono questi elementi, raccolti in un pitch, che possono  dimostrare la validità e il potenziale del tuo progetto a queste realtà che aspettano di essere convinte per mettere a disposizione le loro competenze, risorse e reti di relazioni. Chiaramente, il pitch è solo una componente. La componente più determinante sei tu, con le tue idee, valori, il tuo stile di vita, e i tuoi prodotti musicali di qualità. Le realtà di cui parliamo investono su di te, non solo sul tuo progetto. Devi essere autentico, affidabile, motivato, determinato, e dimostrare che il tuo progetto musicale è un progetto di vita

In breve, il passaggio da zero a uno è responsabilità tua. E inizia quasi sempre  con la tua “community”. Infatti, all’inizio, saranno i membri della tua community che potranno aiutarti a passare al livello superiore. Solo quando avrai raggiunto la prima isola, potrai raggiungere le altre isole, e infine il Nuovo Continente. Ma quest’ultimo sarà solo la ciliegina sulla torta.

L’Isola Che C’è: Cos’é?

ICC è un percorso aperto, educativo e formativo che inizia con un racconto. Lo scopo è quello di aiutarti ad acquisire maggiore consapevolezza sul tuo progetto musicale mettendo a fuoco alcuni concetti che sono ormai parte integrante del vocabolario di chi si occupa di sviluppo d’impresa, di startup, di marketing, ecc. , ma anche di una nuova generazione di imprenditori della musica che scelgono di creare forme organizzative snelle e agili per penetrare nicchie di mercato spesso molto specializzate. 

Questi concetti, tradotti e contestualizzati, potranno poi  diventare elementi strategici da inserire nella tua tabella di marcia per navigare con maggiore sicurezza e serenità nelle acque tumultuose del mercato musicale attuale.  

Il percorso dura da 6 a 12 settimane e si articola intorno a una serie di lezioni (ti mandiamo i pdf via email), compiti pratici e qualche chiamata in video chat. Funziona da acceleratore e esplora vari argomenti: la tua proposta di valore, la tua nicchia, il tuo modello di business, il tuo brand personale, la tua strategia di marketing, ecc.

L’Isola Che C’è: Quando

Da gennaio 2022 (in base al numero di richieste).

Interessato?

Mandaci una mail o seguici sulla nostra pagina facebook e sul nostro sito web.

A presto,

Eric


Non mancare l’appuntamento di Musiconnect-Italy

a Pistoia dal 2 al 5 dicembre 2021.

MUSICONNECT ITALY: PRIMO INCONTRO A DICEMBRE


WhatsApp Image 2021-09-17 at 08.30.39Era nell’aria da un po’ di tempo, e siamo felici di confermare che il primo incontro di MUSICONNECT ITALY si terrà a Pistoia dal 2 al 5 dicembre. La storia inizia qualche anno fa con un primo incontro in Canada per discutere dell’opportunità di creare una “rete delle reti” per la promozione della World/Folk music. Musiconnect Italy a Pistoia sarà il primo meeting professionale totalmente dedicato alla promozione  della filiera italiana con un focus particolare sui progetti musicali pronto all’export. Visita il sito per maggiori informazioni. 


PERCHE’

La world/folk music italiana ha sempre riscontrato un’ottima accoglienza all’estero. Il problema maggiore fino ad ora è stato la mancanza di una visione unitaria degli attori della filiera che hanno sempre preferito puntare su iniziative individuali piuttosto che su azioni coordinate. Con la creazione di ITALIAN WORLD BEAT qualche anno fa si è cercato di proporre una risposta, almeno nella partecipazione a incontri professionali importanti a livello internazionale e regionale (WOMEX, Visa for Music, BabelMed, ecc.). Oggi, con l’incontro di Pistoia, si gioca in casa e si invita attori internazionali a farsi un’idea sul campo.

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L’obiettivo è duplice:

  • lo sviluppo e l’intensificazione dei rapporti tra gli operatori culturali nazionali attraverso molteplici attività di networking rivolte alla formazione ed alla condivisione delle esperienze professionali.
  • la promozione e la creazione di opportunità di connessione con gli operatori culturali internazionali consolidando collaborazioni e scambi culturali preesistenti e stimolandone di nuovi.

COSA

La formula dello showcase (20 progetti artistici) è ormai internazionalmente riconosciuta come la più efficace ai fini della diffusione e della promozione di un artista e dell’agenzia che lo propone ai festival internazionali. La possibilità di esibirsi davanti a operatori di primo piano nell’ambito del circuito world music mondiale rende Musiconnect Italy un’occasione unica e preziosa per gli artisti italiani.

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Accanto agli showcase non mancheranno le opportunità di scambio e networking con un ricco programma di conferenze, workshop, speed meeting, ecc. 

CHI

L’evento è organizzato da Italian World Beat e dall’Associazione Culturale Brodo con il Patrocinio del Comune di Pistoia, di Nuovo Imaie ed è beneficiario del fondo Scena Unita e prodotto in partnership con La Fortezza 59, dove si terranno gran parte degli appuntamenti previsti.

  • Italian World Beat dal 2017 svolge attività di networking internazionale a favore degli operatori musicali italiani di area world/musica d’autore attraverso un’intensa attività di pubbliche relazioni e partecipando alle principali fiere internazionali di settore quali WOMEX, Babel Med Marseille, Mercat De Musica Viva de Vic, Budapest Ritmo, Seoul Music Week, è partner ufficiale di Visa for Music (Marocco), di Atlantic Music Expo (Capo Verde) ed è tra i fondatori del progetto globale Musiconnect, nato nel 2018 in Canada.
  • L’Associazione Culturale Brodo è attiva nella città di Napoli come organizzatore di eventi culturali e musicali di elevata qualità in contesti museali (Museo di Pietrarsa – Mann – Museo Nittsch, Palazzo dello Spagnolo).
  • La Fortezza 59, locale inaugurato all’inizio del 2020, ricopre un’area di 1400 mq ed è situato nel centro della città di Pistoia alle spalle della Fortezza Medicea Santabarbara, uno spazio polivalente che promuove ed organizza molteplici attività che spaziano dalla ristorazione all’organizzazione di eventi musicali, mostre e presentazione di libri, nato con l’intento di restituire spazi fruibili ad uno dei parchi più belli e storici della città.

