ITALIAN WORLD BEAT: PRESENTAZIONE E AGGIORNAMENTI CON FABIO SCOPINO

Nel 2016, durante il Babel Med Music di Marsiglia mi é capitato d’incontrare Fabio Scopino e Davide Mastropaolo, due imprenditori italiani impegnati nel settore musicale da anni, che sono poi diventati gli artefici della Italian World Beat, un progetto per la promozione della world music italiana all’estero di cui davvero si sentiva il bisogno. Ne parliamo oggi con Fabio, il general manager.

Cos’è Italian World Beat?

Italian World Beat è un progetto dedicato alla promozione all’estero della world music “made in Italy” che svolge la sua opera attraverso la partecipazione attiva presso le principali fiere musicali internazionali e in tutte le occasioni di incontro e di scambio del mercato musicale globale. Parliamo di reti e incontri professionali e di showcase festival come Womex, Babel Music, Visa for Music, Atlantic Music Expo, ecc. L’obiettivo è quello di diventare un punto di riferimento per la filiera presso gli operatori internazionali, ossia una sorta di ambasciata culturale itinerante per chi opera nel campo della world/folk music italiana.

Com’è nato il progetto? Quali sono state le vostre motivazioni?

Il progetto nasce da un’esigenza molto concreta. Navigando da vari anni nelle fiere internazionali della musica, mi sono reso conto che mancava all’Italia sia un brand che una piattaforma per rappresentare la filiera della world music italiana. Non che gli artisti e operatori italiani non erano presenti nelle fiere; il punto é che non avevano uno stand unitario come altri paesi: la Francia, il Belgio, il Canada, ecc. Ad eccezione della Puglia che con Puglia Sounds rappresentava una sola regione, sembrava che in Italia non ci fosse una filiera produttiva nazionale.

Con Davide, abbiamo deciso di rivolgerci a tutti gli attori della filiera: agenzie, etichette, promotori e programmatori e soprattutto agli artisti indipendenti, di cui l’ Italia è piena. Questi attori, perché le loro produzioni sono meno valorizzate in Italia, fanno spesso fatica a emergere e orientarsi in ambito internazionale. Invece, all estero questi prodotti sono stimati sebbene non sempre ben conosciuti. Con IWB potevamo in qualche modo risolvere in parte questo problema.

Quali sono i risultati registrati nel corso degli anni?

IWB è un progetto ancora molto giovane. Ufficialmente siamo apparsi per la prima volta pubblicamente con il nostro stand, le nostre bandiere, i nostri volantini, il nostro catalogo e i nostri aperitivi all’occasione del Babel Med Music di Marsiglia nella primavera del 2017. E’ stato un evento abbastanza commovente. Infatti, la risposta degli operatori stranieri, in particolare di chi é abituato a dialogare con strutture di coordinamento e rappresentanza, è stata immediata e massiva. Non eravamo più quelli che corrono dietro gli altri, ma erano gli altri a venirci a trovare. Penso che per gli operatori e artisti italiani presenti fu anche un momento importante.

IWB - Photo Gallery

Nel tempo si sono poi presentate altre opportunità di networking e di condivisione con questa grande comunità professionale internazionale. Abbiamo potuto stabilire relazioni importanti e rafforzare dei legami più stretti con alcune realtà, dal Womex al Visa for Music ad esempio. Di conseguenza abbiamo anche potuto offrire agli operatori e artisti italiani della filiera una maggiore visibilità all’estero.

In breve, in questi anni i nostri sforzi sono stati indirizzati verso l’estero perché era importante avere credibilità ed essere riconosciuti. E’ un primo step e ne siamo soddisfatti.

Per il 2020 avevamo coinvolto sia l’Italia Music Export-SIAE che Puglia Sounds per presentare uno stand unitario al Womex. Purtroppo, la crisi sanitaria ci ha tagliato le gambe. Non per questo ci siamo fermati. Infatti, stiamo mantenendo rapporti stretti con tutti i nostri partner e collaboratori all’estero. Ma abbiamo scelto di non investire in eventi online e di prepararci per la ripartenza.

Come si finanzia la IWB?

Bella domanda! Diciamo che al contrario di strutture pubbliche o del terzo settore, siamo due imprenditori privati che hanno investito i loro soldi per lanciare il progetto. Ora come ora, il ritorno sull’investimento in termini economici non l’abbiamo ancora visto. Chiaramente fu una nostra scelta. Ma è importante che si sappia che non abbiamo nessuno alle spalle per sostenerci o condividere i rischi con noi.

Come vivete la crisi del Covid-19 e come vedete il futuro?

Con il covid-19 le dinamiche sono molto cambiate in vari settori. In quello della cultura, della musica dal vivo e del turismo culturale, la situazione è abbastanza disastrosa. Avevamo diversi progetti per il 2020 per rafforzare la filiera in Italia e nei territori, ma come molti siamo stati costretti allo stand by. Purtroppo, nessuno ha la sfera di cristallo per prevedere come la situazione evolverà. Ci sono molte speranze ma non bastano nella vita reale. Vivere in un contesto fatto di emergenze, austerità e distanziamento fisico non facilita le cose. Speriamo che non durerà troppo.

Come vedete il futuro?

Rimaniamo fiduciosi ma sappiamo che il 2021 sarà ancora un anno molto difficile. IWB é progettata nel futuro e guardiamo con attenzione a nuove opportunità e più in generale all’evoluzione dell’industria musicale e della filiera a livello europeo e internazionale. Stiamo ad esempio sviluppando nuove collaborazioni con EFN, la European Folk Network.


Ti serve una consulenza per fare il punto sul tuo progetto e creare una strategia di promozione all’internazionale, parla con noi. 

Pubblicato da Eric E. van Monckhoven

Project Agent - Eco-social Consultant - Cultural Producer www.music4you.nu

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