COME I SOCIAL MEDIA HANNO CAMBIATO L’INDUSTRIA MUSICALE E LA MUSICA

Si è appena conclusa la Milano Music Week alla quale ha partecipato Vincenzo Cosenza in ambito di una tavola rotonda organizzata da FIMI. Con alcuni esponenti delle maggiori etichette discografiche ha condiviso il suo punto di vista su come i social media stanno cambiando l’industria musicale. E’ pieno di spunti interessanti. 


social media marketingL’adozione di massa dei social media ha indubbiamente stravolto l’industria musicale, il modo di lavorare delle etichette e il modo di comunicare degli artisti. Sicuramente ha rivitalizzato un’industria che, più di ogni altra, aveva subito le nuove regole della rete. Più difficile capire se le opportunità offerte all’industria si siano estese a tutti i generi musicali.

Innanzitutto quello che è cambiato in questi anni è il modo di scoprire e di fruire la musica. L’ultimo rapporto IFPI, l’organizzazione che rappresenta l’industria discografica mondiale, fotografa bene la situazione italiana dei primi mesi del 2021.
Il consumo di musica nel nostro paese è pari ad una media di 19,1 ore settimanali, in forte crescita rispetto alle 16,3 ore del 2019, probabilmente anche a causa della pandemia che ci ha costretti a rimanere in casa.

Il fatto rilevante è che la gran parte delle ore di ascolto passa dai social media. Stando ai dati, il 24% delle persone ascolta musica attraverso i servizi di video streaming (leggasi YouTube), l’11% lo fa grazie ai video brevi (quindi TikTok in primis), il 2% usa altri social media. Un’altra rilevante porzione dell’ascolto passa dai servizi di audio streaming (17% premium e 12% free) e dalla radio (17%) che mantiene una sua comodità di ascolto durante gli spostamenti.

Social media: le sfide per artisti e case discografiche

Dunque i social media hanno cambiato le abitudini di fruizione e di conseguenza hanno trasformato anche l’industria discografica e il comportamento dei suoi attori principali.

Gli artisti, grazie ai social media, hanno guadagnato la possibilità di accorciare la distanza dai fan e di coltivare un rapporto continuativo e non solo in prossimità della pubblicazione di un album o della partenza di un tour. Oggi è facile vedere i musicisti parlare della propria quotidianità in una storia su Instagram o improvvisare un pezzo per il piacere di intrattenere i fan.

Gli esordienti partono dal web per costruire un proprio capitale sociale da “portare in dote” all’etichetta che li contrattualizzerà. I più noti, invece, usano i social per rafforzare il personaggio costruito insieme all’etichetta o per esprimersi senza filtri, magari parlando di politica (spesso rendendo la vita difficile alla propria casa discografica). Insomma si può dire che molti artisti hanno assunto atteggiamenti da influencer, anche se si pensa al rapporto simbiotico che sviluppano con i brand.
Altri invece subiscono la pressione dei commenti degli abitanti della rete, che spesso non sono fan, ma “stan” ossia community molto attive che producono meme e tormentoni, ossessionate dall’idea, immutabile, che hanno del proprio idolo.

Le case discografiche hanno dovuto imparare a gestire una comunicazione diversa dal passato per ritmo, stile e formato. Le social platform hanno imposto regole alle quali conformarsi, partendo dalla necessità di un piano editoriale serrato da riempire di contenuti continuamente e non soltanto in occasione delle release più importanti. Tali contenuti, inoltre, devono adeguarsi ai formati che ogni singola piattaforma predilige in un certo periodo di tempo. Ad esempio, negli ultimi due anni TikTok ha sconvolto il lavoro di tutti i social media manager obbligandoli alla produzione di video brevi, arricchiti da musica ed effetti speciali.

A causa dei social media è anche cambiato il modo di lavorare del reparto A&R (Artist & Repertoire) che si occupa di scoprire nuovi talenti. Non serve più frequentare i locali dove si suona musica dal vivo per scovare le stelle nascenti della musica, meglio dotarsi dei migliori strumenti di ascolto della rete per identificare, prima dei competitor l’entusiasmo dei primi fan o sorbirsi ore di ascolto di oscure tracce su Soundcloud. Ad un certo punto, però, l’A&R manager si troverà di fronte al grande dilemma: provare a coltivare il talento ancora sconosciuto o puntare su quello che ha già un buon numero di follower o di ascolti in streaming?

Indubbiamente le metriche imposte dai social media sono un altro elemento di novità che ha sconvolto l’industria. Ormai è diventato essenziale tenere sotto controllo i numeri sia di interazioni e reach dei contenuti, sia di ascolti in streaming (alcuni lo fanno anche con l’aiuto di data analyst) per valutare le attività di marketing. Si tratta di un aspetto positivo purché le metriche social non vengano subite, ma scelte in ragione della loro capacità di indicare la strada verso obiettivi di valore e non di mera vanità.

Social media: l’impatto sui generi di nicchia e il futuro

Ma l’impatto dei social è stato positivo per tutta la musica, anche per i generi di nicchia?
Sicuramente i social media offrono opportunità a tutti i tipi di artisti ed etichette. Oggi anche il musicista jazz può avere il suo palcoscenico infinito in rete e coltivare il rapporto col suo pubblico, a patto di investire una parte del suo tempo in questa attività non prettamente artistica (la verità è che pochi ne hanno voglia).

Al tempo stesso, però, è vero che le piattaforme più frequentate, puntando all’intrattenimento massivo, a massimizzare la permanenza e l’engagement tendono a privilegiare i tormentoni di facile ascolto. Su TikTok il frammento di un brano sfruttato con perizia all’interno di un video divertente può far prendere il volo a pezzi che valutati per la loro qualità artistica farebbero sanguinare i padiglioni auricolari. Il rischio che le etichette cedano al fascino dell’engagement facile, propinandoci brani buoni solo per TikTok è alto.

In futuro della musica continuerà a passare dalla rete e dai social media. Ne seguirà, inevitabilmente, l’evoluzione. L’audio e i soundbites saranno sempre più incorporati nei formati creativi. Ma soprattutto, se i prossime luoghi di incontro delle persone saranno ambienti tridimensionali o metaversi, l’industria discografica si attrezzerà per essere presente anche lì. Le prime sperimentazioni le abbiamo viste su Fortnite con i concerti “aumentati” di Marshmello, Trevis Scott e Ariana Grande. Presumibilmente a cambiare non saranno solo le performance, ma anche il modo di incontrare i fan negli ambienti digitali.