PARTECIPANTI

All’incontro parteciperanno operatori nazionali e internazionali, artisti, rappresentati delle istituzioni, dei media e delle organizzazioni culturali e artistiche. 

A conferma dei risultati del lavoro del network Italian World Beat negli ultimi quattro anni, hanno aderito all’iniziativa e saranno presenti:  

  • Brahim El Mazned 
    ( Visa for Music ) – Marocco
  • Patrick De Groote 
    ( Sfinx Mixed Festival ) – Belgio
  • Michael Christophe 
    ( MusiConnect Canada ) – Canada
  • Javier Jiménez
    ( Festival Boreal ) – Isole Canarie
  • Mercedes Caxaj
    ( Small World Festival ) – Canada
  • Alfredo Caxaj
    ( Sun Festival London Ontario ) – Canada
  • Daniela Nardi
    ( Global Toronto ) – Canada
  • Jeremy Howard
    ( Cultural Center of Letterkenny ) – Irlanda
  • Weyer Balàsz
    ( Budapest Ritmo ) – Ungheria
  • Laura Camacho Salgado
    ( Oslo World ) – Norvegia
  • Francesco Fodarella
    ( Ariano Folk Festival ) – Campania
  • Giovanni Seneca
    ( Adriatico Mediterraneo Festival ) – Marche
  • Saul Beretta
    ( Suoni Mobili ) – Lombardia
  • Maurizio Busia
    ( Festiva Au Desert ) -Toscana
  • Riccardo Zammarchi
    ( Florence Folks Festival ) – Toscana
  • Furat Quaddouri ( Sharjah World Music Festival ) – Emirati Arabi
  • Jarmila Vickova
    ( Bratislava World Music Festival ) – Slovacchia
  • Toni Alvarez
    ( Mercado Musical de Extremadura ) – Spagna
  • Anna Masatova
    ( Conference Director Nouvelle Prague ) – Repubblica Ceca
  • Luc Yatchokeu
    ( Coord. Art Connect Africa ) – Camerun
  • Carles Sala Marzal
    ( Coord. Cultura Viva – Fabrica de Creaciò Fabra i Coats ) – Spagna
  • Imed Alibi
    ( Festival International de Carthage ) – Tunisia
  • Jose Da Silva
    ( Atlantic Music Expo / Kriol Jazz Festival ) – Cabo Verde
  • Alexandra Archetti Stolen
    ( Oslo World ) – Norvegia
  • Gigi Di Luca
    ( Festival Ethnos ) – Campania
  • Mario Gulisano
    ( Alkantara Festival ) – Sicilia
  • Enrico Romero
    ( Audiorium Flog ) -Toscana
  • Giuseppe Marasco
    ( Calabria Sona ) – Calabria
  • Riccardo Zammarchi
    ( Florence Folks Festival ) – Toscana
  • Giovanni Tafuro
    ( Pistoia Blues ) – Toscana

MUSICONNEXT

MUSICONNEXT è un focus speciale dedicato ai giovani artisti che avranno la possibilità di esibirsi dinnanzi ad un pubblico prevalentemente costituito da programmatori nazionali ed internazionali e operatori culturali appartenenti a diverse figure professionali di settore.

La selezione degli artisti è affidata al board di MUSICONNECT ITALY, attraverso un’application call, scaricabile qui.

www.musiconnect-italy.com 

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PROMUOVERE MUSICA ONLINE: MINI GUIDE


Fabrizio Pucci - Music PromoterVisto che molti artisti mi chiedono come promuoversi online, mi ero promesso di pubblicare una serie di articoli sull’argomento. Poi, mi sono sentito con Fabrizio Pucci, che gestisce il sito musicpromoter.it. Si occupa dell’argomento a 360 gradi, ma è anche molto disponibile a rispondere alle domande, dare consigli, ecc. su appuntamenti.  Andate a scavare sul suo sito che è pieno di informazioni interessanti.  E sostenete la sua Newsletter


MINI GUIDE PER PROMUOVERE LA TUA MUSICA ONLINE - Fabrizio Pucci

Qui sotto puoi trovare una serie di mini guide che ti saranno utile per iniziare a promuovere la tua musica grazie ad internet.

Ogni mini guida si basa su una singola esigenza:

  • La prima raccoglie la lista delle riviste e dei siti musicali più influenti in Italia. Ti sarà utile se vuoi proporre la tua musica al giudizio di qualche redazione: puoi chiedere ad esempio delle recensioni del tuo album.
  • La seconda raccoglie le migliori piattaforme di crowdfunding italiane e non. Questa raccolta ti sarà utile se sei indeciso su quale piattaforma puntare se vuoi far finanziare le tue incisioni, il tuo album, il tuo tour.
  • La terza raccoglie tutti i migliori servizi che puoi utilizzare per aprire un sito web per la tua musica. Sono piattaforme piuttosto semplici da usare non richiedono particolari conoscenze tecniche e hanno dei prezzi accessibili.
  • La quarta raccoglie i siti di riferimento per il marketing e l’industria musica. Restare aggiornati e sapere in che direzione va l’industria musicale ti permetterà di avere un vantaggio strategico nel promuovere la tua musica.
 

 

  • 40 + Riviste e siti musicali
  • Breve descrizione della rivista o sito musicale
  • Numero di Fan Facebook e Follower su Twitter per sapere quanto sono influenti sul web

Promuovere Musica Online Guide: CrowdfundingCrowdfunding per Musicisti, Band, Cantanti

  • I 3+ Migliori Siti di Crowdfunding Italiani per Musicisti
  • I 15+ Migliori Siti di Crowdfunding Internazionali per Musicisti
  • Una checklist per scegliere la piattaforma migliore di Music Crowdfunding
  • 6 libri per approfondire il Crowdfunding
  • I 9+ migliori servizi per creare un sito web per la tua musica
  • Un report per confrontare la migliore piattaforma per pubblicare un sito
  • 3+ social hub (valida alternativa al classico sito web) che ti consiglio di prendere in considerazione se sei forte sui social network

Nella pagina trovi la mia personale selezione dei migliori siti e blog specializzati se vuoi imparare a promuovere la tua musica online.

