FESTIVAL ADRIATICO MEDITERRANEO: INTERVISTA CON GIOVANNI SENECA

Continua il nostro giro dei festival italiani iniziato con la Sicilia e l’Alkantara Festival. Oggi siamo nelle Marche on Giovanni Seneca, ottimo chitarrista e compositore con una storia molto interessante. Giovanni è anche il direttore artistico dell’associazione culturale Adriatico Mediterraneo che dal 2007 organizza ad Ancona un festival dello stesso nome. Ne parliamo con lui in questa intervista. 

Buongiorno Giovanni, come definiresti il tuo festival? 

Nato nel 2007 dall’esperienza di un festival klezmer, il Festival Adriatico Mediterraneo di Ancona ha come tema portante quello del dialogo e della conoscenza tra le culture e i popoli del bacino adriatico-mediterraneo con le declinazioni consentite dagli eventi di spettacolo, di cinema, di incontro o d’arte. I temi sono da sempre quelli  delle questioni primarie dell’accoglienza, dei diritti umani, dell’integrazione, della comprensione dei fenomeni migratori e della valorizzazione delle diversità culturali.

Nel corso degli anni abbiamo accolto personalità e artisti italiani e internazionali come: Emir Kusturica, Tahar Ben Jelloun, Petrag Matvejevic, Noa, Goran Bregovic, Ute Lemper, Diamanda Galas, Petros Markaris, Charlotte Rampling, Vicente Amigo, Boban Markovic, Paolo Rumiz, Massimo Cacciari, Moni Ovadia, Giovanni Allevi, Eugenio Bennato, Paolo Villaggio, Nicola Piovani, Neri Marcorè, Dario Fo, Carmen Consoli, Teresa de Sio, Ambrogio Sparagna.

Quando si svolge il tuo festival? Quanti spettacoli presentate in media? Quali generi musicali accettate? Quale è il periodo di programmazione? Con quali criteri e su quale base scegliete gli artisti?

In genere il festival precede la prima domenica di settembre che è per la città di Ancona  una ricorrenza laico-religiosa importante: la festa del mare. Un mare che, nella sua storia, ha consentito l’incontro, non sempre facile, di diverse culture: cristianesimo cattolico ed ortodosso, islam ed ebraismo.

Nelle ultime edizioni per esigenze di budget abbiamo ridotto il festival a 4 giorni con 7/8 eventi al giorno  dall’alba a notte fonda. Il periodo di programmazione non è sempre uguale, ma cerchiamo di chiudere il programma almeno 3/4 mesi prima del festival per poterlo promuovere.

Sulle scelte degli ospiti non ci sono barriere di generi,  l’importante è che la proposta affondi l’ispirazione nelle culture del mediterraneo per  poi assumere diverse direzioni e declinazioni. Per quanto riguarda le proposte musicali vengono privilegiate quelle con composizioni originali o con una personale e particolare rivisitazione delle tradizioni.

Quali sono le sfide nell’organizzare una manifestazione del genere? Quali sono i vostri partner principali, sia a livello organizzativo che economico?

Il festival Adriatico Mediterraneo è organizzato da un’associazione culturale che non gode di finanziamenti certi, per cui ogni anno è come ripartire da zero. Nel corso di 14 anni di attività il festival ha saputo accreditarsi nei confronti degli  enti e delle istituzioni locali che fino a ora hanno sempre rinnovato la fiducia nei confronti del festival  sostenendolo economicamente.

Sul piano più ampio dell’azione internazionale, l’associazione ha affiancato all’attività del Festival un importante e prestigioso carnet di iniziative all’estero (Balcani, Medio Oriente, Turchia e Nord Africa) riuscendo a costruire una rete estesa di relazioni e partenariati con istituzioni culturali pubbliche e private che le hanno consentito di ottenere riconoscimenti importanti che nel tempo l’hanno resa un operatore culturale autorevole.

Grazie a questa progettualità  è risultata vincitore come  capofila di vari bandi tra cui anche 2 progetti europei nell’ambito di Europa Creativa. La partnership con altri soggetti è una strada che abbiamo sempre percorso.

Questo ci ha permesso di creare un network nazionale e internazionale che attraverso le collaborazioni crea una linfa vitale necessaria. Molto utile per incrementare il network è stato entrare a far parte di Italian World Beat e partecipare  a varie fiere e incontri  internazionali che hanno come tema la musica delle tradizioni.

Quale è stato l’impatto del covid-19 sulle vostre attività? Come avete risposto?

Per quanto riguarda lo svolgimento del festival 2020 siamo capitati in un periodo relativamente buono a fine agosto, per cui la fruizione agli eventi non è stata troppo penalizzata pur rispettando come tutti le norme previste. Per quanto riguarda la programmazione ci è dispiaciuto non poter invitare molti artisti stranieri che avremmo voluto, per problemi legati ai trasporti e ai visti. Siamo comunque riusciti ad organizzare 25 eventi con 85 artisti. 

Come vedi il futuro del festival?

Tutto da costruire,  tenendo presente  la  nostra storia e cercando di non deludere il numeroso pubblico di appassionati che da anni ci segue con affetto.


Per saperne di più, puoi visitare i seguenti link utili:

Festival: https://www.adriaticomediterraneo.eu/

Facebook: https://www.facebook.com/adriaticomediterraneo.festival

Youtube: https://www.youtube.com/user/AMfestival

Pubblicato da Eric E. van Monckhoven

Project Agent - Eco-social Consultant - Cultural Producer www.music4you.nu

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