Ancora prima potrebbe trasformarsi anche il rapporto con essi per diventare diretto, ossia non più intermediato dalle etichette, grazie alle opportunità offerte dal web3 e dalla tecnologia blockchain. Tra i tanti esempi, spicca quello del produttore e compositore di dance music Justin Blau, aka 3LAU, che ha venduto il suo album autoprodotto in versione NFT per 11,7 milioni di dollari e che ora ha fondato Royal che permette agli artisti di vendere i brani NFT e, con essi, una parte dei diritti (quindi gli acquirenti non avranno solo un oggetto da collezione, ma anche una parte delle royalty).

In generale i token possono essere usati come biglietto di accesso a contenuti esclusivi o come “azioni” di un futuro progetto artistico, la cui proprietà viene condivisa con i sostenitori.

Di alcuni di questi temi ho avuto occasione di parlare durante la Milano Music Week 2021 con Francesco Calì (Social Media Manager, Warner Music Italy), Marco Fugazza (Head Of Marketing Local & Int’l rep, Polydor – Universal Music Italia), Eleonora Rubini (Head Of Marketing, Columbia Records – Sony Music Italy) e Laura Martinez (Digital Marketing Manager Spain, Italy & Portugal, BMG).

 

Articolo originale (27 novembre 2021) - Licenza Creative Commons by-nc-nd 2.0.

La palestra per il tuo progetto musicale all’estero.

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NUFOLK: GLOBAL CONNECTIONS

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Questa settimana a Budapest si svolge dal vivo e online la conferenza annuale della  European Folk Network. Sarà un momento importante per il futuro di questa piattaforma pan-europea nata due anni fa per preservare, valorizzare e promuovere le arti tradizionali (anche nelle loro forme più contemporanee) della musica, della danza e dello storytelling. A quest’occasione è anche il nostro piacere introdurvi a un importante progetto europeo, quello della Nufolk Global Connections.  


IL PROGETTO

E’ diventata realtà quella che sembrava un’idea un po’ folle e bizzarra di creare un’ orchestra folk che avesse carattere europeo e multiculturale. Il progetto, ideato dall’associazione culturale Darshan di Catania, coinvolge altre realtà europee impegnate da anni nella promozione e valorizzazione delle musiche tradizionali attuali come Mediaevent Szolgaltato Kft (Ungheria), VZW Festival Dranouter (Belgio), MiraMundo (Spagna), Culture Management Centre “Lauska” (Lettonia), e Nordboerne, Kelterne & Okologerne (Danimarca). 

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Attraverso vari incontri sono riuscite, malgrado la pandemia, a costituire un’ orchestra di 12 elementi che, reduci dall’ultima residenza artistica etnea durante la quale hanno perfezionato il repertorio, rielaborando le tradizioni musicali dei paesi partner attraverso arrangiamenti moderni e attuali, hanno avuto l’opportunità di presentare la sua proposta artistica e culturale nei seguenti festival:

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L’ORCHESTRA

L’orchestra è composta da:

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Lettonia

Spagna

Belgio

Ungheria

Danimarca

Italia

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La belga Guus Herremans osserva: “All’inizio è stato un po’complicato comprenderci anche perché non tutti parlavano fluentemente l’inglese. Ma appena abbiamo cominciato a suonare ci siamo intesi perfettamente”

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PIANO STRATEGICO

NFGrazie al progetto, co-finanziato da Europa Creativa, sono state identificate varie aree sulle quali fare leva per sviluppare nuove udienze per le musiche tradizionali attuali e realizzato un piano strategico al quale ogni realtà coinvolta nel progetto ha portato il proprio contributo sulla base della propria esperienza. La presentazione dei  risultati della ricerca bilingue (italiano e inglese) commissionata all’Università di Catania e coordinata dall’esperto di audience development Francesco Mannino, il cui obiettivo è dare risposte ad alcuni quesiti legati all’importanza e all’impatto della musica tradizionale in Europa, è scaricabile da questo link

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INFORMAZIONI

Sito Ufficiale | FacebookStampa 

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DUE APPUNTAMENTI IMPORTANTI IN EUROPA E ITALIA PER LA FOLK/WORLD MUSIC


WhatsApp Image 2021-09-17 at 08.30.39Si è appena concluso WOMEX 2021 – La World Music Expo a Porto: tanta musica, belli incontri, e interessanti workshop. A metà novembre sta per svolgersi a Budapest la Conferenza Annuale della neo-nascente European Folk Network e i primi di dicembre a Pistoia Musiconnect-Italy, l’evento showcase tanto atteso per la promozione della world/folk music italiana. Ne parliamo in questo articolo. 


EUROPEAN FOLK NETWORK – CONFERENZA ANNUALE – 17-18 NOVEMBRE, BUDAPEST

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La European Folk Network è l’unica rete pan-europea per la valorizzazione e la promozione delle arti tradizionali legati alla musica, la danza e lo storytelling, e dunque anche alle comunità locali, territoriali e culturali, e al loro patrimonio musicale legato alla propria storia, alle tradizioni, nelle loro varie forme (anche quelle attuali) e origini.  

Il primo appuntamento ufficiale della rete si è svolto a Bruxelles nel 2019 per discutere delle opportunità e necessità di creare una piattaforma europea che potesse facilitare i contatti, scambi, progetti di cooperazione, ecc. tra i vari attori impegnati sul continente nella salvaguardia, protezione, valorizzazione e promozione delle arti tradizionali e in particolare della musica e della danza.

Il 2020 ha visto la nascita del sito web e della pagina Facebook, e la realizzazione di una prima indagine per mappare il settore. Nel 2021 si sono poi svolti vari incontri online (Spring Forward) per meglio inquadrare la vision e mission della rete, discutere del Manifesto e definire le linee guida di un piano strategico triennale. Durante l’estate é stata presentata alla UE – Programma Europa Creativa una proposta per il rafforzamento della rete.

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L’incontro di Budapest sarà l’occasione di ritrovarci dal vivo per fare il punto e definire i prossimi passi. Il programma è scaricabile qui. Puoi ancora registrarti (gratuitamente) all’incontro, visitando questo link. Ci sarà anche la possibilità per chi non può venire a Budapest di seguire online alcune sessioni. 

www.europeanfolknetwork.com

 

MUSICONNECT ITALY – 2-5 DICEMBRE, PISTOIA

La world/folk music italiana ha sempre riscontrato un’ottima accoglienza all’estero. Il problema maggiore fino ad ora è stato la mancanza di una visione unitaria degli attori della filiera che hanno sempre preferito puntare su iniziative individuali piuttosto che su azioni coordinate. Con la creazione di Italian World Beat qualche anno fa si è cercato di proporre una risposta, almeno nella partecipazione a incontri professionali importanti a livello internazionale e regionale (WOMEX, Visa for Music, BabelMed, ecc.).