Nello specifico, raccoglie:

  • I siti e blog più importanti
  • Gli aggiornamenti quotidiani
  • Gli articoli più importanti pubblicati.

Marketing online: rispondono gli esperti

Cinque domande agli esperti di marketing online selezionate fra quelle che un musicista si pone quando incomincia a muovere i primi passi sul web:


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LA NUOVA VISIONE DISCOGRAFICA: INTERVISTA A FABRIZIO SALVATORE

Alcuni anni fa quando ero impegnato nella promozione all’estero di Re Niliu dopo l’uscita del loro album “In a Cosmic Ear” (2015), Alfa Music mi contattò per parlare con i miei colleghi del Womex delle loro produzioni “world/etnica”. Di recente mi sono interessato a un articolo/intervista a Fabrizio Salvatore, pubblicato su tgmusic,  dove parla della sua visione di un mercato in costante evoluzione. Lo riproduco qui perché mi sembra pieno di spunti interessanti.  


9964D938-0582-4A49-9E88-735EB05B6DE7Fabrizio Salvatore (56 anni, nato a Salerno ma cresciuto a Romaè cofondatore, insieme ad Alessandro Guardia, dell’etichetta Alfa Music, la cui produzione, da sempre focalizzata sul jazz italiano e sulla musica popolare, negli ultimi anni si è arricchita di nuovi progetti e nuove prospettiveIl nostro incontro ha rappresentato una preziosa occasione per ripercorrere trent’anni di storia del complesso rapporto tra registrazione, produzione e promozione musicaledalle audiocassette allo streaming.

Alfa Music ha da poco festeggiato i 30 anni di attività, prima come sala di registrazione, poi come etichetta. Com’è cambiato il mondo discografico in questo periodo?

Questi 30, quasi 31 anni rappresentano un bel pezzo della nostra vita. Ci tengo a ricordare che Alfa Music nasce dall’amicizia e collaborazione con Alessandro Guardia; e proprio dalle prime lettere dei nostri nomi (Al e Fa) deriva il nome Alfa Music, che inizialmente si chiamava Alfa Recording. Eravamo studenti alla scuola di musica di Testaccio, e non avevamo idea di quali cambiamenti avrebbe conosciuto il mondo della discografia: abbiamo vissuto pienamente il passaggio dai supporti analogici (nastri e vinili) a quelli digitali (il cd audio)In queste fasi è stato importante instaurare un confronto continuo coi nostri distributori e con l’associazione ADEIDJ (che raccoglie una trentina di etichette jazz indipendenti), ma anche coi referenti delle grandi piattaforme, da Spotify ad Amazon music. Quello che abbiamo sempre tentato di fare, inoltre, è far capire ai nostri ascoltatori che per godere di brani jazz o di musica popolare, magari un po’ più lunghi dei canonici 3 minuti, occorre un ascolto attento: bisogna ritrovare l’abitudine, il rito dell’ascolto, come quando si ascolta musica dal vivo. Cerchiamo poi di porre la stessa attenzione in tutti gli step produttivi, dalla selezione in entrata fino alla promozione: questo aspetto, per fortuna, è stato facilitato dallo sviluppo dei social, tramite i quali possiamo comunicare in maniera più rapida.

È di pochi mesi fa la notizia che le vendite del vinile hanno superato quelle del cd. C’è stato un ritorno a vecchie abitudini di ascolto?

C’è stato un periodo, a fine anni Novanta, in cui lavoravamo molto con il Manifestoche usciva in edicola con un cd allegato; il vinile era in pieno declino, e con esso si stava perdendo l’abitudine degli audiofili, il rito del comprare il disco e goderselo in maniera rilassataOra, finita l’era del cd, paradossalmente è il vinile che sembra tornare alla ribaltal’intero suo processo produttivo si sta rigenerando: tutto questo, specie all’inizio, anche grazie alla crescita del rap, essendo il vinile molto utilizzato dai dj; di conseguenza sono tornati accessibili, anche a costi moderati, gli impianti per riprodurlo. Ma oltre al vinile è tornato anche l’ascolto su nastroil famoso ampex di ¼ di pollice, senza dimenticare le musicassette: questo perché le vibrazioni possibili solo con l’ascolto analogico si sposano molto bene con il jazz, ma anche la classica o il progressive rock.

Oltre al jazz italiano contemporaneo, al momento vi occupate anche di canzone d’autore e di classica cameristicaA cosa si deve questa scelta?

Le due sezioni principali, jazz ed ethno-worldnascono direttamente dalle nostre passioni e dai nostri studi: i primi due dischi, risalenti al 2000/2001, videro protagonisti da un lato il PJ Trio (con ospite il grande Richard Galliano), dall’altro i Tamburi del Vesuvio. Poi cominciarono ad arrivare tante proposte, anche molto diverse. Aprirsi indiscriminatamente a tutti i generi sarebbe stato assurdo e poco rispettoso, ma gradualmente abbiamo iniziato ad aprire altre linee: per prima Alfa Projects, dedicata a produzioni di confine tra jazz ed ethnoworld con incursioni di elettronica, aperta sia a giovani che nomi consolidati; poi, avendo sempre avuto il pallino per il pop e la forma canzone, Pop & Roll, dedicata alla canzone d’autore, che ci ha regalato discrete soddisfazioni, con due nostri artisti premiati a Musicultura (Maria Pierantoni Giua e Francesco Cataldo). Abbiamo consolidato anche una piccola linea dedicata alla musica classica cameristicacon piccoli gruppi che possiamo ospitare nel nostro studio; infine, pochissimi anni fa, si è concretizzato l’interesse verso quello che negli Stati Uniti è chiamato smooth jazzuna tradizione che arriva dal jazz californiano degli anni Ottanta, un approccio più melodico e orecchiabile che viene oggi esplorato da tanti musicisti affermati.

Dal punto di vista culturale ed economico, credi che in Italia il jazz sia rimasto un fenomeno maggiormente “di nicchia”, rispetto al contesto americano o nord europeo?

