ASSOCIAZIONE I ZIMBRA CULTURE: NE PARLIAMO CON CHIARA SAVELLI

Oggi parliamo con Chiara Savelli di I Zimbra Culture, un’associazione che opera a Napoli ed è nata dal sodalizio tra alcuni professionisti del settore musicale con competenze diverse e una passione comune: le arti e le culture musicali del mondo.

 

Quando e come è nato I Zimbra Culture? Quali sono state le vostre motivazioni? 

 I Zimbra è nata più di 10 anni fa a Napoli. Io sono da sempre appassionata di culture e musiche del mondo e soprattutto dei Talking Heads. Un loro famosissimo brano si intitola “I Zimbra” ed è quello che ha segnato l’inizio della World Music con l’apertura del rock alla contaminazione tra culture diverse e ad altri generi musicali. Proprio quello che mi affascinava da tempo. 

Nel 2008 sono entrata a far parte dello staff del Festival Ethnos, per il quale mi occupo ancora oggi della progettazione e del coordinamento organizzativo e grazie al quale ho conosciuto direttori artistici, festival, agenzie di booking, artisti del panorama della musica popolare italiana e della World Music internazionale. 

I primi passi I Zimbra li ha compiuti curando i progetti di un artista tunisino, Marzouk Mejri e stringendo accordi con alcune agenzie per un supporto nelle attività di booking. Già nel 2011, ai tempi della cosiddetta “Primavera Araba”, con Echo Art / Festival Musicale del Mediterraneo, abbiamo coprodotto uno spettacolo intitolato “Musica Al-Hurriya che coinvolgeva musicisti originari dell’Egitto, della Tunisia, del Marocco e dell’Algeria. Era un omaggio al movimento che all’epoca chiedeva diritti e democrazia anche in quei territori così storicamente oppressi.

Oggi I Zimbra Cutlure è un’associazione che riunisce alcuni professionisti del settore musicale con diverse competenze ma che condividono gli stessi valori, gli stessi obiettivi e un desiderio: creare a Napoli un’offerta culturale con concerti di folk e world music durante tutto l’anno –  e dunque che non si limiti temporalmente alle poche settimane che coprono i due festival importanti:  Ethnos e Sacro Sud.  

Quali sono i vostri servizi e le vostre attività? Come siete organizzati? Quale forma giuridica avete scelto?   

 I Zimbra è una associazione che promuove e supporta artisti che hanno progetti musicali di valorizzazione e di ricerca sulla tradizione soprattutto del Sud Italia. Lavoriamo assieme ai musicisti mettendo a disposizione il nostro network, creando opportunità di collaborazioni artistiche, organizzando tournée, fornendo servizi di booking, consulenza editoriale, discografica e al management. Inoltre, organizziamo concerti a Napoli e in Campania ma anche workshop con artisti internazionali, presentazioni di libri, house concerts ed eventi artistici per la promozione e la valorizzazione turistica del territorio.


Quali forme di partnership e collaborazioni avete sviluppato? a Napoli, in Italia e all’estero?

 Negli ultimi due anni, abbiamo organizzato qui a Napoli i concerti di vari artisti pugliesi. Maria Mazzotta, ad esempio, ha già collaborato con noi presentando il suo primo live italiano di “Amore Amaro”. In quest’occasione, tra l’altro, è nata una collaborazione artistica tra lei e gli Ars Nova che facevano già parte del nostro roster. Così, puntiamo sempre più a diventare un punto di riferimento a Napoli per artisti e agenzie della World Music anche se la pandemia, naturalmente, ha rallentato i nostri progetti.

Quali sono le sfide e come rispondete?

Oggi come oggi, la prima sfida da vincere è superare la pandemia. Non perdere l’entusiasmo che finora ci ha caratterizzato e che è stato alla base dei nostri successi. Per questo stiamo lavorando per farci trovare pronti per la riapertura, che auspichiamo quanto più vicina possibile, prendendo in esame dei bandi e delle opportunità di finanziamento per festival e spettacoli dal vivo. Inoltre, già stiamo progettando la nostra prossima rassegna. Abbiamo scoperto nuove location napoletane per i live. Sono spazi che hanno stupito anche noi che a Napoli ci viviamo. Da questo punto di vista, ci sentiamo molto fortunati ad operare in una città la cui bellezza non è stata scalfita nemmeno dal Covid.  

 Come risponde il pubblico?  

 Ai nostri concerti e alle nostre rassegne abbiamo avuto sempre una risposta incredibile da parte del pubblico. Una risposta che ha confermato la nostra convinzione di quanto anche qui a Napoli ci sia bisogno di un certo tipo di offerta culturale.

Quali sono le soddisfazioni? 

Essere riusciti ad organizzare la prima edizione di I Zimbra Music Fest nel cuore di Napoli e nel bel mezzo di una pandemia. A pensarci ora mi sembra incredibile! La rassegna è’ stata inserita nella programmazione degli eventi culturali del Comune di Napoli. E si è sviluppata con quattro progetti artistici in altrettanti live. Quattro progetti musicali in equilibrio tra l’eredità della tradizione napoletana e l’urgenza di una modernità dalla natura meticcia: fatta di contaminazioni culturali, di commistioni di generi e di lingue, di suoni digitali. 

Ascoltare Raiz cantare “Nun te scurdà” a San Domenico Maggiore è stata un’emozione unica: è riuscito a riscaldare i cuori di tutti, la scorsa estate, dopo che eravamo già provati da mesi di restrizioni e sacrifici. Non meno soddisfacente, poi, per noi, è stato vedere nove tra i migliori musicisti di Napoli per la prima volta insieme per il live di Il Tesoro di San Gennaro, un progetto sperimentale in cui i brani della tradizione musicale napoletana sono rielaborati in chiave elettronica.  E il concerto degli Ars Nova Napoli, infine: è stata una grande festa della musica popolare perché hanno invitato sul palco a suonare con loro alcuni tra i maggiori interpreti della musica popolare del Sud Italia come Assurd e la cantante siciliana Matilde Politi.  

Quali sono i prossimi passi?

A maggio, se la situazione pandemica lo consentirà, con l’agenzia di booking Zero Nove Nove abbiamo già pianificato una data. Si tratta di un live per la presentazione a Napoli del nuovo disco della Cantiga de la Serena. Speriamo di poterne programmare altri per l’estate. Nel frattempo, siamo già proiettati verso la prossima edizione di I Zimbra Music Fest e ci stiamo preparando per le fiere autunnali Womex e Visa for Music per cominciare a sviluppare collaborazioni anche all’estero. 

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Pubblicato da Eric E. van Monckhoven

Project Agent - Eco-social Consultant - Cultural Producer www.music4you.nu

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