Oggi, con l’incontro di Pistoia, si gioca in casa e si invita attori internazionali a farsi un’idea dal vivo.

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L’obiettivo è duplice:

  • lo sviluppo e l’intensificazione dei rapporti tra gli operatori culturali nazionali attraverso molteplici attività di networking rivolte alla formazione ed alla condivisione delle esperienze professionali.
  • la promozione e la creazione di opportunità di connessione con gli operatori culturali internazionali consolidando collaborazioni e scambi culturali preesistenti e stimolandone di nuovi.

La formula dello showcase (20 progetti artistici) è ormai internazionalmente riconosciuta come la più efficace ai fini della diffusione e della promozione di un artista e dell’agenzia che lo propone ai festival internazionali. La possibilità di esibirsi davanti a operatori di primo piano nell’ambito del circuito world music mondiale rende Musiconnect Italy un’occasione unica e preziosa per gli artisti italiani.

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L’evento è organizzato da Italian World Beat e dall’Associazione Culturale Brodo con il Patrocinio del Comune di Pistoia, di Nuovo Imaie ed è beneficiario del fondo Scena Unita e prodotto in partnership con La Fortezza 59, dove si terranno gran parte degli appuntamenti previsti.

www.musiconnect-italy.com 

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L’ISOLA CHE C’E’

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Un’indagine recente che ha coinvolto più di mille artisti della musica in varie parti del mondo conferma che il problema maggiore per il 71,6% degli intervistati è quello del marketing, ovvero di farsi conoscere e riconoscere. Non è un problema che riguarda solo gli artisti. Infatti,  un’altra indagine tra un campione di micro, piccole e medie imprese indica che la voce “marketing” sembra spesso finire in fondo alla liste delle priorità. Da qui l’idea di World Music Lab-Italy di proporre un percorso di alfabetizzazione per artisti che vogliono sviluppare una strategia d’impresa (e non solo di marketing) che possa aiutarli a fare la differenza. 

L’Isola che c’è: Perché?

Tra molti operatori dell’industria musicale esiste il seguente sentimento: poiché spesso sono confusi, non hanno un piano, un metodo, un modello di business, molti artisti della musica fanno fatica a portare avanti la loro attività con successo. E assistiamo a un grande spreco di talenti

Chi scrive non è musicista, ma sa per esperienza che portare avanti un progetto musicale non è una passeggiata. Assomiglia molto di più a una maratona. E non si parte per una maratona impreparato/a – ancora meno oggi che ieri.

Per venticinque anni ho scritto e gestito progetti internazionali di cooperazione sociale, prima di dedicarmi all’accompagnamento di artisti della cosiddetta World Music, in particolare aiutandoli nella promozione e il marketing all’internazionale delle loro proposte di spettacoli dal vivo. 

Per essere efficace, un progetto di marketing e comunicazione si appoggia su un modello di business che evidenzia come l’artista intende, per un specifico prodotto o servizio (una nuova uscita, un concerto, un tour, ecc.), rispondere ad alcune domande chiave: perché, cosa, a chi, come, con quali risorse e con quali risultati attesi.

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Utilizzando uno strumento come il Business Model Canvas non ci vuole tanto per definire delle ipotesi che verranno poi testate e migliorate. 

Nel suo libro “La musica attuale: Come costruire la tua carriera musicale nell’era digitale” (2020), che è adatto in particolare per chi sta muovendo i primi passi nel mondo della musica, ma non solo, Massimo Bonelli definisce così la missione dell’artista:

“Un artista è un brand in cerca di pubblico. Ha bisogno di una strategia per conquistare l’attenzione e superare il primo e più complicato step della sua esistenza: passare dall’anonimato a un primo significativo seguito.”

Il concetto è molto semplice e si basa su un’analisi più che realistica del mercato musicale attuale. Oggi come oggi, nessuno vive della musica, ma solo di attività che girano intorno alla musica – dalla vendita di un brano o di un album, a quella di uno spettacolo, da redditi per i diritti d’autore a quelli per l’uso della musica nei film, ecc. 

Più di un pubblico, l’artista ha bisogno di trovare degli investitori (i “superfan”, che siano cittadini semplici, operatori economici, organizzazioni di settore, ecc.). Tra i potenziali sostenitori del tuo progetto musicale ci sono quelli che fanno questo di mestiere come lo Stato o le fondazioni private. C’è poi chi lo fa perché ne può ricavare un profitto o vantaggio competitivo come una casa discografica o una società musicale. Infine c’è la tua community, un gruppo di persone interessate a quello che sei, fai, comunichi e  rappresenti. 

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Se le banche prestano solo soldi a chi li ha già, le etichette, agenzie, società musicali, ecc. si muovono solo se porti una “prova di concetto o fattibilità”. Parliamo delle tue prime uscite e rappresentazioni dal vivo, dei tuoi contenuti, della tua rassegna stampa, della tua presenza online, ma anche della tua community o numero di follower, fan, clienti, ascoltatori, ecc. 

Sono questi elementi, raccolti in un pitch, che possono  dimostrare la validità e il potenziale del tuo progetto a queste realtà che aspettano di essere convinte per mettere a disposizione le loro competenze, risorse e reti di relazioni. Chiaramente, il pitch è solo una componente. La componente più determinante sei tu, con le tue idee, valori, il tuo stile di vita, e i tuoi prodotti musicali di qualità. Le realtà di cui parliamo investono su di te, non solo sul tuo progetto. Devi essere autentico, affidabile, motivato, determinato, e dimostrare che il tuo progetto musicale è un progetto di vita

In breve, il passaggio da zero a uno è responsabilità tua. E inizia quasi sempre  con la tua “community”. Infatti, all’inizio, saranno i membri della tua community che potranno aiutarti a passare al livello superiore. Solo quando avrai raggiunto la prima isola, potrai raggiungere le altre isole, e infine il Nuovo Continente. Ma quest’ultimo sarà solo la ciliegina sulla torta.

L’Isola Che C’è: Cos’é?

ICC è un percorso aperto, educativo e formativo che inizia con un racconto. Lo scopo è quello di aiutarti ad acquisire maggiore consapevolezza sul tuo progetto musicale mettendo a fuoco alcuni concetti che sono ormai parte integrante del vocabolario di chi si occupa di sviluppo d’impresa, di startup, di marketing, ecc. , ma anche di una nuova generazione di imprenditori della musica che scelgono di creare forme organizzative snelle e agili per penetrare nicchie di mercato spesso molto specializzate. 