Da un punto di vista di gestione e diffusione promozionale, di management, sicuramente in Italia non siamo tra i primi come cultura e preparazione, rispetto alle zone che hai citato, Canada incluso. Sono paesi in cui il jazz e le sue derivazioni costituiscono un elemento culturale importante e storicamente molto accreditato – un po’ quello che per l’Italia è la lirica. Negli USA il jazz nasce da un’esperienza popolare, lo swing come musica da ballo è l’equivalente del nostro liscio. Nonostante questo, lItalia è sempre stata protagonista nel jazz. Negli ultimi 20 anni, poi, la nascita delle grandi scuole di musica (prima quella di Testaccio, poi Siena Jazz, Mississippi e Saint Louis a Roma, Musica Oggi di Enrico Intra a Milano) e linserimento del jazz nei conservatori hanno determinato una crescita notevole: abbiamo una generazione di giovani musicisti tecnicamente molto dotati, che non ha nulla da invidiare al resto del mondo.

Si può dire quindi che il gap è stato in larga parte colmato?

Da un punto di vista artistico e creativodirei di sìsono nate tante rassegne, e anche ai piani alti si sono finalmente accorti che in Italia c’è spazio per qualcos’altro rispetto a classica e lirica. Ma sul piano, economico e commerciale, purtroppo, la situazione è molto diversa. La vendita dei dischi è in grande affanno, solo ai concerti si continua a vendere discretamenteC’è molto da imparare a livello organizzativo e amministrativo, dobbiamo saper gestire e promuovere i nuovi protagonisti, piuttosto che rincorrere i grandi nomi stranieri per logiche di biglietteria: privilegiare l’aspetto culturale ed educativo rispetto a quello dell’intrattenimento.

Quale consiglio daresti a chi volesse intraprendere un’attività di registrazione o produzione discografica?

Bella domanda [ride]. Trent’anni fa in molti ci prospettavano una situazione non facile: “fate attenzione, lo studio di registrazione non ha un futuro, vivono solo le grandi strutture…”Oggisono sopravvissute le piccolemedie strutture come la nostra, a gestione familiare, che non devono fronteggiare grandi spese di manutenzione, anche grazie all’avvento del digitaleSi è sviluppato molto l’home recordingche malgrado la qualità crescente non garantirà mai i risultati dello studiodove ci sono a disposizione mezzi e professionisti: è una possibilità molto intrigante dal punto di vista creativo, ma non può sostituire la produzione in studioSe dovessi dare un consiglio, suggerirei innanzitutto di creare un team di lavoro, una squadra dove costruire competenze nei diversi ambitiOggi è importante essere capaci di operare in tanti ambiti, da soli come in team: le nostre entrate si basano su una somma di attività editoriale, discografica, managementAltrettanto importante è essere informati sugli aspetti più noiosi e faticosi, legati al diritto d’autore e alla dimensione fiscale e burocratica. Oggi, nella stragrande maggioranza dei casi, il sostentamento di un artista, e di conseguenza la sua libertà economica e creativa, non può che derivare dalla somma di tante competenze e attività, incluso l’insegnamento.


 

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Appena uscito dal forno.  

 

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LA STAGIONE DEGLI SHOWCASE FESTIVAL


folktradmontrealL’Autunno, forse più che ogni altra stagione, è ricco di appuntamenti, incontri professionali e showcase festival. Qui di seguito troverai una panoramica di vari eventi che riguardano direttamente o indirettamente la filiera della world/folk music. 

 


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IRELAND MUSIC WEEK  5-8 Ottobre (edizione digitale) | Dublino, Irlanda

IMW è la vetrina per la musica irlandese all’internazionale con un programma consistente di conferenze e di concerti.

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FOCUS WALES 7-9 Ottobre | Wrexham, Galles

Focus Wales è un evento internazionale per fare conoscere le proposte artistiche e musicali del Galles all’internazionale attraverso un ricco programma di conferenze, incontri, concerti, spettacoli, film, ecc.

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MAMA Festival 13-15 Ottobre | Parigi, Francia

Il MaMA Festival è uno degli maggiori showcase festival e incontri professionali che si svolge in Francia per la musica attuale: rock, pop, rap, elettronica, world, folk, e tutto quello che sta nel mezz. Partecipano anche professionisti e artisti da varie parti del mondo.

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FIRA MEDITERRANIA 14-17 Ottobre | Manresa, Spagna

Fm è il principale showcase festival per proposte artistiche che si ispirano alle tradizioni locali e alla cultura popolare come motore di creatività. Si svolge a Manresa in Spagna intorno a tre grandi itinerari: quello musicale con presentazione di proposte di tutta l’area mediterranea; quello delle arti performative e di strada; e quello socio-culturale dove si promuove l’intro tra professionisti e associazioni che hanno a cuore il patrimonio immateriale del Mediterraneo.

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ENGLISH FOLK EXPO 21-24 Ottobre | Manchester, Regno Unito

EFEX accoglie ogni anno rappresentanti dell’industria musicale dal Regno Unito e da tutto il mondo per una ricca vetrina di artisti folk tradizionali e contemporanei pronti per l’export.

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WOMEX 27-31 Ottobre | Porto, Portogallo

WOMEX – the World Music Expo – è  l‘incontro annuale della filiera mondiale della World Music, tra fiera, conferenze, film, sessioni di networking, premi e concerti. >>> Leggi il nostro articolo


A novembre si svolgeranno poi altre importanti conferenze:

 


 

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RHYTHM PASSPORT: NE PARLIAMO CON MARCO CANEPARI

New Logo#2Qualche tempo fa ho scoperto ” Rhythm Passport” e un mondo di musica. Scavando nel loro sito ho trovato un nome italiano, quello di Marco Canepari. Ci siamo parlati e confrontati via Messenger, e Marco ha gentilmente accettato di rispondere a qualche domanda per i lettori del blog. 


Cosa ci puoi dire di Rhythm Passport? Chi sono i protagonisti? Com’è e quando è nato il progetto? Con quali motivazioni?

Rhythm Passport è nata a Londra come rivista online poco meno di dieci anni fa con lo scopo di offrire spazio e visibilità ad espressioni musicali poco rappresentate come quelle legate alle cosiddette musiche del mondo.