Questi concetti, tradotti e contestualizzati, potranno poi  diventare elementi strategici da inserire nella tua tabella di marcia per navigare con maggiore sicurezza e serenità nelle acque tumultuose del mercato musicale attuale.  

Il percorso dura da 6 a 12 settimane e si articola intorno a una serie di lezioni (ti mandiamo i pdf via email), compiti pratici e qualche chiamata in video chat. Funziona da acceleratore e esplora vari argomenti: la tua proposta di valore, la tua nicchia, il tuo modello di business, il tuo brand personale, la tua strategia di marketing, ecc.

L’Isola Che C’è: Quando

Da gennaio 2022 (in base al numero di richieste).

Interessato?

Mandaci una mail o seguici sulla nostra pagina facebook e sul nostro sito web.

A presto,

Eric


Non mancare l’appuntamento di Musiconnect-Italy

a Pistoia dal 2 al 5 dicembre 2021.

MUSICONNECT ITALY: PRIMO INCONTRO A DICEMBRE


WhatsApp Image 2021-09-17 at 08.30.39Era nell’aria da un po’ di tempo, e siamo felici di confermare che il primo incontro di MUSICONNECT ITALY si terrà a Pistoia dal 2 al 5 dicembre. La storia inizia qualche anno fa con un primo incontro in Canada per discutere dell’opportunità di creare una “rete delle reti” per la promozione della World/Folk music. Musiconnect Italy a Pistoia sarà il primo meeting professionale totalmente dedicato alla promozione  della filiera italiana con un focus particolare sui progetti musicali pronto all’export. Visita il sito per maggiori informazioni. 


PERCHE’

La world/folk music italiana ha sempre riscontrato un’ottima accoglienza all’estero. Il problema maggiore fino ad ora è stato la mancanza di una visione unitaria degli attori della filiera che hanno sempre preferito puntare su iniziative individuali piuttosto che su azioni coordinate. Con la creazione di ITALIAN WORLD BEAT qualche anno fa si è cercato di proporre una risposta, almeno nella partecipazione a incontri professionali importanti a livello internazionale e regionale (WOMEX, Visa for Music, BabelMed, ecc.). Oggi, con l’incontro di Pistoia, si gioca in casa e si invita attori internazionali a farsi un’idea sul campo.

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L’obiettivo è duplice:

  • lo sviluppo e l’intensificazione dei rapporti tra gli operatori culturali nazionali attraverso molteplici attività di networking rivolte alla formazione ed alla condivisione delle esperienze professionali.
  • la promozione e la creazione di opportunità di connessione con gli operatori culturali internazionali consolidando collaborazioni e scambi culturali preesistenti e stimolandone di nuovi.

COSA

La formula dello showcase (20 progetti artistici) è ormai internazionalmente riconosciuta come la più efficace ai fini della diffusione e della promozione di un artista e dell’agenzia che lo propone ai festival internazionali. La possibilità di esibirsi davanti a operatori di primo piano nell’ambito del circuito world music mondiale rende Musiconnect Italy un’occasione unica e preziosa per gli artisti italiani.

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Accanto agli showcase non mancheranno le opportunità di scambio e networking con un ricco programma di conferenze, workshop, speed meeting, ecc. 

CHI

L’evento è organizzato da Italian World Beat e dall’Associazione Culturale Brodo con il Patrocinio del Comune di Pistoia, di Nuovo Imaie ed è beneficiario del fondo Scena Unita e prodotto in partnership con La Fortezza 59, dove si terranno gran parte degli appuntamenti previsti.

  • Italian World Beat dal 2017 svolge attività di networking internazionale a favore degli operatori musicali italiani di area world/musica d’autore attraverso un’intensa attività di pubbliche relazioni e partecipando alle principali fiere internazionali di settore quali WOMEX, Babel Med Marseille, Mercat De Musica Viva de Vic, Budapest Ritmo, Seoul Music Week, è partner ufficiale di Visa for Music (Marocco), di Atlantic Music Expo (Capo Verde) ed è tra i fondatori del progetto globale Musiconnect, nato nel 2018 in Canada.
  • L’Associazione Culturale Brodo è attiva nella città di Napoli come organizzatore di eventi culturali e musicali di elevata qualità in contesti museali (Museo di Pietrarsa – Mann – Museo Nittsch, Palazzo dello Spagnolo).
  • La Fortezza 59, locale inaugurato all’inizio del 2020, ricopre un’area di 1400 mq ed è situato nel centro della città di Pistoia alle spalle della Fortezza Medicea Santabarbara, uno spazio polivalente che promuove ed organizza molteplici attività che spaziano dalla ristorazione all’organizzazione di eventi musicali, mostre e presentazione di libri, nato con l’intento di restituire spazi fruibili ad uno dei parchi più belli e storici della città.

PARTECIPANTI

All’incontro parteciperanno operatori nazionali e internazionali, artisti, rappresentati delle istituzioni, dei media e delle organizzazioni culturali e artistiche. 

A conferma dei risultati del lavoro del network Italian World Beat negli ultimi quattro anni, hanno aderito all’iniziativa e saranno presenti:  

  • Brahim El Mazned 
    ( Visa for Music ) – Marocco
  • Patrick De Groote 
    ( Sfinx Mixed Festival ) – Belgio
  • Michael Christophe 
    ( MusiConnect Canada ) – Canada
  • Javier Jiménez
    ( Festival Boreal ) – Isole Canarie
  • Mercedes Caxaj
    ( Small World Festival ) – Canada
  • Alfredo Caxaj
    ( Sun Festival London Ontario ) – Canada
  • Daniela Nardi
    ( Global Toronto ) – Canada
  • Jeremy Howard
    ( Cultural Center of Letterkenny ) – Irlanda
  • Weyer Balàsz
    ( Budapest Ritmo ) – Ungheria
  • Laura Camacho Salgado
    ( Oslo World ) – Norvegia
  • Francesco Fodarella
    ( Ariano Folk Festival ) – Campania
  • Giovanni Seneca
    ( Adriatico Mediterraneo Festival ) – Marche
  • Saul Beretta
    ( Suoni Mobili ) – Lombardia
  • Maurizio Busia
    ( Festiva Au Desert ) -Toscana
  • Riccardo Zammarchi
    ( Florence Folks Festival ) – Toscana
  • Furat Quaddouri ( Sharjah World Music Festival ) – Emirati Arabi
  • Jarmila Vickova
    ( Bratislava World Music Festival ) – Slovacchia
  • Toni Alvarez
    ( Mercado Musical de Extremadura ) – Spagna
  • Anna Masatova
    ( Conference Director Nouvelle Prague ) – Repubblica Ceca
  • Luc Yatchokeu
    ( Coord. Art Connect Africa ) – Camerun
  • Carles Sala Marzal
    ( Coord. Cultura Viva – Fabrica de Creaciò Fabra i Coats ) – Spagna
  • Imed Alibi
    ( Festival International de Carthage ) – Tunisia
  • Jose Da Silva
    ( Atlantic Music Expo / Kriol Jazz Festival ) – Cabo Verde
  • Alexandra Archetti Stolen
    ( Oslo World ) – Norvegia
  • Gigi Di Luca
    ( Festival Ethnos ) – Campania
  • Mario Gulisano
    ( Alkantara Festival ) – Sicilia
  • Enrico Romero
    ( Audiorium Flog ) -Toscana
  • Giuseppe Marasco
    ( Calabria Sona ) – Calabria
  • Riccardo Zammarchi
    ( Florence Folks Festival ) – Toscana
  • Giovanni Tafuro
    ( Pistoia Blues ) – Toscana