In questi anni, abbiamo sempre cercato di cambiare la percezione che si ha del termine “world music”, rendendolo più inclusivo, fresco ed organico, concentrando la nostra attenzione sui sapori e i gusti della musica, non solo sui suoi ingredienti.

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Lo abbiamo fatto (e lo stiamo continuando a fare) sostenendo e condividendo suoni e messaggi di musicisti da tutto il mondo e le loro tradizioni. Allo stesso tempo, guardiamo sempre oltre, dando voce a chi stimola e rinnova quelle stesse tradizioni accompagnandole su nuovi sentieri.

Nel nostro piccolo, siamo diventati una realtà di nicchia riconosciuta nelle scene world music e global beats essendo anche uno dei pochi progetti editoriali che è sempre rimasto accessibile, gratuito e diretto sia a novizi che esperti.

Dalla sua nascita, la famiglia Rhythm Passport si allarga e rimpicciolisce a piacimento. Lo zoccolo duro del team è formato da tre persone, alle quali s’aggiungono tra dieci e venti collaboratori “intermittenti” tra i quali giornalisti musicali, correttori di bozze, fotografi, filmmaker, podcaster, DJ… fino a studenti, appassionati di musica e scrittori alle prime armi affamati di suoni ed espressioni culturali da tutto il mondo e desiderosi di condividerle con altri.

Quali sono i servizi offerti e qual è il vostro target? Come risponde?

Sin dalla sua nascita, Rhythm Passport ha sempre racchiuso in sé diverse anime. Sia per rappresentare al meglio le innumerevoli voci e sfaccettature della world music, sia per raggiungere ed interagire in maniera adeguata con il maggior numero di pubblico possibile. Abbiamo la fortuna di poter contare su lettori e ascoltatori in tutto il mondo proprio perché diamo spazio a musiche e musicisti da tutto il mondo.

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Oltre ad una parte puramente editoriale del sito, che offre recensioni, interviste, preview di eventi e festival, video “scoperte” giornalieri, varie rubriche ad hoc, una sezione dedicata ai DJ e ai loro mix e gallerie fotografiche, il progetto ha anche una dimensione “on-air” dove pubblichiamo podcast e programmi radiofonici in collaborazione con vari autori, podcaster e radio locali.

Uno dei cosiddetti “servizi” che offriamo, di cui andiamo molto fieri, è la nostra compilation mensile che ha raggiunto l’episodio numero 63 e che viene condivisa con tutti gli iscritti alla nostra newsletter che la possono scaricare gratuitamente.

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Infine, ormai da qualche anno, organizziamo concerti e serie di eventi musicali a Londra sia per avere una dimensione più concreta, tangibile e coinvolgente sia per mere questioni di sopravvivenza economica.

Chi sono i vostri partner e come vi sostenete?

Come ben sapete il “world music world” è più un piccolo villaggio che un vero e proprio mondo. Tutti conoscono tutti e tutti collaborano, aiutano e supportano tutti (certo, c’è sempre qualche eccezione).

Abbiamo la fortuna di considerare partner la maggior parte delle realtà che arricchiscono la scena, dai musicisti alle etichette, dalle radio agli organizzatori di eventi e così via.

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Collaboriamo con loro quotidianamente, condividendo, pubblicando, scrivendo e parlando della loro musica.

Come scritto, gli eventi dal vivo costituiscono (o costituivano in tempi pre-Covid) la più consistente fonte di sostentamento del progetto. A cui vanno aggiunti pubblicità, donazioni e bandi.

Ha avuto la pandemia un impatto (positivo o negativo) sul vostro lavoro/operato?

Inutile ripetere come e quanto il Covid-19 e le varie normative e ordinanze abbiano messo sottosopra e poi in ginocchio il mondo musicale, soprattutto considerando la sua dimensione dal vivo.

Nel nostro piccolo abbiamo provato a non piangerci addosso. Al contrario, abbiamo lanciato una rubrica chiamata Safe & Sounds per ispirare, condividere nuovi stimoli musicali e far ballare le persone confinate nelle loro case e stanze. Settimana di pandemia dopo settimana di pandemia, lockdown dopo lockdown e decreto ministeriale dopo decreto ministeriale, noi continuavamo a chiedere a musicisti, DJ e professionisti del settore vari ed eventuali di condividere le loro selezioni musicali e loro hanno sempre risposto entusiasti regalando un po’ di gioia sotto forma di note.

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Accanto a Safe & Sounds, siamo riusciti ad organizzare una decina di eventi in live streaming. Veri e propri festival della durata di qualche ora o anche interi giorni, alcuni dei quali ancora disponibili sul nostro sito e canale Youtube, dedicati a paesi, regioni e stili musicali: dal Nepal all’highlife e dalle musiche del deserto del Sahara alla Colombia… Tutto questo è potuto “andare online” grazie alla disponibilità e passione di numerosi amici, musicisti e non.

Siete contenti dei risultati ottenuti fino ad ora? Come vedete il vostro futuro?

Quando fai parte e dai voce a una scena di nicchia e a culture poco conosciute e riconosciute avrai sempre del lavoro da fare e risultati da ottenere. Per fortuna o purtroppo, non lo chiami lavoro e non li chiami risultati, ma passione e frutti.

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Quello di cui siamo più contenti è di avere l’opportunità di condividere musica di qualità e, per così dire, non convenzionale con persone che vivono a decine di migliaia di chilometri da Londra e/o che mai prima d’ora s’erano interessate a suoni simili. Siamo onorati di avere appunto lettori e ascoltatori sparsi in tutto il mondo che ci seguono e seguono i nostri consigli musicali e che s’avvicinano a culture e tradizioni grazie ad un musicista o DJ di cui scriviamo o una canzone inclusa in un podcast/mix.

Il futuro di Rhythm Passport è inevitabilmente legato al futuro della scena musicale (world o non world), sia qui a Londra che nel resto del mondo. Tutto dipenderà da come reagiremo e ci rialzeremo dopo questi terribili mesi di pandemia, tutto dipenderà dalla musica che verrà pubblicata e come verrà portata in giro per il mondo nei prossimi giorni, settimane, mesi…

La musica non può fare a meno della sua dimensione dal vivo e la musica dal vivo non può fare a meno del pubblico.