MUSICONNEXT

MUSICONNEXT è un focus speciale dedicato ai giovani artisti che avranno la possibilità di esibirsi dinnanzi ad un pubblico prevalentemente costituito da programmatori nazionali ed internazionali e operatori culturali appartenenti a diverse figure professionali di settore.

La selezione degli artisti è affidata al board di MUSICONNECT ITALY, attraverso un’application call, scaricabile qui.

www.musiconnect-italy.com 

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PROMUOVERE MUSICA ONLINE: MINI GUIDE


Fabrizio Pucci - Music PromoterVisto che molti artisti mi chiedono come promuoversi online, mi ero promesso di pubblicare una serie di articoli sull’argomento. Poi, mi sono sentito con Fabrizio Pucci, che gestisce il sito musicpromoter.it. Si occupa dell’argomento a 360 gradi, ma è anche molto disponibile a rispondere alle domande, dare consigli, ecc. su appuntamenti.  Andate a scavare sul suo sito che è pieno di informazioni interessanti.  E sostenete la sua Newsletter


MINI GUIDE PER PROMUOVERE LA TUA MUSICA ONLINE - Fabrizio Pucci

Qui sotto puoi trovare una serie di mini guide che ti saranno utile per iniziare a promuovere la tua musica grazie ad internet.

Ogni mini guida si basa su una singola esigenza:

  • La prima raccoglie la lista delle riviste e dei siti musicali più influenti in Italia. Ti sarà utile se vuoi proporre la tua musica al giudizio di qualche redazione: puoi chiedere ad esempio delle recensioni del tuo album.
  • La seconda raccoglie le migliori piattaforme di crowdfunding italiane e non. Questa raccolta ti sarà utile se sei indeciso su quale piattaforma puntare se vuoi far finanziare le tue incisioni, il tuo album, il tuo tour.
  • La terza raccoglie tutti i migliori servizi che puoi utilizzare per aprire un sito web per la tua musica. Sono piattaforme piuttosto semplici da usare non richiedono particolari conoscenze tecniche e hanno dei prezzi accessibili.
  • La quarta raccoglie i siti di riferimento per il marketing e l’industria musica. Restare aggiornati e sapere in che direzione va l’industria musicale ti permetterà di avere un vantaggio strategico nel promuovere la tua musica.
 

 

  • 40 + Riviste e siti musicali
  • Breve descrizione della rivista o sito musicale
  • Numero di Fan Facebook e Follower su Twitter per sapere quanto sono influenti sul web

Promuovere Musica Online Guide: CrowdfundingCrowdfunding per Musicisti, Band, Cantanti

  • I 3+ Migliori Siti di Crowdfunding Italiani per Musicisti
  • I 15+ Migliori Siti di Crowdfunding Internazionali per Musicisti
  • Una checklist per scegliere la piattaforma migliore di Music Crowdfunding
  • 6 libri per approfondire il Crowdfunding
  • I 9+ migliori servizi per creare un sito web per la tua musica
  • Un report per confrontare la migliore piattaforma per pubblicare un sito
  • 3+ social hub (valida alternativa al classico sito web) che ti consiglio di prendere in considerazione se sei forte sui social network

Nella pagina trovi la mia personale selezione dei migliori siti e blog specializzati se vuoi imparare a promuovere la tua musica online.

Nello specifico, raccoglie:

  • I siti e blog più importanti
  • Gli aggiornamenti quotidiani
  • Gli articoli più importanti pubblicati.

Marketing online: rispondono gli esperti

Cinque domande agli esperti di marketing online selezionate fra quelle che un musicista si pone quando incomincia a muovere i primi passi sul web:


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LA NUOVA VISIONE DISCOGRAFICA: INTERVISTA A FABRIZIO SALVATORE

Alcuni anni fa quando ero impegnato nella promozione all’estero di Re Niliu dopo l’uscita del loro album “In a Cosmic Ear” (2015), Alfa Music mi contattò per parlare con i miei colleghi del Womex delle loro produzioni “world/etnica”. Di recente mi sono interessato a un articolo/intervista a Fabrizio Salvatore, pubblicato su tgmusic,  dove parla della sua visione di un mercato in costante evoluzione. Lo riproduco qui perché mi sembra pieno di spunti interessanti.  


9964D938-0582-4A49-9E88-735EB05B6DE7Fabrizio Salvatore (56 anni, nato a Salerno ma cresciuto a Romaè cofondatore, insieme ad Alessandro Guardia, dell’etichetta Alfa Music, la cui produzione, da sempre focalizzata sul jazz italiano e sulla musica popolare, negli ultimi anni si è arricchita di nuovi progetti e nuove prospettiveIl nostro incontro ha rappresentato una preziosa occasione per ripercorrere trent’anni di storia del complesso rapporto tra registrazione, produzione e promozione musicaledalle audiocassette allo streaming.

Alfa Music ha da poco festeggiato i 30 anni di attività, prima come sala di registrazione, poi come etichetta. Com’è cambiato il mondo discografico in questo periodo?