Rispetto a Womex, cosa proponete nelle prossime settimane?

Qualche settimana fa, abbiamo inaugurato una rubrica chiamata “Musical Road to Womex” con un’intervista ad Alexander Walter (Direttore/Manager dell’evento). La sezione è stata pensata come introduzione all’edizione 2021 dell’Expo e ai suoi showcase.

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Nei prossimi giorni pubblicheremo infatti sette playlist redatte da musicisti partecipanti all’evento corredate da brevi Q&A in cui verranno presentati i “magnifici sette”. Non svelo alcun nome, però abbiamo cercato d’essere il più universali possibili, sia in termini di stili che di provenienza.

Possono realtà italiane della world/folk music (artisti, etichette, agenzie, festival) contattarvi?

More than welcome! Potete contattarci a info@rhythmpassport.com e trovarci sui social (facebook, twitter, instagram, youtube) e piattaforme audio come mixcloud e soundcloud.

www.rhythmpassport.com


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WOMEX 2021: DAL VIVO IN PORTOGALLO A FINE OTTOBRE

Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file è telechargement-1.pngWOMEX – L’Expo mondiale della World Music ritorna dal vivo a fine ottobre. Si svolgerà a Porto, una città dove tutti i generi musicali sono di casa. 


WOMEX – L’Expo mondiale della filiera della World Music si svolge ogni anno a fine ottobre in una città europea. Nel 2020, la manifestazione si è salvata dalla pandemia organizzando un edizione digitale. Quest’anno, WOMEX ritorna dal vivo a Porto, dal 27 al 31 ottobre, con un ricco programma: cinque giorni di fiera, conferenze, film, networking e concerti showcase. 

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Serata inaugurale

Nella serata del 27 si celebrerà l’inizio di cinque frenetici giorni pieni di musica, networking e scambi culturali e stabilisce lo standard per il resto dell’expo.

Porto ReFolk Express proporrà una vetrina della musica folk made in Portugal e della sua intersezione con diversi linguaggi artistici; reinventando e unendo le sonorità, le voci, gli stili, l’immaginazione e gli strumenti della cultura popolare portoghese.

>> Vai alla pagina 

Concerti (showcase) 

Le vetrine WOMEX che sono presentate ogni serata mettono sotto i riflettori proposte musicali e artistiche elettrizzanti da tutto il mondo. Che si tratti di nuovi talenti pionieristici o di maestri affermati, le vetrine mettono in risalto tutto, dalla riscoperta delle tradizioni musicali alle ultime novità artistiche.

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>> Scopri gli artisti

Conferenze & Sessioni di networking

Con un ricco programma di conferenze, il WOMEX ha sempre cercato di supportare i creativi, connettere la comunità dei professionisti della musica e fornire una piattaforma per condividere conoscenze, entusiasmo, esperienza e solidarietà; fare rete e imparare gli uni dagli altri. Colleghi esperti e ospiti speciali stanno condividendo le loro visioni, mappando le loro idee e gettando le basi per far progredire l’intera filiera

Conferenze | Sessioni di networking | Presentazioni associate 

Film & Documentari

Il WOMEX Film presenta una selezione curata di documentari che ritraggono musica, movimenti e storie di tutto il mondo.

Il programma è un’opportunità per registi, artisti, produttori e distributori di raggiungere nuovi mercati e di esplorare ulteriori canali di distribuzione e produzione.

Programma 2020

Premiazione

womex1La cerimonia di Premiazione – WOMEX Awards 2021 celebra i recipienti del premio per la musica e di quello per l’eccellenza professionale.

Artista 2021 | Progetto 2021

Fiera espositiva

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La fiera espositiva che si svolge durante il giorno accoglie operatori di tutto il mondo.  Anche l’Italia ha il proprio stand, dove saranno presenti anche i delegati della Italian World Beat

Lista dei delegati

WOMEX

Sito ufficiale | Facebook | Instagram | YouTube | VirtualWomex


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ÉTÉTRAD: NE PARLIAMO CON VENSO BONIFACE

 

etetrad2021Non c’è tradizione senza trasformazione, né futuro senza conoscenza, questo il motto di EtéTrad, entusiasmante e nutrita rassegna di musiche tradizionali del mondo in Valle d’Aosta, magari a partire da uno sguardo privilegiato sulle antiche e trobadoriche sonorità della parabolica dorsale franco-provenzale. In questa intervista ne parliamo con il direttore e polistrumentista Vincent Boniface (polifiatista, organettista) coraggioso erede di una valorosa stirpe di trovatori e ricercatori valdostani di Aymavilles.

Cosa ci puoi dire della genesi del festival, la background story, i protagonisti, le motivazioni?

Il festival nasce nel 1998 su iniziativa della famiglia Boniface ( Trouveur Valdotèn) che poi passerà il testimone all’Associazione Culturale Etétrad nel 2016 con il sottoscritto alla direzione artistica, Paolo Dall’Ara (Tre Martelli, Stygiens, Abnoba, Le Grand Orchestre des Alpes, Tradalp) alla presidenza, e Hélène Impérial nella veste di segretaria di produzione, oltre che in quelle di altri collaboratori affiatati.

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All’origine, l’idea era quella di creare un evento internazionale in Valle d’Aosta che poteva racchiudere al suo interno il meglio della produzione artistica internazionale con il concetto non di essere una vetrina della Valle d’Aosta ma piuttosto un luogo d’incontro tra la cultura alpina e il resto del mondo. Tanto è vero che il motto del festival è “Musica tradizionale del mondo in Valle d’Aosta”. Un altro obiettivo era anche quello di fare scoprire al pubblico la Valle D’Aosta e le sue bellezze.

Con il tempo, il festival è diventato una manifestazione composta da numerosi eventi divisi in concerti, balfolk, incontri con gli artisti, stage di danza, di musica d’insieme e di strumento, presentazioni di libri, mostre, ecc. 

Ricordiamo poi che il festival ha la particolarità di essere un festival ibrido nel senso che dopo i concerti e la parte dedicata all’ascolto (dalle ore 21:00) seguono le danze (dalle ore 00:00).

Quando si è svolta la prima edizione? Quali sono gli artisti nazionali e internazionali (alcuni nomi) che hanno partecipato? 