Questi 30, quasi 31 anni rappresentano un bel pezzo della nostra vita. Ci tengo a ricordare che Alfa Music nasce dall’amicizia e collaborazione con Alessandro Guardia; e proprio dalle prime lettere dei nostri nomi (Al e Fa) deriva il nome Alfa Music, che inizialmente si chiamava Alfa Recording. Eravamo studenti alla scuola di musica di Testaccio, e non avevamo idea di quali cambiamenti avrebbe conosciuto il mondo della discografia: abbiamo vissuto pienamente il passaggio dai supporti analogici (nastri e vinili) a quelli digitali (il cd audio)In queste fasi è stato importante instaurare un confronto continuo coi nostri distributori e con l’associazione ADEIDJ (che raccoglie una trentina di etichette jazz indipendenti), ma anche coi referenti delle grandi piattaforme, da Spotify ad Amazon music. Quello che abbiamo sempre tentato di fare, inoltre, è far capire ai nostri ascoltatori che per godere di brani jazz o di musica popolare, magari un po’ più lunghi dei canonici 3 minuti, occorre un ascolto attento: bisogna ritrovare l’abitudine, il rito dell’ascolto, come quando si ascolta musica dal vivo. Cerchiamo poi di porre la stessa attenzione in tutti gli step produttivi, dalla selezione in entrata fino alla promozione: questo aspetto, per fortuna, è stato facilitato dallo sviluppo dei social, tramite i quali possiamo comunicare in maniera più rapida.

È di pochi mesi fa la notizia che le vendite del vinile hanno superato quelle del cd. C’è stato un ritorno a vecchie abitudini di ascolto?

C’è stato un periodo, a fine anni Novanta, in cui lavoravamo molto con il Manifestoche usciva in edicola con un cd allegato; il vinile era in pieno declino, e con esso si stava perdendo l’abitudine degli audiofili, il rito del comprare il disco e goderselo in maniera rilassataOra, finita l’era del cd, paradossalmente è il vinile che sembra tornare alla ribaltal’intero suo processo produttivo si sta rigenerando: tutto questo, specie all’inizio, anche grazie alla crescita del rap, essendo il vinile molto utilizzato dai dj; di conseguenza sono tornati accessibili, anche a costi moderati, gli impianti per riprodurlo. Ma oltre al vinile è tornato anche l’ascolto su nastroil famoso ampex di ¼ di pollice, senza dimenticare le musicassette: questo perché le vibrazioni possibili solo con l’ascolto analogico si sposano molto bene con il jazz, ma anche la classica o il progressive rock.

Oltre al jazz italiano contemporaneo, al momento vi occupate anche di canzone d’autore e di classica cameristicaA cosa si deve questa scelta?

Le due sezioni principali, jazz ed ethno-worldnascono direttamente dalle nostre passioni e dai nostri studi: i primi due dischi, risalenti al 2000/2001, videro protagonisti da un lato il PJ Trio (con ospite il grande Richard Galliano), dall’altro i Tamburi del Vesuvio. Poi cominciarono ad arrivare tante proposte, anche molto diverse. Aprirsi indiscriminatamente a tutti i generi sarebbe stato assurdo e poco rispettoso, ma gradualmente abbiamo iniziato ad aprire altre linee: per prima Alfa Projects, dedicata a produzioni di confine tra jazz ed ethnoworld con incursioni di elettronica, aperta sia a giovani che nomi consolidati; poi, avendo sempre avuto il pallino per il pop e la forma canzone, Pop & Roll, dedicata alla canzone d’autore, che ci ha regalato discrete soddisfazioni, con due nostri artisti premiati a Musicultura (Maria Pierantoni Giua e Francesco Cataldo). Abbiamo consolidato anche una piccola linea dedicata alla musica classica cameristicacon piccoli gruppi che possiamo ospitare nel nostro studio; infine, pochissimi anni fa, si è concretizzato l’interesse verso quello che negli Stati Uniti è chiamato smooth jazzuna tradizione che arriva dal jazz californiano degli anni Ottanta, un approccio più melodico e orecchiabile che viene oggi esplorato da tanti musicisti affermati.

Dal punto di vista culturale ed economico, credi che in Italia il jazz sia rimasto un fenomeno maggiormente “di nicchia”, rispetto al contesto americano o nord europeo?

Da un punto di vista di gestione e diffusione promozionale, di management, sicuramente in Italia non siamo tra i primi come cultura e preparazione, rispetto alle zone che hai citato, Canada incluso. Sono paesi in cui il jazz e le sue derivazioni costituiscono un elemento culturale importante e storicamente molto accreditato – un po’ quello che per l’Italia è la lirica. Negli USA il jazz nasce da un’esperienza popolare, lo swing come musica da ballo è l’equivalente del nostro liscio. Nonostante questo, lItalia è sempre stata protagonista nel jazz. Negli ultimi 20 anni, poi, la nascita delle grandi scuole di musica (prima quella di Testaccio, poi Siena Jazz, Mississippi e Saint Louis a Roma, Musica Oggi di Enrico Intra a Milano) e linserimento del jazz nei conservatori hanno determinato una crescita notevole: abbiamo una generazione di giovani musicisti tecnicamente molto dotati, che non ha nulla da invidiare al resto del mondo.

Si può dire quindi che il gap è stato in larga parte colmato?

Da un punto di vista artistico e creativodirei di sìsono nate tante rassegne, e anche ai piani alti si sono finalmente accorti che in Italia c’è spazio per qualcos’altro rispetto a classica e lirica. Ma sul piano, economico e commerciale, purtroppo, la situazione è molto diversa. La vendita dei dischi è in grande affanno, solo ai concerti si continua a vendere discretamenteC’è molto da imparare a livello organizzativo e amministrativo, dobbiamo saper gestire e promuovere i nuovi protagonisti, piuttosto che rincorrere i grandi nomi stranieri per logiche di biglietteria: privilegiare l’aspetto culturale ed educativo rispetto a quello dell’intrattenimento.

Quale consiglio daresti a chi volesse intraprendere un’attività di registrazione o produzione discografica?

Bella domanda [ride]. Trent’anni fa in molti ci prospettavano una situazione non facile: “fate attenzione, lo studio di registrazione non ha un futuro, vivono solo le grandi strutture…”Oggisono sopravvissute le piccolemedie strutture come la nostra, a gestione familiare, che non devono fronteggiare grandi spese di manutenzione, anche grazie all’avvento del digitaleSi è sviluppato molto l’home recordingche malgrado la qualità crescente non garantirà mai i risultati dello studiodove ci sono a disposizione mezzi e professionisti: è una possibilità molto intrigante dal punto di vista creativo, ma non può sostituire la produzione in studioSe dovessi dare un consiglio, suggerirei innanzitutto di creare un team di lavoro, una squadra dove costruire competenze nei diversi ambitiOggi è importante essere capaci di operare in tanti ambiti, da soli come in team: le nostre entrate si basano su una somma di attività editoriale, discografica, managementAltrettanto importante è essere informati sugli aspetti più noiosi e faticosi, legati al diritto d’autore e alla dimensione fiscale e burocratica. Oggi, nella stragrande maggioranza dei casi, il sostentamento di un artista, e di conseguenza la sua libertà economica e creativa, non può che derivare dalla somma di tante competenze e attività, incluso l’insegnamento.