La prima edizione si è svolta nel 1998. Per quanto riguarda i nomi, sono tantissimi. Per l’edizione 2021 che si è svolta tra la città di Aosta e il comune di St.Nicolas possiamo ad esempio menzionare, a livello internazionale, Susana  Seivane e, a livello nazionale, i Tre Martelli, la più longeva folk band italiana, o ancora L’Orage o Riccardo Tesi con i suo progetto A Sud di Bella Ciao.

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Altrimenti in passato, ci sono stati artisti da molto lontano come i Monaci di Drepung (Tibet), Natalie MacMaster (Canada), gli Tsuumi Sound System (Finlandia) e vari progetti dall’Africa (Senegal, Mali, Burkina Faso)

Quante persone si muovono intorno alla rassegna e che tipo di audience?

Il festival si svolge su cinque giorni. Sei mila persona hanno partecipato all’edizione 2016 che era a ingresso gratuito. Dopodiché con l’ingresso a pagamento, il numero è diminuito ovviamente, ma parliamo sempre di una media di due mila persona.

Chiaramente con la pandemia, le cose sono cambiate, ma rimaniamo fiduciosi per la ripartenza. L’edizione 2020 è stata cancellata e quest’anno abbiamo ripreso le attività organizzando un’edizione transitoria ma sempre di alta qualità.

Quali sono i vostri partner principali, sia a livello organizzativo che economico? 

Tutta la parte organizzativa è a cura dell’associazione culturale Etétrad, del suo staff (io, Paolo, Hélène, Liliana, Rémy, Sandro, ecc.) e da un bel gruppo di circa quaranta volontari. Quest’anno ci ha anche dato una mano Francesco Battisti, organizzatore di Aosta Classica.

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Per la parte economica, i nostri partner sono gli assessorati, la presidenza del consiglio regionale, i comuni e vari sponsor privati, tra cui il principale è la Distillerie Saint-Roch.

Quali sono le sfide che stai incontrando nel programmare la rassegna?

La sfida più grande è sicuramente quella di una programmazione audace che da spazio a musiche che non sono mainstream e non hanno una radiofonia importante, ma che contribuiscono a fortificare un’identità plurale fatta di una moltitudine di linguaggi ed espressioni. Dov’è non c’è un processo creativo costante all’interno delle comunità, non c’è tradizione. Promuovere l’incontro, il dialogo tra persone e culture partecipa a questo processo d’innovazione che significa anche per noi apertura al mondo oltre le nostre montagne.

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In questo senso, cerchiamo sempre di proporre artisti molto “roots”, legati alla tradizione, pensiamo al duo Valla-Scurati di quest’anno che propone una linearità riguardo alle ricerche compiute da loro o alle testimonianze che hanno raccolto, fino a grandi progetti di sperimentazione, sull’elettronica come ad esempio con il Grand Bal Dub alcuni anni fa o anche il pop-rock di Susana Seivane o anche la fantastica esibizione dei Balkan Beat Box che fanno parte dei progetti più noti; L’Orage stesso che commistiona la tradizione musicale con la canzone d’autore. Sono realtà e espressioni diverse che convergono e contribuiscono all’identità della manifestazione.

Quale è stato l’impatto del covid-19 sulle vostre attività? Come avete risposto?  

Abbiamo dovuto sospendere l’edizione 2020 nostro malgrado. Nel 2021 abbiamo incontrato numerose difficoltà ma, alla fine, l’abbiamo fatta. La prima è stata quella di trovare la sede opportuna. Avevamo concluso un quinquennio con l’accogliente comune di Charvensod dove eravamo riusciti a creare un vero villaggio festival con l’annesso campeggio, la ristorazione, le degustazioni, il servizio bar, ecc.

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Quest’anno volevamo instaurare una collaborazione con il comune di Aymavilles dove il gruppo fondatore ha le proprie radici, ai piedi della Valle di Cogne, in un’area molto viva dal punto di vista della musica per via della tradizione della fisarmonica e dei tamburi, e dei canti dei coscritti, canti di lavoro. Non è stato possibile e dunque abbiamo optato per la città di Aosta risparmiando sui costi grazie a una collaborazione con alte manifestazioni estive.

In generale, cerchiamo sempre di organizzare Etétrad in luoghi dove si respira la ruralità. Quest’anno è stato molto diverso a causa della situazione sanitaria generale. Qui siamo riusciti a rispettare tutte le condizioni di sicurezza allestendo un parterre di due cento posti a sedere. Abbiamo fatto un po’ fatica all’inizio, ma alla terza serata siamo riusciti ad avere il pieno.  

Quando si svolge la rassegna e come procedete per la programmazione?  Come gli artisti che hanno delle proposte vi possono contattare? Quando?

La rassegna si svolge fine agosto. Curo io personalmente la programmazione. I contatti con le band avvengono all’inizio dell’anno. Ho tendenza a programmare artisti di cui conosco l’impatto “Live” e dunque che ho visto dal vivo, o mi affido a progetti di cui la qualità è conclamata.

Chi mi vuole contattare può scrivere all’indirizzo email che troverà sul sito del festival. Preferisco stabilire un contatto diretto. Sono a disposizione tutto l’anno.

Sito ufficiale  | Pagina Facebook 

 


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(Posti limitati – Offerta valida fino a metà settembre)

 

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MEDIMEX TORNA IN FORMA IBRIDA A SETTEMBRE

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Il MEDIMEX è uno degli showcase festival e incontri professionali per la musica che si svolge in Italia. Quest’anno ci aspetta un’edizione ibrida dal 15 al 19 agosto. L’evento non é specifico alla musica folk/world, anche se saranno presenti vari rappresentati della filiera, in particolare il 17. Come nel caso di molti showcase festival, oltre a darti l’opportunità d’incontrare operatori del settore, questo tipo di evento ti da anche la possibilità di aggiornarti sull’evoluzione del mercato e sulle novità. Qui, alcuni suggerimenti. 

Musicarium Base 2020

L’anno scorso Musicarium Base aveva, tra l’altro, organizzato una 4 ore di formazione online con Massimo Bonelli di ICompany sul tema Il musicista nell’era digitale: Mentalità, strumenti e strategie per costruire un percorso professionale nella musica attuale”. Non possiamo non consigliarti di rivedere il replay su Youtube. E’ pieno di spunti molto interessanti per costruire una strategia d’approccio al mercato della musica attuale.

Musicarium Base 2021

Quest’anno, le pillole formative sono organizzate intorno a più argomenti: discografia, fotografia, produzione, promozione, e contratti della musica.

>> Vedi il programma e metti in agenda

Musicarium Advanced 2021

Musicarium Advanced invece tratterà simili argomenti ma da un punto di vista più avanzato: ingegneria del sono, fotografia, comunicazione e promozione.

>> Vedi il programma e metti in agenda

Altri momenti formativi

MEDIMEX è ricco di momenti formativi e d’incontri con chi di mestiere lavora con e nella musica. Oltre a Musicarium, ci sono gli incontri d’autore, i talk, i workshop e le keynote. C’è anche il Sinc Lab.

Tra i temi che saranno trattati e che ritengono la nostra attenzione particolare:

  • Incontri d’autore: con Ligabue
  • Talk: Live e Streaming con i Negramari
  • Workshop: Come monetizzare la tua musica online con Annamaria Dirella e Alice Bertolio 
  • Sync Lab: prodotto da Node, offre l’opportunità di approfondire il mondo delle sincronizzazioni di musica all’interno di altri media (pubblicità, tv, cinema, videogames), un ramo sempre più importante nella carriera dei musicisti di oggi. (Riservato ai PRO, iscrizione prima dell’8 settembre)

Come partecipare

Per partecipare agli eventi in presenza è sempre necessario prenotarsi tramite la piattaforma(sarà attiva fine agosto). Così come è necessario prenotarsi agli eventi online, dopo esserti registrato secondo lo schema dei tre profili. In più è possibile seguire online alcuni eventi sulla pagina Facebook ufficiale del Medimex, oltre che sulla piattaforma. Come ad esempio gli Incontri d’Autore, gli showcase e alcuni Talk.

Sono tre i profili di registrazione: OPEN, PRO e EDU. Per gli eventi, OPEN ti verrà chiesto solo di inserire e-mail e password. Se scegli il profilo EDU o PRO, o entrambi, dovrai inserire altre informazioni (ragione sociale, partita IVA o codice fiscale). Puoi aggiornare, in qualunque momento, il tuo profilo (quindi, ad esempio, passare da OPEN a PRO) e arricchirlo con informazioni utili alle funzionalità di networking. Gli eventi, sulla piattaforma, sono visibili secondo il profilo scelto.

Sito ufficiale Medimex | Pagina Facebook Medimex 


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ANCHE L’ARTISTA HA BISOGNO DI UN MODELLO DI BUSINESS

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Ogni giorno incontro artisti con delle proposte musicali interessanti. Il problema inizia quando devono confrontarsi con il mercato. Non tutti hanno un’etichetta alle spalle o un addetto al marketing e alle vendite. Creare un Modello di Business che fa per te, una tabella di marcia per aiutarti ad organizzare le attività a supporto del tuo progetto musicale potrebbe esserti molto utile. 

Non si vive di musica

Potrebbe sembrare provocatorio, ma se ci pensi bene, nessuno vive di musica – solo di attività intorno alla musica. Infatti quello che si compra e si vende non è musica ma musica formattata o mediatizzata: un file mp3, un cd, un vinile, uno spettacolo, ecc. In altre parole, se la musica è l’ingrediente principale delle attività che producono valore economico, da sola non crea introiti. Per vivere della tua arte devi dunque sviluppare un’attività intorno alla tua musica. E par fare questo, se non vuoi perderti per strada, ti serve un modello di business per organizzarla in modo da generare guadagni

Cos’è il Business Model (o Modello di Business)?

Il Business Model è una tabella di marcia che descrive come generare flussi di cassa, con quali prodotti o servizi, in quale mercato di riferimento, con quali risorse, partner e canali distributivi. E’ uno strumento utile per molte cose, per collegare diversi gruppi di attività tra di loro, come produzione, diffusione, distribuzione, marketing e vendita ad esempio, per darti una visione d’insieme, per aiutarti a prendere decisioni, ecc. Sapere come e perché agire è importante quanto agire. L’ideazione, la progettazione, la programmazione, l’organizzazione, ecc. sono gruppi di attività importanti per ottenere risultati duratori.

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Esiste un Business Model universale?

Purtroppo non esiste un Business Model universale. Ogni “imprenditore” deve creare il suo Business Model in base alla propria attività, alla sua visione, missione, ai suoi valori e agli obiettivi e al pubblico che intende raggiungere. Alcune volte è anche consigliato di creare un Business Model per ogni sotto-attività della propria attività. Ad esempio,  il Business Model per attingere a fondi pubblici attraverso i bandi è diverso da quello per vendere la tua musica online o per vendere uno spettacolo. Il target, gli attori, i contenuti da creare, i passaggi da seguire sono diversi.

Come faccio a creare il mio Business Model?

Esistono vari strumenti di Personal Business Design (Sviluppo professionale + Design Thinking + Marketing) per aiutarti a creare il tuo Business Model. I più popolari sono quelli sviluppati da Alex Osterwalder e Yves Pigneur (Business Model Canvas) e da Luigi Centenario (Personal Business Model Canvas). Sono strumenti che aiutano a sviluppare il mindset giusto per ragionare sulla propria strategia professionale creando un documento (il canvas) che racconta in tempo reale, e ti permette anche di visualizzare, la situazione che stai attraversando: come produci valore, come lo porti ai tuoi clienti e come guadagni sia in termini di soddisfazione personale che di ricavi economici.  I Business Model Canvas, e gli altri tools ad essi associati, sono potenti strumenti di analisi strategica.

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Come usare il Business Model Canvas?

Esistono corsi, dal vivo e online, vari libri e pubblicazioni. A World Music Lab – Italia stiamo studiando la possibilità di creare momenti formativi di introduzione alla creazione di Business Model per artisti della filiera world/folk. Se t’interessa, scrivici e ti terremo aggiornato/a.

 


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(valido fino a fine agosto)

 

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