 

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LA STAGIONE DEGLI SHOWCASE FESTIVAL


folktradmontrealL’Autunno, forse più che ogni altra stagione, è ricco di appuntamenti, incontri professionali e showcase festival. Qui di seguito troverai una panoramica di vari eventi che riguardano direttamente o indirettamente la filiera della world/folk music. 

 


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IRELAND MUSIC WEEK  5-8 Ottobre (edizione digitale) | Dublino, Irlanda

IMW è la vetrina per la musica irlandese all’internazionale con un programma consistente di conferenze e di concerti.

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FOCUS WALES 7-9 Ottobre | Wrexham, Galles

Focus Wales è un evento internazionale per fare conoscere le proposte artistiche e musicali del Galles all’internazionale attraverso un ricco programma di conferenze, incontri, concerti, spettacoli, film, ecc.

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MAMA Festival 13-15 Ottobre | Parigi, Francia

Il MaMA Festival è uno degli maggiori showcase festival e incontri professionali che si svolge in Francia per la musica attuale: rock, pop, rap, elettronica, world, folk, e tutto quello che sta nel mezz. Partecipano anche professionisti e artisti da varie parti del mondo.

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FIRA MEDITERRANIA 14-17 Ottobre | Manresa, Spagna

Fm è il principale showcase festival per proposte artistiche che si ispirano alle tradizioni locali e alla cultura popolare come motore di creatività. Si svolge a Manresa in Spagna intorno a tre grandi itinerari: quello musicale con presentazione di proposte di tutta l’area mediterranea; quello delle arti performative e di strada; e quello socio-culturale dove si promuove l’intro tra professionisti e associazioni che hanno a cuore il patrimonio immateriale del Mediterraneo.

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ENGLISH FOLK EXPO 21-24 Ottobre | Manchester, Regno Unito

EFEX accoglie ogni anno rappresentanti dell’industria musicale dal Regno Unito e da tutto il mondo per una ricca vetrina di artisti folk tradizionali e contemporanei pronti per l’export.

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WOMEX 27-31 Ottobre | Porto, Portogallo

WOMEX – the World Music Expo – è  l‘incontro annuale della filiera mondiale della World Music, tra fiera, conferenze, film, sessioni di networking, premi e concerti. >>> Leggi il nostro articolo


A novembre si svolgeranno poi altre importanti conferenze:

 


 

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RHYTHM PASSPORT: NE PARLIAMO CON MARCO CANEPARI

New Logo#2Qualche tempo fa ho scoperto ” Rhythm Passport” e un mondo di musica. Scavando nel loro sito ho trovato un nome italiano, quello di Marco Canepari. Ci siamo parlati e confrontati via Messenger, e Marco ha gentilmente accettato di rispondere a qualche domanda per i lettori del blog. 


Cosa ci puoi dire di Rhythm Passport? Chi sono i protagonisti? Com’è e quando è nato il progetto? Con quali motivazioni?

Rhythm Passport è nata a Londra come rivista online poco meno di dieci anni fa con lo scopo di offrire spazio e visibilità ad espressioni musicali poco rappresentate come quelle legate alle cosiddette musiche del mondo.

In questi anni, abbiamo sempre cercato di cambiare la percezione che si ha del termine “world music”, rendendolo più inclusivo, fresco ed organico, concentrando la nostra attenzione sui sapori e i gusti della musica, non solo sui suoi ingredienti.

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Lo abbiamo fatto (e lo stiamo continuando a fare) sostenendo e condividendo suoni e messaggi di musicisti da tutto il mondo e le loro tradizioni. Allo stesso tempo, guardiamo sempre oltre, dando voce a chi stimola e rinnova quelle stesse tradizioni accompagnandole su nuovi sentieri.

Nel nostro piccolo, siamo diventati una realtà di nicchia riconosciuta nelle scene world music e global beats essendo anche uno dei pochi progetti editoriali che è sempre rimasto accessibile, gratuito e diretto sia a novizi che esperti.

Dalla sua nascita, la famiglia Rhythm Passport si allarga e rimpicciolisce a piacimento. Lo zoccolo duro del team è formato da tre persone, alle quali s’aggiungono tra dieci e venti collaboratori “intermittenti” tra i quali giornalisti musicali, correttori di bozze, fotografi, filmmaker, podcaster, DJ… fino a studenti, appassionati di musica e scrittori alle prime armi affamati di suoni ed espressioni culturali da tutto il mondo e desiderosi di condividerle con altri.

Quali sono i servizi offerti e qual è il vostro target? Come risponde?

Sin dalla sua nascita, Rhythm Passport ha sempre racchiuso in sé diverse anime. Sia per rappresentare al meglio le innumerevoli voci e sfaccettature della world music, sia per raggiungere ed interagire in maniera adeguata con il maggior numero di pubblico possibile. Abbiamo la fortuna di poter contare su lettori e ascoltatori in tutto il mondo proprio perché diamo spazio a musiche e musicisti da tutto il mondo.

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Oltre ad una parte puramente editoriale del sito, che offre recensioni, interviste, preview di eventi e festival, video “scoperte” giornalieri, varie rubriche ad hoc, una sezione dedicata ai DJ e ai loro mix e gallerie fotografiche, il progetto ha anche una dimensione “on-air” dove pubblichiamo podcast e programmi radiofonici in collaborazione con vari autori, podcaster e radio locali.

Uno dei cosiddetti “servizi” che offriamo, di cui andiamo molto fieri, è la nostra compilation mensile che ha raggiunto l’episodio numero 63 e che viene condivisa con tutti gli iscritti alla nostra newsletter che la possono scaricare gratuitamente.

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Infine, ormai da qualche anno, organizziamo concerti e serie di eventi musicali a Londra sia per avere una dimensione più concreta, tangibile e coinvolgente sia per mere questioni di sopravvivenza economica.

Chi sono i vostri partner e come vi sostenete?

Come ben sapete il “world music world” è più un piccolo villaggio che un vero e proprio mondo. Tutti conoscono tutti e tutti collaborano, aiutano e supportano tutti (certo, c’è sempre qualche eccezione).

Abbiamo la fortuna di considerare partner la maggior parte delle realtà che arricchiscono la scena, dai musicisti alle etichette, dalle radio agli organizzatori di eventi e così via.

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Collaboriamo con loro quotidianamente, condividendo, pubblicando, scrivendo e parlando della loro musica.

Come scritto, gli eventi dal vivo costituiscono (o costituivano in tempi pre-Covid) la più consistente fonte di sostentamento del progetto. A cui vanno aggiunti pubblicità, donazioni e bandi.

Ha avuto la pandemia un impatto (positivo o negativo) sul vostro lavoro/operato?

Inutile ripetere come e quanto il Covid-19 e le varie normative e ordinanze abbiano messo sottosopra e poi in ginocchio il mondo musicale, soprattutto considerando la sua dimensione dal vivo.

Nel nostro piccolo abbiamo provato a non piangerci addosso. Al contrario, abbiamo lanciato una rubrica chiamata Safe & Sounds per ispirare, condividere nuovi stimoli musicali e far ballare le persone confinate nelle loro case e stanze. Settimana di pandemia dopo settimana di pandemia, lockdown dopo lockdown e decreto ministeriale dopo decreto ministeriale, noi continuavamo a chiedere a musicisti, DJ e professionisti del settore vari ed eventuali di condividere le loro selezioni musicali e loro hanno sempre risposto entusiasti regalando un po’ di gioia sotto forma di note.

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Accanto a Safe & Sounds, siamo riusciti ad organizzare una decina di eventi in live streaming. Veri e propri festival della durata di qualche ora o anche interi giorni, alcuni dei quali ancora disponibili sul nostro sito e canale Youtube, dedicati a paesi, regioni e stili musicali: dal Nepal all’highlife e dalle musiche del deserto del Sahara alla Colombia… Tutto questo è potuto “andare online” grazie alla disponibilità e passione di numerosi amici, musicisti e non.

Siete contenti dei risultati ottenuti fino ad ora? Come vedete il vostro futuro?

Quando fai parte e dai voce a una scena di nicchia e a culture poco conosciute e riconosciute avrai sempre del lavoro da fare e risultati da ottenere. Per fortuna o purtroppo, non lo chiami lavoro e non li chiami risultati, ma passione e frutti.

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Quello di cui siamo più contenti è di avere l’opportunità di condividere musica di qualità e, per così dire, non convenzionale con persone che vivono a decine di migliaia di chilometri da Londra e/o che mai prima d’ora s’erano interessate a suoni simili. Siamo onorati di avere appunto lettori e ascoltatori sparsi in tutto il mondo che ci seguono e seguono i nostri consigli musicali e che s’avvicinano a culture e tradizioni grazie ad un musicista o DJ di cui scriviamo o una canzone inclusa in un podcast/mix.

Il futuro di Rhythm Passport è inevitabilmente legato al futuro della scena musicale (world o non world), sia qui a Londra che nel resto del mondo. Tutto dipenderà da come reagiremo e ci rialzeremo dopo questi terribili mesi di pandemia, tutto dipenderà dalla musica che verrà pubblicata e come verrà portata in giro per il mondo nei prossimi giorni, settimane, mesi…

La musica non può fare a meno della sua dimensione dal vivo e la musica dal vivo non può fare a meno del pubblico.

Rispetto a Womex, cosa proponete nelle prossime settimane?

Qualche settimana fa, abbiamo inaugurato una rubrica chiamata “Musical Road to Womex” con un’intervista ad Alexander Walter (Direttore/Manager dell’evento). La sezione è stata pensata come introduzione all’edizione 2021 dell’Expo e ai suoi showcase.

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Nei prossimi giorni pubblicheremo infatti sette playlist redatte da musicisti partecipanti all’evento corredate da brevi Q&A in cui verranno presentati i “magnifici sette”. Non svelo alcun nome, però abbiamo cercato d’essere il più universali possibili, sia in termini di stili che di provenienza.

Possono realtà italiane della world/folk music (artisti, etichette, agenzie, festival) contattarvi?

More than welcome! Potete contattarci a info@rhythmpassport.com e trovarci sui social (facebook, twitter, instagram, youtube) e piattaforme audio come mixcloud e soundcloud.

www.rhythmpassport.com


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WOMEX 2021: DAL VIVO IN PORTOGALLO A FINE OTTOBRE

Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file è telechargement-1.pngWOMEX – L’Expo mondiale della World Music ritorna dal vivo a fine ottobre. Si svolgerà a Porto, una città dove tutti i generi musicali sono di casa. 


WOMEX – L’Expo mondiale della filiera della World Music si svolge ogni anno a fine ottobre in una città europea. Nel 2020, la manifestazione si è salvata dalla pandemia organizzando un edizione digitale. Quest’anno, WOMEX ritorna dal vivo a Porto, dal 27 al 31 ottobre, con un ricco programma: cinque giorni di fiera, conferenze, film, networking e concerti showcase. 

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Serata inaugurale

Nella serata del 27 si celebrerà l’inizio di cinque frenetici giorni pieni di musica, networking e scambi culturali e stabilisce lo standard per il resto dell’expo.

Porto ReFolk Express proporrà una vetrina della musica folk made in Portugal e della sua intersezione con diversi linguaggi artistici; reinventando e unendo le sonorità, le voci, gli stili, l’immaginazione e gli strumenti della cultura popolare portoghese.

>> Vai alla pagina 

Concerti (showcase) 

Le vetrine WOMEX che sono presentate ogni serata mettono sotto i riflettori proposte musicali e artistiche elettrizzanti da tutto il mondo. Che si tratti di nuovi talenti pionieristici o di maestri affermati, le vetrine mettono in risalto tutto, dalla riscoperta delle tradizioni musicali alle ultime novità artistiche.

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>> Scopri gli artisti

Conferenze & Sessioni di networking

Con un ricco programma di conferenze, il WOMEX ha sempre cercato di supportare i creativi, connettere la comunità dei professionisti della musica e fornire una piattaforma per condividere conoscenze, entusiasmo, esperienza e solidarietà; fare rete e imparare gli uni dagli altri. Colleghi esperti e ospiti speciali stanno condividendo le loro visioni, mappando le loro idee e gettando le basi per far progredire l’intera filiera

Conferenze | Sessioni di networking | Presentazioni associate 

Film & Documentari

Il WOMEX Film presenta una selezione curata di documentari che ritraggono musica, movimenti e storie di tutto il mondo.

Il programma è un’opportunità per registi, artisti, produttori e distributori di raggiungere nuovi mercati e di esplorare ulteriori canali di distribuzione e produzione.

Programma 2020

Premiazione

womex1La cerimonia di Premiazione – WOMEX Awards 2021 celebra i recipienti del premio per la musica e di quello per l’eccellenza professionale.

Artista 2021 | Progetto 2021

Fiera espositiva

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La fiera espositiva che si svolge durante il giorno accoglie operatori di tutto il mondo.  Anche l’Italia ha il proprio stand, dove saranno presenti anche i delegati della Italian World Beat

Lista dei delegati

WOMEX

Sito ufficiale | Facebook | Instagram | YouTube | VirtualWomex


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